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[Usa / Fire Records]
E' appena uscito (su Fire Records)"No more lamps in the morning", il nono disco in studio di Josephine Foster. Cantante, autrice e multistrumentista originaria del Colorado (oggi residente in Andalusia), un passato di studi lirici abbandonati in favore di un approccio meno accademico (e che tuttavia le hanno lasciato l'impostazione vocale da soprano che è ormai marchio di fabbrica dei suoi dischi), Josephine Foster è la punta di diamente di quel movimento di riscoperta del folk cha ha caratterizzato la produzione discografica indipendente dell’ultimo decennio. Nel suo caso, però, faticheremmo a cercare mode, hype o "freakerie" costruite ad arte: la sua è una voce tanto singolare e autonoma, tanto unica e fuori dal coro, tanto vera ed emotiva, da sfuggire ad etichette, classificazioni e collocazioni in una qualche “scena” o "tendenza". Ogni suo disco è una coraggiosa operazione di spostamento dal precedente, in una pratica musicale volta alla progressiva eliminazione dei confini tra musica colta e tradizione popolare: blues primitivo e canti degli Appalachi, folk acido e fado portoghese, fiabe per bambini e lieder tedeschi in salsa psichedelica; più di recente l'incontro con l'universo poetico di Emily Dickinson, musicato con una grazia e una magia che hanno del miracoloso (Graphic As A Star), e poi quello con le "canciones poulares espanoles" scritte e raccolte, in piena resistenza antifranchista, da Federico Garcia Lorca (Anda Jaleo). Per dirla ancora con Stefano Isidoro Bianchi "ogni disco che degna della sua voce è un approdo, una spiaggia, una terra completamente vergine. Con ogni disco supera il precedente e se stessa, in una gara che vede unici perdenti noi che ascoltiamo". Così Sentire Ascoltare sull'ottavo della Foster, "I am a dreamer" (2013) "Se già il precedente Blood Rushing aveva segnato il ritorno al di là dell’oceano, I’m A Dreamer riannoda i fili del folk con Nashville (città in cui è stato registrato), con l’apporto di musicisti misurati ma dall’eleganza senza tempo. Potrebbe essere considerato il disco più accessibile per un’artista sempre intenta a caricare di uno strato “ulteriore” la già buona musica folk che scrive, si tratti di interpretazioni di poesie di Emily Dickinson o di Federico Garcia Lorca. Questa volta la Foster sembra aver deciso di voler fare tutto da sè, con una sicurezza che la vede già proiettata (ma lo era già) tra le grandi interpreti del folk internazionale. Teso per la sua interezza sulle vene sopranili del canto sempre più raffinato della Foster, sul piano musicale il disco si allontana dai muscoli della band spagnola di Perlas e Anda Jaleo; un lavoro di sottrazione tutto giocato su toni delicati e su ritmi medio-bassi che ben si accordano ai sognatori del titolo. Nonostante non sia un concept, comunque, il sapore unitario del corpus di canzoni rende insensato soffermarsi su di un singolo episodio. Verrebbe da dire che nell’ascolto ci si debba lasciare cullare da quel dormiveglia in cui i sognatori riescono a ricordare i sogni, tra dissolvenze al bianco e gli svolazzi in tremolo della voce di Josephine. Oramai un’artista che non assomiglia ad altri che a se stessa, pur avendo deciso di portare con sé una lunga tradizione" Questa la title track I am a dreamer
La presentazione di "Blood Rushing" (2012) dal blog di Goodfellas:Registrato in Colorado da Andrija Tokic (Alabama Shakes) con la collaborazione del partner Victor Herrero e di musicisti navigati come Paz Lenchantin (The Entrance Band, A Perfect Circle, Zwan), Heather Trost (A Hawk and a Hacksaw) e Ben Trimble (Fly Golden Eagle), Blood Rushing è il nuovo album della Foster per Fire Records. Un disco dal tenore radicalmente diverso rispetto alle recenti uscite da studio, informate da un viscerale amore per la musica e la letteratura spagnola. In questo disco Josephine si ri-appropria per certi versi delle sue radici, muovendosi tra americana e folk elettrico e dispensando gioiose perle cantautorali, rese ancor più imperdibili dagli interventi dei cospiratori di turno. Trapiantata da anni a Cadiz, comunità autonoma dell’Andalusia, dove vive con il marito Herrero, la nostra ha ritrovato terreno fertile per le sue scorribande acustiche. La sua musica ha il valore degli scritti tramandati a voce di generazione in generazione, per la Foster è fondamentale la ricerca di melodie popolari che per quanto anonime possano conservare quegli elementi magici tali da renderle eterne. Gioielli in altre parole, che possano splendere di nuovo alla luce del sole. Una cantante d’opera sfuggita alle oppressive regole accademiche, la Foster ha presto trovato nel folk il luogo in cui trasferire il suo sapere, sposando anche un’esistenza ‘migrante’ a cavalle tra Europa ed America. Per quanto agli esordi paragoni ingombranti con Patti Smith e Grace Slick abbiano condizionato i giudizi sulle sue interpretazioni, la nostra ha saputo mettere a frutto le esperienze in ambiti estranei al rock per fornire sempre e comunque una versione eterodossa della musica popolare. Blood Rushing è un disco che ripercorre i sentieri polverosi della Carter Family, del Dylan altezza Highway ’61 Revisited, rivelando anche interessanti parentesi acide. Un disco che in qualche misura rivede i punti salienti della recente ondata weird folk, riaccendendo vecchie emozioni ed omaggiando in tutto e per tutto la 'country life'. su The Wire "La miglior voce del prewar folk? Personalmente non ho dubbi. Non solo: di quel brulicante calderone di nomi che negli ultimi anni ha costretto a rimettere indietro le lancette degli orologi del rock underground americano a me pare anche la miglior penna e l'interprete più matura...". Stefano Isidoro Bianchi (Blow Up) Discografia JOSEPHINE FOSTER 2000: There Are Eyes Above (Locust) 2001: Little Life (cd-r) 2005: A Diadem (ep, cd-r) 2005: Joey Will Come If You (Artschool Dropout) 2005: Hazel Eyes, I Will Lead You (Locust) 2006: What is that ever was? (cd-r) 2006: A Wolf in Sheep's Clothing (Locust) 2008: This Coming Gladness (Bo' Weavil) 2009: Graphic as a Star (Fire Records) 2012: Blood Rushing (Fire Records) 2013 I am a dreamer (Fire Records) 2016 No More Lamps in the Morning (Fire Records) BORN HELLER 2004: Born Heller (Locust) JOSEPHINE FOSTER AND THE SUPPOSED 2004: All The Leaves Are Gone (Locust) JOSEPHINE FOSTER AND VICTOR HERRERO BAND 2010 Anda Jaleo (Fire Records) 2012 Perlas (Fire Records)
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LIVE:
No More Lamps in the Morning (solo tour) 14/05/16 Parma @ "Vesperum", Galleria San Ludovico 15/05/16 Prato @ LargoCarducci 16/05/16 Roma @ "Unplugged in Monti", Blackmarket Josephine Foster accompanied by Victor Herrero 12/07/15 Santarcagelo dei Teatri @ Santarcangelo di Romagna (Rn) 13/07/15 Roma @ "Roma Spettinata", Pini Spettinati 14/07/15 San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali Umbria 16/07/15 San Costanzo (Pu) @ Ville Castella 17/07/15 Spinetoli (Ap) @ Lago di Oz 06/12/12 Venezia @ Teatro Fondamenta Nuove 07/12/12 Cavriago (RE) @ Calamita 08/12/12 Poggio Berni (RN) @ Circolo dei Malfattori 09/12/12 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club 11/12/12 Roma @ Radio 2 Rai, Moby Dick 12/12/12 Roma @ Init 13/12/12 Avellino @ Godot (in duo) 15/12/12 Terni @ Palmeetta (in duo) 08/11/12 Milano Music Club c/o Teatro dal Verme 17/09/12 Catania @ Teatro Greco Romano - presentazione "Blood Rushing", anteprima mondiale 05/07/11 Bologna @ vicolo Bolognetti07/07/11 Pisa @ Leocaffé 08/07/11 Torino @ Cripta 747 (w/ Kuupuu + Hilma Glad) 09/07/11 Preganziol (Tv) @ Macaco Country House 10/07/11 Roma @ Circolo degli Artisti - sunset sessions (w/ Thony) |
ultimo aggiornamento: 20/09/2017 16:16:00 |