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[UK / Moonpainter-Self]
Due album alle spalle – l’ep digitale “Meanwhile In The Park” che, issatosi in cima a molte download charts europee e giunto alle orecchie di Tony Hoffer (produttore di Air e Beck), è stato licenziato dall’americana Dangerbird e il successivo “Small Boat Big Sea” nominato “iTunes album & single of the week” - e l’onda del passaparola a spingere le sue canzoni, alimentando curiosità e aspettative crescenti e irrobustendo la sua determinazione a concluderne un terzo nonostante difficoltà di budget e i tipici canti di sirene del music business: queste le premesse di “Cathedral” del londinese Ed Laurie. Un piccolo grande disco. Sincero e intenso come pochi. Imperniato su quella scardinante e misteriosa faccenda chiamata amore. E realizzato con un procedimento che ne preservasse fino in fondo urgenza e immediatezza, tenendo accesa la fiamma che vi brucia dentro: le cronache raccontano di un Ed chino sulla sua chitarra ad abbozzare un pugno di canzoni – evidentemente ben vive nella sua testa e nel suo cuore - e gli altri a seguirlo (improvvisando) e a favorire quell’epifania. Poche sessioni di registrazione, niente sovraincisioni, tutto in presa diretta. Gli “altri” in questione sono un gruppo di eccellenti e affiatati musicisti italiani: i bolzanini Andrea Polato (batteria), Marco Stagni (basso/contrabbasso), Matteo Cuzzolin (sax), insieme nel trio jazz-core Fatish, Manuel Randi (chitarra) e il percussionista-vibrafonista napoletano Pasquale Bardaro (orchestra del teatro San Carlo). Ai quali si è poi aggiunto il violinista svizzero Raphael Chevalier, conosciuto da Laurie in tour. E questa è l’altra metà della storia: famiglia paterna divisa tra l’East London e la Scozia, famiglia materna sparpagliata per il globo, con presenze anche in Est Europa e Sudamerica, Ed Laurie è uno spirito libero, ama viaggiare e lanciarsi in sempre nuove avventure. Nell’occasione è stato l’Alto Adige la meta del suo peregrinare, il duomo di Bolzano la cattedrale del titolo (e i suoi rintocchi la coda della traccia omonima), il backstage di un vicino teatro la sede delle citate sessions. Era l’estate 2010. Sei giorni di full immersion. Poi il ritorno a Londra, l’aggiunta di altri tre brani, il missaggio di Richard Neuberg. E l’attesa (quella sì, lunga e paziente) delle condizioni più idonee per far uscire il disco. Così come l’autore, se ne vanno in giro per il mondo anche le canzoni: ancorate a un songwriting solido e ispirato, che nelle ricorrenti venature jazzy chiama in causa mostri sacri come Fred Neil, Tim Buckley e Van Morrison, si arricchiscono di aromi gipsy e assoli latineggianti, evocano suggestioni mitteleuropee e regalano sensazioni di chanson francese à la Gainsbourg. Per poi, nei passaggi più asciutti e minimali, tornarsene a casa e bussare alla porta di Nick Drake. Con la voce di Laurie a farla da padrona, ad inerpicarsi senza difficoltà su vette per altri irraggiungibili. Può farci quel che vuole con quell’ugola. Il rischio è di diventarne fin troppo consapevole. Per fortuna il problema per ora non si pone: “Cathedral” è disco di febbrile e poetica purezza. "Albert", pezzo ispirato a "Lo Straniero" di Albert Camus: video di "Moment out of Faith": http://www.youtube.com/watch?v=mpekPUtufrU live version (Bolzano): http://www.youtube.com/watch?v=42Zx1qr1jTA live version (Torino) http://vimeo.com/33933543 DICONO DI LUI.... "... un universo abitato da pop visionario (East Wind, Side Of A Candle) e congetture su nuove "settimane astrali" (No Sign of Al, High Above Hearthache), da folk sottratto a steppe (Spirit of Stairway) e cieli latini (When The Fire Dies Down), da un Nick Drake ache finalmente trova pace in oriente (Somewhere Gone). Gemme sfavillanti che farebbero a brandelli l'anima di chiunque in qualsiasi epoca e oggi prenotano un posto nelle classifiche di fine anno, ma soprattutto nel profondo del cuore. Non è da tutti, proprio no" Giancarlo Turra, Mucchio Selvaggio gen/feb, **** “Theater Im Hof è un posto piccolo piccolo. Ci stanno 50 persone… Nonostante le lillipuziane dimensioni e il caldo che avvolge il teatrino, l’atmosfera che si è creata stasera era bellissima… Appena Ed apre bocca, con il suo stentato e dolcissimo italiano, una nuova energia muove i soliti 50, che pian piano iniziano a farsi trasportare dalle sonorità quasi ipnotiche di questo songwriter che con amore canta l’amore… Ogni canzone è una piccolissima emozione, che rapisce e coinvolge. Tutti i 50. Qualcuno piange perfino, a molti viene la pelle d’oca, altri si perdono nei loro pensieri e si ritrovano nelle note e nelle parole sentite e vissute, lì davanti a tutti, dallo stesso Ed che in qualche modo si mette a nudo davanti a tutti noi. Alle 23 il concerto finisce, i 50 lasciano la sala, asciugano le lacrime, tornano alla realtà della calda serata estiva. Ma l’emozione resta addosso. E poi dicono che la musica dal vivo non serve. Serve eccome”. www.franzmagazine.com/category/music/pop-rock/item/theater-im-hof-rapiti-da-ed-laurie.html |
LIVE:
GERMAN TOUR Thursday, 18th.Oct. Wetzlar / Franzis Friday, 19th Oct. Hamburg / Ponybar Saturday, 20th Oct. Bremervoerde / Tandem Sunday, 21tst Oct. Bremen/ Tower Wednesdsay 24th October Berlin/ Shokolade Saturday, 27th Oct. Innsbruk/ PMK 26/05/12 Morbegno (So) @ Morborock festival 27/05/12 Merano (Bz) @ Sunday Best 28/05/12 Padova @ Summer Student Festival 12/04/12 Perugia @ Contrappunto 13/04/12 Avellino @ Godot Art Bistrot 14/04/12 Roma @ Stereonotte 15/04/12 Napoli @ Riot Studio - "A Casa" 17/04/12 Marina di Massa @ Tagomago 18/04/12 Brescia @ Lio Bar 20/04/12 Marina Romea (Ra) @ Boca Barranca 21/04/12 Bolzano @ Rock'n'Roll Club 02/02/12 Genova @ Teatro La Claque 03/02/12 Pisa @ Caracol 04/02/12 Schio (Vi) @ CSC 05/02/12 Carpi (Mo) @ Mattatoio 07/02/12 Roma @ Moby Dick, RadioRai2 (h 21) 07/02/12 Roma @ Locanda Atlantide (h 22.30) 08/02/12 Padova @ Mela di Newton 18/11/11 Firenze @ Sala Vanni |
ultimo aggiornamento: 25/11/2012 20:14:33 |