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[Ita / Seahorse, Red Birds Records]
Torna in pista la band
capitanata da Paolo Messere (Silken Barb, Ulan
Bator e titolare della Seahorse
Recordings)
in occasione
dell’uscita di “FIFTH”, nuovo prezioso capitolo di una già
nutrita
discografia. Consigliatissimi a fans di
American Music Club, Red House
Painters, Black Heart Procession, Sophia e Go Betweens.
Dalla presentazione del
nuovo disco: “La scrittura dei BCO non è mai stata così lineare e
fluida: in quasi
dieci anni di carriera (sempre accompagnata dal favore della
critica e dallo
stupore di chi assiste ai loro live)
non avevamo mai
sentito gemme di nitida purezza acustica come “Lonely
Friend” “Keep
Me Tight” e “Between
Us”
né la scorrevolezza country-noir
di “Falling”
e “Reflection
After Nothing”;
così come mancava in repertorio una pop-song
agrodolce come “Clear
Sky Optimistic”.
Tipicamente Blessed
Child
Opera sono
poi l’iniziale “Nothing Is in Place When
It Should”
e “Closed
Doors”,
immerse in un liquido chitarrismo
di impronta shoegaze,
e la centrale “Ruby
Light”, in cui l’elettricità della sei corde di Messere si fonde
alla
perfezione con gli archi sognanti e celesti arrangiati da Fabio
Centurioni,
regalando sensazioni di piacevole e malinconico abbandono. “I Will Find”
rappresenta l’aggancio col passato remoto dei BCO, con il suo
incedere robusto
e scuro, di chiara matrice eighties.
E stupisce, in fondo al disco, la miscela di forma e dissonanza
di “Promised
Circle”,
in cui voce chitarra e melodia si fanno strada, poco a poco, tra
una
selva di clarinetti impazziti…” L’attuale
line up
della band è: Dei dischi precedenti si è detto: SOLDIERS AND FAITH (2008, Seahorse Recordings/Goodfellas) "Dei BCO impressiona soprattutto l'eleganza notturna, la scura grazia con cui folk e wave, acustico ed elettrico, duellano per poi unirsi senza alcuna forzatura. L'autunno perenne degli Early Day Miners ("Summer Waits"), lo spleen dorato dei Red House Painters ("A Couple of Smiles"), l'immancabile Drake ("Soldiers and Faith"), e l'ombra degli Interpol ("Do You Believe in Love?"), mostrano una band che si specchia senza compiacimento nel proprio talento e che sfoggia notevoli capacità nel confrontarsi e rielaborare con la necessaria personalità modelli tanto ingombranti.." (8) Carlo Cravero, Rumore (novembre 2008) "Non ce ne voglia l'attivissimo Paolo Messere per il paragone che stiamo per fare: i suoi Blessed Child Opera, disco dopo disco, ci fanno venire sempre più in mente i Piano Magic. Attenzione: è un complimento.. Non di filiazione si parla quanto di una comune attitudine e di un eclettismo che, nello specifico, ci regale un songwriting sempre più ricco e incisivo... Canzoni come "Summer Waits", dall'incedere solenne e dolente, la martellante e wave "Do You Believe in Love" (che si mangia a colazione qualsiasi pezzo degli Editors, per dire), "A Couple of Smiles", folk fino al midollo e davvero splendida nella sua semplicità fatta di arpeggi e violoncello, sono la dimostrazione che qui si vola molto in alto... "Soldiers and Faith" non è insomma un disco italiano: continentale, ci pare l'aggettivo più appropriato". A. Besselva Averame, Fuori dal Mucchio (dicembre 2008) HAPPY ARK (2006, Seahorse / Goodfellas) “Avremmo potuto cominciare questa recensione parlandovi di chi i Blessed Child Opera li ha costruiti, fortemente (e)voluti e sostenuti, con un gran lavoro e una dedizione paragonabile solo al rapporto che lega un padre al figlio: quel Paolo Messere già negli Ulan Bator e nei Silken Barb che dal 2000 spende sudore e lacrime per far crescere questa sua particolarissima idea di alternative country. Avremmo potuto rubare due minuti del vostro tempo per raccontarvi dell'opera precedente pubblicata dal gruppo, quel Looking After the Child che a suo tempo raccolse consensi unanimi pressoché ovunque. E invece finiamo a parlare della musica, anche perché quella di Happy Ark lascia davvero a bocca aperta. Una successione di puntuali rallentamenti sospesa tra country e crooning, malinconici paesaggi wave e scenari desertici: una formula stridente nelle intenzioni ma placida nei toni, cesellata da inserti strumentali raffinati e soluzioni ricercate negli arrangiamenti.... Un andata e ritorno tra raffinate partiture acustiche, suoni sotterranei, sfumature accessorie – loop, samples, clarinetto, tromba, vibrafono, tra le tante -, soffici venature psichedeliche ben rappresentate da episodi come The Chain o Humiliating Whine. 7.4/10 Fabrizio Zampighi, Sentire & Ascoltare |
LIVE:
04/02/11 Sassari @ Tumbao
10/02/11 Sassari @ Giardino degli Aranci 13/02/11 Sassari @ Squola Serale 26/02/11 Carbonia (Ca) @ Clandestino 05/03/11 Casltefidardo (An) @ Stage 06/03/11 Centobuchi (AP) @ Brevevita 08/03/11 Firenze @ Teatro del Sale 09/03/11 Ariano Polesine (Ro) @ Porcupine 10/03/11 Montichiari (Bs) @ Galéter 12/03/11 Gambettola (Fc) @ Arci TREeSESSANTA (opening for Former Ghosts) 15/03/11 Marina di Massa (Ms) @ Tagomago 31/03/11 Napoli tba 01/04/11 Caserta @ Caffé del Centro 02/04/11 Sarno (Sa) @ Key Drum 12/04/11 Sassari @ Teatro Civico (opening for Robyn Hitchcock)
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 10/09/2012 10:40:58 |