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Richard Youngs
[UK / Jagjaguwar, VHF, O Genesis, No Fans]


"Il pi autodidatta postpunk degli autodidatti postpunk" Clive Bell, The Wire

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Richard Youngs  una della menti pi geniali - la pi geniale - del rock inglese non allineato. Improvvisata, minimalista, cantautorale, progressive, folk, elettronica, sperimentale: non c' musica in cui egli non si sia misurato" (Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up)

Produzione vasta, quella di Richard Youngs, diasporica e per certi versi illogica cos come dovrebbe probabilmente essere quella di un costante ricercatore... ma molta di questa produzione continua ad essere generata da quel nucleo pulsante che si agita attorno al concetto di canzone... Ogni disco di Youngs sposta il baricentro rispetto al precedente e tuttavia ha il merito di muovere dallo stesso comun denominatore, un nucleo di sentimenti ed emozioni primordiali, pure, cristalline. Tutto questo assai pi evidente quando la materia sonora incisa da Youngs si fa disadorna e scarna per nutrirsi solamente di una chitarra acustica, qualche delay parcamente manipolato, alcuni effetti e la sua voce oramai non assimilabile a nientaltro se non alla voce di Richard Youngs. 

Youngs (che a dispetto di studi classici di chitarra e piano cresciuto all'ombra del punk rock, portando avanti negli anni tecniche di registrazione rivoluzionarie e facendosi sostenitore dell'etica e dell'estetica DIY) ha all'attivo circa 140 (!) uscite discografiche, divise tra Jagjaguwar, VHF, la sua personale etichetta (No Fans Records) e altre label avventurose. Ha lavorato con membri del Conservatorio Reale di Scozia, collaborato (tra gli altri) col filmmaker scozzese Luke Fowler, con Alaistar Galbraith (vincitore di un Arts Foundation of New Zealand Award), con il musicista portoghese David Maranha,e il chitarrista giapponese Makoto Kawabata (Acid Mothers Temple). E' stato il bassista delle prime esibizioni dal vivo di Jandek e di tanto in tanto suona in duo con Damon Krukowski (Galaxy 500; Magic Hour; Damon and Naomi); ha scritto una colonna sonora per la BBC e per alcuni film d'arte, suona la drum machine con i Flexibles ed il cantante degli AMOR (al cui interno militano il gi citato Fowler, il bassista norvegese Michale Duch  e Paul Thompson, batterista dei Franz Ferdinand!). 

"Belief", l'ultimo lavoro di Youngs, doveva essere qualcosa pi di un semplice disco, quasi, piuttosto, un esperimento di arte concettuale. C il metodo: bedroom pop (pop inteso la Youngs, sia chiaro) fatto in casa su una base di campionamenti casuali mandati a tempo con pezzi classici (non dato sapere quali). Lidea era di mandare il lavoro finito a una serie di etichette discografiche e raccogliere le lettere di rifiuto come una sorta di meta-riflessione sul pop stesso. La storia del disco prosegue con Tim Burgess (The Charlatans) che ascolta i brani e definisce Belief  pop gnostico, facendolo uscire per la sua O Genesis Recordings.

"...rich and enthralling..." - Uncut

"...resonantly, universally affecting..." - The List

"...a work of transcendent melancholy..." - The Quietus

Qui la recensione di Sentire & Ascoltare

LIVE:
18/11/18 Milano secret show
21/11/18 Napoli @ S. Maria della Misericordia ai Vergini, Retronuevo VI ed.
23/11/18 Ravenna @ Transmissions Festival
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ultimo aggiornamento: 29/10/2018 18:04:42
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