english version english

[Usa / Kranky]


Inizialmente parallelo al percorso della band d'origine, Pan•American è il progetto solista di Mark Nelson, mente, chitarra e voce dei seminali Labradford. Nato nel 1997 e improntato alla ricerca di una nuova commistione tra ambient, dub e minimalismo, il percorso di Nelson ha gradualmente deviato verso placidi territori ambient-acustici di stampo cinematico, finendo per far assumere a Pan American, con le sue accuratissime elaborazioni sonore, il ruolo di ideale continuazione dell'esperienza dei Labradford.
Una delle colonne portanti del suono Kranky e più in generale del post-rock ambientale. 
Le esibizioni dal vivo di Mark Nelson (sia con Labradford che con Pan•American) si contano, negli anni, sulle dita di una mano; manca dall'Italia dal 2012. 
Nel tour di novembre 2018 presenterà in anteprima alcuni brani dal prossimo disco, intitolato "A Son" e in uscita sulla fida Kranky Records in primavera.

"Tra post rock e minimal techno, un "cantautore" originalissimo, riservato e lontano dal mondo e dai trend" (Blow Up)

http://www.ondarock.it/elettronica/panamerican.htm

Discografia
Pan American (Kranky, 1998)    
360 Business / 360 Bypass (Kranky, 2000)    
The River Made No Sound (Kranky, 2002)    
Quiet City (Kranky, 2004)    
For Waiting, For Chasing (Mosz, 2006)    
White Bird Release (Kranky, 2009)
Cloud Room, Glass Room (Kranky, 2013)

LIVE:
16/11/18 Milano, Fondazione Feltrinelli
17/12/18 Riccione (RN), Spazio Tondelli
18/12/18 Roma. Monk

16/03/12 Ravenna @ Teatro Almagià, Transmissions Festival
17/03/12 Napoli @ Riot Studio, "A Casa"
22/03/12 Roma @ Chiesa Evangelica Metodista, C(h)orde
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 20/09/2018 13:20:37


Elio Germano e Teho Teardo portano in scena “Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand Céline in una versione completamente rinnovata nelle musiche e nei testi.
Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del “Viaggio” restituendo, in una partitura inedita, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo; un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono. In quel suono Teardo crea un ambiente nel quale la voce di Germano può suggerirci nuove prospettive sulle disavventure di Bardamu e gli orrori della guerra  mondiale che travolge le relazioni tra gli uomini quanto i continenti. Il pessimismo sulla natura umana, sulle istituzioni, sulla società e sulla vita in generale, diviene inconsolabile fino a non conceder più alcuna speranza al consorzio umano.

La scenografia è quasi inesistente. Il palco, scarno e immerso nel buio, lascia spazio a una scrittura dalla spiccatissima natura, una partitura “impressionista” che diventa essa stessa narrazione e si fa interprete del genio di Céline.
Legati, oltre che dall’amicizia, anche da una solida affinità artistica, Elio Germano e Teho Teardo portano avanti questo spettacolo dal 2012, anno in cui è iniziata la prima tournée che ebbe come prima tappa Genova, città dove è stato ambientato il film Diaz, che vanta la presenza dei due artisti, l’uno come attore, l’altro come autore della colonna sonora. 
Conosciutisi sul set del filmIl passato è una terra straniera di Vicari, Germano e Teardo hanno deciso di mettere in piedi Il Viaggio di Céline, in occasione di un Festival al Palaexpo, in cui gli fu chiesto un intervento su un testo. Quello che doveva essere un singolo episodio, è diventato invece una tournée che a distanza di anni non si è mai conclusa.

Elio Germanoha ha interpretato ultimamente il ruolo di San Francesco nel film “Il Sogno di Francesco”, diretto dai registi francesi Renaud Fely e Arnaud Louvet, uscito nelle sale cinematografiche il 6 ottobre, mettendo in risalto l’immagine più umana e creativa del Santo.

Recentemente, Teho Teardo ha iniziato una nuova collaborazione con l’artista MP5 nel progetto Phantasmagorica, ha composto anche le colonne sonora de “La verità sta in cielo” di Roberto Faenza e di altri due film presentati alla 73°edizione del festival di Venezia (Il più grande sogno di Michele Vannucci e Caffè di Cristiano Bortone).

LIVE:
“VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE”
liberamente tratto dal capolavoro di Louis Ferdinand Céline
di e con ELIO GERMANO e TEHO TEARDO

22/09/18 La Spezia @ Teatro Civico, Estate Spezzina
19/10/18 Vasto (Ch) @ Politeama Ruzzi
20/10/18 Bari @ Time Zones Festival

03/07/18 Perugia @ Giardini del Frontone
04/07/18 Genova @ Porto Antico
05/07/18 Avigliana (To) @ Borgate dal Vivo
06/07/18 Galzignano Terme (Pd) @ Anfiteatro del Venda
07/07/18 Fiesole (Fi) @ Teatro Romano
08/08/18 Tivoli (Rm) @ Tivoli Chiama

07/04/18 Cosenza @ Teatro Rendano
28/04/18 Teramo @ Teatro Comunale
29/04/18 Roma @ Nuovo Cinema Palazzo
19/05/18 Belluno @ Teatro Comunale
01/02/18 Pisa @ Teatro Nuovo
02/02/18 Sarzana (SP)@ Teatro degli Impavidi
03/02/18 Terni @ Teatro Secci

19/12/17 Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi
05/10/17 Bologna @ Teatro IL Celebrazioni
06/10/17 Firenze @ Cenacolo di Santa Croce "Genius Loci"
13/05/17 Anghiari (Ar) @ Teatro di Anghiari
25/05/17 Verona @ Teatro Camploy
14/01/17 Novoli (Le) @ Teatro rinviata
30/01/17 Napoli @ Teatro Bellini
31/01/17 Siena @ Teatro dei Rinnovati
10/02/17 Padova @ Sala dei Giganti
11/02/17 Udine @ Palamostre

22/10/16 Mantova @ Arcipelago Ocno
06/11/16 Riccione (Rn) @ Spazio Tondelli, TTV Festival
07/11/16 Parma @ Teatro delle Briciole, Barezzi Festival
10/11/16 Salerno @ Teatro Augusteo, Linea d'Ombra Festival
10/2/16 Cagliari @ Creuza De Mà
30/06/16 Soliera (Mo) @ Arti Vive
24/07/16  Gardone (Bs) @ Festival del Vittoriale
27/08/16 Flumignano di Talmassons (Ud) @ Musica in Villa 2016 
28/08/16 Torino @ TOdays
11/02/16 Fano (Pu) @ Teatro della Fortuna
12/02/16 Ascoli Piceno @ Auditorium Montevecchi
17/07/15 Roma @ Villa Ada Incontra il Mondo
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 05/09/2018 11:16:31
[Mexico / The Leaf Label]


Nato a Tijuana, Mexico, nel 1970, Fernando Corona in arte Murcof è uno dei nomi di punta della scena elettronica mondiale. Ha all’attivo quattro LP con i quali si è gradualmente spostato dall’orizzonte più strettamente digitale verso sentieri più innovativi e sorprendenti in cui recepisce gli influssi del minimalismo, della classica contemporanea europea e della kosmische musik tedesca e perviene a un suono monumentale, monolitico e visionario, ormai immediatamente riconoscibile come il suo suono. Martes (2002), Utopia (2004), Remembranza (2005) e Cosmos (2007) sono i tasselli di un progetto che vede il titolo di ogni disco recare le iniziali del suo nome e del quale si attende ormai spasmodicamente la prossima tappa.
Del valore e dell’originalità dell’arte di Murcof sono prova anche le tante collaborazioni (come quella, degli ultimi anni, con la pianista classica Vanessa Wagner, che ha dato alla luce due lavori discografici per i tipi di Infiné) e i prestigiosi eventi a cui è stato invitato, facendo lievitare negli anni la sua reputazione internazionale: i concerti presso il Peter Harrison Planetarium di Greenwich, le due esibizioni con l'ensemble Mousique Nouvelles di Jean-Paul Dessy nelle cattedrali di Bourges e Bruxelles, il Montreaux Jazz Festival (in collaborazione con Talvin Singh e il trombettista Erik Truffaz, col quale ha anche pubblicato su Blue Note “Mexico”), il Geode IMAX a Parigi, la colonna sonora live per Metropolis di Fritz Lang alla Cinematheque di Parigi, il Sonar Festival di Barcellona con il pianista Francesco Tristano. Da ricordare anche le sue presenza al Bios, al Mutek. le numerose apparizioni in Italia: all’Auditorium di Roma, al Ravenna Festival insieme al collettivo AntiVj, al festival MiTo. Murcof ha anche sperimentato proficue collaborazioni col mondo della danza e dell’arte visiva. e composto la colonna sonora di alcuni film (tra cui “Nicotina” e “La Sangre Iluminada”) e recentemente quella per la serie tv "Il Miracolo", diretta da Niccolò Ammaniti.
LIVE:
11/10/18 Modena (performing "Lost in Time", italian premiere)
27/10/18 Pisa (performing Metropolis soundtrack)

05/11/16 Bari @ Cinema Teatro Royal, TIme Zones Festival, Life Observing Life  performing "Etna: A Portrait"
7/12(16 Padova @ Ex Cinema Life Observing Life  performing "Etna: A Portrait"
27/08/16 Piacenza @ Concorto Festival, Life Observing Life performing "Etna: A Portrait"
19/05/16 Rovereto (Tn) @ Auditorium Melotti (performing Metropolis soundtrack, italian premiere)
26/12/15 Modica (Rg) @ Chvrches Life Observing Life performing "Etna: A Portrait"

15/07/15 Catania @ Castello Ursino nel progetto speciale "Etna: A Portrait" (con visuals di Manu Ros)
28/08/15 Torino @ TOdays Festival, Museo Ettore Fico, feat. Ozmotic

03/01/14 Roma @ Lanificio, "Dance Out"
01/06/13 Modena @ Teatro Storchi, Node Festival (with Simon Geilfus of AntiVj)
20/04/13 Firenze @ Museo Marino Marini - "international Feel"
12/10/12 Valeggio sul Mincio (Vr) @ Teatro Smeraldo
25/07/12 Napoli @ Maschio Angioino - Retronuevo V ("Estate a Napoli") feat. Giovanni Giugliano (Teatro San Carlo)
21/04/12 Salerno @ Linea d'Ombra Festival "Versailles Sessions" (con visuals di Saul Saguatti)
10/09/11 Milano @ Mito "Versailles Sessions" (+ visuals di Saul Saguatti)
11/09/11 Bassano del Grappa (Vi) @ Castello degli Ezzelini - Stile Libero Festival: "Versailles Sessions" (con Saul Saguatti)
30/09/11 Torino @ Teatro Carignano - "Torino Spiritualità"  ("Alla fine di un nuovo giorno", con Michele di Mauro, in coll. con Circolo dei Lettori)
19/11/11 Carpi (Mo) @ CTRL C festival, Teatro Comunale (w/ Peter Broderick, A Classic Education)


25/06/11 Malga Costa, Val di Sella (Tn) @ Artesella ("Alla fine di un nuovo giorno", con Michele di Mauro)
17/03/11 Venezia @ Teatro Fondamenta Nuove (+ visuals di Saul Saguatti www.basmati.it)
18/03/11 Ravenna @ Teatro Rasi - Transmissions (+ visuals di Saul Saguatti)
16/01/10 Roma @ Brancaleone
11/04/10 Roma @ Auditorium - Meet in Town
15/04/10 Roma @ Teatro Palladium
19/06/10 Montella (Av) @ Convento di S. Francesco a Folloni "Sentieri Barocchi" (performing The Versailles Sessions)
27/06/10 Mantova @ Palazzo Te "Eterotopie"
30/06/10 Ravenna @ Rocca Brancaleone "Ravenna Festival" (with AntiVj)
20/11/10 Bari @ Teatro Kuursal, con "PAINT" di Saul Saguatti)
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 01/09/2018 17:11:50
Richard Youngs
[UK / Jagjaguwar, VHF, O Genesis, No Fans]


"Il più autodidatta postpunk degli autodidatti postpunk" Clive Bell, The Wire

"
Richard Youngs è una della menti più geniali - la più geniale - del rock inglese non allineato. Improvvisata, minimalista, cantautorale, progressive, folk, elettronica, sperimentale: non c'è musica in cui egli non si sia misurato" (Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up)

Produzione vasta, quella di Richard Youngs, diasporica e per certi versi illogica così come dovrebbe probabilmente essere quella di un costante ricercatore... ma molta di questa produzione continua ad essere generata da quel nucleo pulsante che si agita attorno al concetto di canzone... Ogni disco di Youngs sposta il baricentro rispetto al precedente e tuttavia ha il merito di muovere dallo stesso comun denominatore, un nucleo di sentimenti ed emozioni primordiali, pure, cristalline. Tutto questo è assai più evidente quando la materia sonora incisa da Youngs si fa disadorna e scarna per nutrirsi solamente di una chitarra acustica, qualche delay parcamente manipolato, alcuni effetti e la sua voce oramai non assimilabile a nient’altro se non alla voce di Richard Youngs. 

Youngs (che a dispetto di studi classici di chitarra e piano è cresciuto all'ombra del punk rock, ha portato avanti negli anni tecniche di registrazione rivoluzionarie ed è un forte sostenitore dell'etica e dell'estetica DIY) ha all'attivo circa 140 (!) uscite discografiche, divise tra Jagjaguwar, VHF, la sua personale etichetta (No Fans Records) e altre label avventurose. Ha lavorato con membri del Conservatorio Reale di Scozia, collaborato (tra gli altri) col filmmaker scozzese Luke Fowler, con Alaistar Galbraith (vincitore di un Arts Foundation of New Zealand Award), con il musicista portoghese David Maranha,e il chitarrista giapponese Makoto Kawabata (Acid Mothers Temple) among others. E' stato il bassista delle prime esibizioni dal vivo di Jandek e di tanto in tanto suona in duo con Damon Krukowski (Galaxy 500; Magic Hour; Damon and Naomi); ha scritto una colonna sonora per la BBC e per alcuni film d'arte, suona la drum machine con i Flexibles ed è il cantante degli AMOR (al cui interno militano il già citato Fowler, il bassista norvegese Michale Duch  e Paul Thompson, batterista dei Franz Ferdinand!). 

"Belief", l'ultimo lavoro di Youngs, doveva essere qualcosa più di un semplice disco, quasi, piuttosto, un esperimento di arte concettuale. C’è il metodo: bedroom pop (pop inteso à la Youngs, sia chiaro) fatto in casa su una base di campionamenti casuali mandati a tempo con pezzi classici (non è dato sapere quali). L’idea era di mandare il lavoro finito a una serie di etichette discografiche e raccogliere le lettere di rifiuto come una sorta di meta-riflessione sul pop stesso. La storia del disco prosegue con Tim Burgess (The Charlatans) che ascolta i brani e definisce Belief  “pop gnostico”, facendolo uscire per la sua O Genesis Recordings.

"...rich and enthralling..." - Uncut

"...resonantly, universally affecting..." - The List

"...a work of transcendent melancholy..." - The Quietus

Qui la recensione di Sentire & Ascoltare

LIVE:
23/11/18 Ravenna @ Transmissions
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 12/09/2018 14:52:57
[(Usa / Constelllation)]


Se mai fosse possibile parlare di un’eroina musicale contemporanea, Carla Bozulich ambirebbe di diritto allo scomodo trono.
Dopo una prima fase di carriera alla guida dei temibili industrial-rockers di Los Angeles Ethyl Meatplow e dei ben più noti alternative-country rockers Geraldine Fibbers (con quel fenomeno di Nels Cline alla chitarra), la nostra vive una seconda giovinezza artistica dal 2006, quando è stata accolta (all'epoca unica musicista non canadese) in casa Constellation, la cult-label di Montreal su cui pubblicano tra gli altri i Godspeed You! Black Emperor.  Nasce così il moniker Evangelista, collettivo-laboratorio aperto avente i propri punti fermi in Tara Barnes (basso) e Dominic Cramp (keyboards) e con cui la Bozulich ha ridefinito i confini tra canzone d’autore, poesia urbana e musica d’avanguardia, pubblicando quattro album (l'omonimo "Evangelista" neò 2007, "Hello, Voyager" nel 2008), "Prince of Truth" nel 2009 e "In Animal Tongue" nel 2011)  che le sono valsi copertine di riviste specializzate (The Wire, Blow Up) e l'acclamazione di critica e pubblico. Quel pubblico che in un live cerca emozioni, intensità e sorpresa, piuttosto che certezze e minestre riscadate.

Del 2014 è il primo disco su Constellation pubblicato a suo nome. Si intitolava "Boy" e vedeva l'importante contributo di Jhno (John Eichenseer) e del' batterista e compositore elettroacustico taliano Andrea Belfi: un album più diretto, ruvido e immediato di quelli a nome Evangelista al punto che la stessa Carla lo ha definito, non senza una punta di autoironia, il suo album pop.

E' stata poi la volta della ristampa (per Folktale Records (vinile in edizione limitata) del disco del 2003 "Red Headed Stranger", personale reinterpretazione dell'omonimo album del grande Willie Nelson

l'11 maggio 2018 è uscito su Constellation il nuovo album, dall'emblematico titolo "Quieter", in bilico tra forma canzone e soundscapes amientali.

Qui un primo ascolto (feat. Freddy Ruppert, aka Former Ghosts)


Le registrazioni, i numerosi tour con Evangelista e quelli per promuovere "Boy" (spesso in double bill con Swans e i già citati GY!BE) non hanno impedito a Carla Bozulich di portare avanti numerose collaborazioni (Nels Cline, Lydia Lunch, Thurston Moore, Mike Watt, Christian Marclay, Ches Smith, Shahzad Ismaily Francesco Guerri, Sarah Lipstate) e  di esibirsi in progetti di sound installation (presso la Schindler’s House e il Getty Museum). Nell’agosto del 2009 Carla ha suonato al fianco di Marianne Faithfull e Marc Ribot all’interno della Ruhrtriennale 2009 a Dusseldorf. E nel 2011 ha curato una giornata del prestigioso Donau Festival, dove ha invitato Laurie Anderson, David Tibet e Lydia Lunch oltre ad aver realizzato un'installazione nella chiesa medievale di Minoritenkirche. 

Nel tour europeo, intitolato "Carla Bozulich’s Bloody Claws:", Carla (voce e basso) sarà affiancata da ospiti e vecchi collaboratori (Don The Tiger, Francesco Guerri) e alternerà pezzi inediti, incursioni nel repertorio di Evangelista e in quello solista (da Quieter a Boy), qualche tuffo nel passato dei Geraldine Fibbers, melodie, elettricità, rumore, drones e improvvisazione; il tutto tenuto insieme da una voce che mette i brividi e non ha eguali nel panorama musicale odierno.


LIVE:
Carla Bozulich's Bloddy Claws (with special guests tba)
16/11/18 Firenze @ Progresso
22-23-24/11/18 Ravenna @ Transmissions


Carla Bozulich’s Bloody Claws:
Solo LOW END spinal re-location and song.
Possible special guest

23/9/16 Torino @ Superbudda
28/9/16 Udine @ Visionario
01/10/16 Trieste @ Tetris
2/10/16 Cadoneghe (Pd) @ Villa Da Ponte
6/10/16 Terni @ Mishima
7/10/16 Firenze @ Arci Progresso
8/10/16 Napoli @ Riot Studio
9/10/16 Avellino @ Villa di Marzo
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 24/09/2018 20:36:52
[Usa / LM Duplication]


Nuovo album e tour per A Hawk and A Hacksaw, il duo di AlbuquerqueNew Mexico, composto da Jeremy Barnes e Heather Trost.
C'era molta attesa per il loro ritorno. Il loro ultimo lavoro, il bellissimo "Shadows of Forgotten Ancestors" ispirato al capolavoro del cineasta armeno Paradjanov (peraltro da loro sonorizzato) risale infatti al 2012; poi è stata la volta del lunghissimo tour di reunion dei Neutral Milk Hotel, band di cui Barnes è batterista, a cui hanno fatto seguito vari viaggi in giro per il mondo per cercare nuovi stimoli e ispirazione nonché l'esordio solista della Trost, "Aegistri", ottimo disco di pop atmosferico à la Stereolab.
Il settimo album di A Hawk and A Hacksaw si intitola Forest Bathingesce il 13 aprile per l’etichetta dello stesso Barnes, la Living Music Duplication, e conferma l'amore del duo per i suoni e le tradizioni est europee.

“Forest Bathing” è la traduzione inglese del giapponese “Shinrin-yoku” e indica una pratica (nata intorno agli anni ’80 e affermatasi nell’ambito della medicina preventiva) consistente nell’immergersi nell’atmosfera di una foresta per sfruttare il potere terapeutico della natura e liberarsi da stress e malessere. 

Il termine ha ispirato Barnes e Trost, dediti a praticare il “forest bathing” nel National Wildlife Refuge della Valle De Oro, nel New Mexico.

La traccia d’apertura, “Alexandria”, vede Barnes suonare il Santur persiano, un antico dulcimer percosso da un martelletto, mentre Trost crea le sue melodie con archi e strumenti a fiato. Il brano evoca la lunga via del commercio che collega quella che oggi è la Bulgaria e le antiche e ricche città di Istanbul e Alessandria. Il sottotitolo della canzone dice: “il mercante da Koprivshititsa parte da Alessandria per vendere stoffe. Sulla strada del ritorno sogna la musica che ha ascoltato là”.

La band ha sempre puntato gli occhi su questa parte del mondo, alla ricerca di connessioni tra luoghi ed epoche storiche e convinta del potere della musica di superare i confini e unire. Se qualcuno ascoltasse “Forest Bathing” senza sapere chi siano o da dove vengano i musicisti, non penserebbe mai a un duo americano del New Mexico, terra a cui peraltro i nostri sono molto legati. Alla base del progetto c’è l’idea di raccogliere musica e ispirazione tramite il viaggio e la lunga genesi del disco trae infatti la propria linfa vitale dai viaggi del duo nel corso degli anni in Bulgaria, Albania, Turchia, Grecia e Romania.

Quella di A Hawk and A Hacksaw non è musica ‘urbana’ ma rurale, bucolica: le loro sono canzoni di boschi e di sentieri, di strade senza marciapiedi né luci che illuminano il cammino. “A Broken Road lined with Poplar Trees” descrive proprio questo: la polvere, il sole estivo e una melodia familiare che ti rimane sulla lingua. “Babayaga”, scritta da Trost, è un tributo alla mitologica strega Babayaga che appena un bambino le corre incontro tira fuori un bastone. “The Washing Bear” è una giocosa esplosione di ottoni che collega la musica serba a quella dei loro fratelli meridionali di Albania e Turchia.

Pur essendo suonato per la gran parte da Barnes e Trost , “Forest Bathing” ha visto la partecipazione di alcuni ospiti incredibili: il virtuoso del clarinetto Cüneyt Sepetçi, da Istanbul, il maestro ungherese di cimbalon Unger Balász e, più vicini a casa, il trombettista di Chicago Sam Johnson, John Dieterich dei Deerhoof e Noah Martinez della band Lone Piñon.

Il tour europeo parte dall’Italia a inizio aprile (e vi farà ritorno un mese dopo, per un’altra manciata di date prima del rientro negli Usa). 

teaser del disco 

LIVE:
22-26/8/18 Calitri (Av) @ Sponz Festival
27/8/18 San Gemini (Tr) @ Chiostro di San Giovanni Battista, Degustazioni Musicali
28/8/18 Marina di Ravenna (Ra) @ Hana Bi

05/04/18 Genova @ Teatro Altrove
06/04/18 Ravenna @ Bronson
07/04/18 Schio (Vi) @ CSC
08/04/18 San Ginesio (Mc) @ Chiesa SS. Tommaso e Barnaba / Klang (w/ Cesare Basile)
10/05/18 Terlizzi (Ba) @ MAT
11/05/18 Napoli @ Riot
12/05/18 Roma @ Unplugged in Monti / Church Sessions
13/05/18 Padova @ Prossima Corsa, a bordo del tram
14/05/18 Cremona @ Osteria del Fico
ultimo aggiornamento: 23/07/2018 17:29:09
[Ita / Specula Records]


Teho Teardo ha inventato il suono della nouvelle vague cinematografica italiana scrivendo colonne sonore per registi come Paolo Sorrentino (Il Divo, L'Amico di Famiglia), Andrea Molaioli (La Ragazza del Lago, Il Gioiellino), Daniele Vicari (Diaz, La nave Dolce, Il Passato è una Terra Straniera), e stabilendo un rapporto unico tra musica ed immagini.

su Le Retour à la raison. Musique pour trois film de Man Ray
Continua a mietere successi il nuovo progetto di Teho Teardo, "Le retour à la raison. Musique pour trois film de Man Ray". Dopo il sold-out delle date di anteprima a Villa Manin (Passariano, UD) nell'ambito della mostra "Intorno a Man Ray", tutto esaurito anche per i concerti al Cinema Massimo di Torino (6 febbraio), al Maxxi di Roma (7 febbraio), al PostModernissimo di Perugia (24 febbraio), al Cinema Excelsior di Padova (29 aprile), allo Young Jazz Festival di Foligno (22 maggio) e all Galway International Arts Festival, in Irlanda, in un cartellone che ospitava anche i live di Sinead O'Connor, Damen Rice e St.Vincent.

"Le retour à la raison", in uscita su Specula Records il 19 settembre 2015, consiste nelle tre colonne sonore originali composte da Teho Teardo per i film di Man Ray Le retour à la raison, L'etoile de mer e Emak Bakia

Questo il video ufficiale de "L'étoile de mer" (che dal vivo è il brano che chiude la performance, in un irresistibile crescendo emotivo): 

Dal vivo Teardo (chitarre ed elettronica) è accompagnato da Stefano Azzolina alla viola ed Elena De Stabile al violino, mentre sullo schermo scorrono le immagini dei suggestivi film d’arte creati dal pittore, fotografo e regista statunitense, esponente del Dadaismo, morto nel 1976 a Parigi.
Il concerto prevede anche la partecipazione,di una vera e propria orchestra di chitarristi che eseguirà in un crescendo dal forte impatto emotivo una composizione in C# minore.
Il confronto a distanza tra Teardo e Man Ray si è trasformato anche in una “lettera aperta” che il compositore italiano ha voluto indirizzare all’artista statunitense: "Caro Man Ray - scrive Teho - la colonna sonora non combacia con l'idea di cinema dell'Uomo Raggio. Meglio un altro tipo di avvicinamento ai tuoi film, cercando appuntamenti di natura emotiva, fino quasi ad allinearsi con quel mondo, ma senza commentarlo, senza imitarlo, evitando di ribadire quanto già detto nella pellicola. In fondo è quanto ho perseguito in questi anni nel mio rapporto con il cinema".

su Ballyturk
E' uscito in Europa il 21 ottobre 2014 il nuovo album di Teho Teardo intitolato Ballyturk.
Inizialmente concepite per l’omonima opera teatrale di Enda Walsh - presentata in anteprima mondiale a luglio al Festival di Galway e a
settembre al National Theatre di Londra - le musiche di Ballyturk sono state poi rielaborate e incise da Teardo in questo nuovo album in cui
compaiono anche Joe Lally (Fugazi) e Lori Goldston, violoncellista dei Nirvana.
La forza primordiale e commovente della musica di Teardo si avverte sin dalle prime note del disco, affidate alla voce – recitata, non cantata –
del grande attore Cillian Murphy (trilogia del Cavaliere Oscuro, Inception, Breakfast on Pluto, Red Eye, In Time, etc.) che è
protagonista non solo nella prima traccia ma anche nella piece teatrale di Walsh (uno dei più acclamati sceneggiatori e registi del momento,
noto oltre che per le numerose pièce teatrali rappresentate in tutto il mondo anche per le sceneggiature cinematografiche tra cui Hunger di
Steve McQueen).

La musica di Ballyturk misura la forza degli eventi che si scatenano sulle nostre vite e la pressione che viene esercitata su di noi da
quanto ci circonda. Ballyturk è un album sulle turbolenze esistenziali... Nell’ondeggiare tra percepito e inconscio si posiziona
la musica di Teho, e quindi non può che essere turbolenta, disarmante e straniante. Una musica che sorpassa i limiti, non sempre in maniera
lecita: tutto necessario, quando si sceglie di addentrarsi nello spazio ambiguo di quello che si crede di sapere su se stessi, sui confini delle
mediazioni e dei rapporti...

Il disco sta ricevendo un'accoglienza a dir poco clamorosa. Già recensito/discusso sul Venerdì di Repubblica, Sette (Corriere della Sera), a KingKong (radio1rai), Music Club (radio1rai), Hollywood Party (radiorai), Refresh (radio 2 rai),

"Sinestesie lignee di archi scavano solchi tra il piano e il forte, tra i pieni e i vuoti, rimanendo sospese e quasi brutalmente in primo piano
e giocando con gli ambienti tipici delle colonne sonore di Teardo. Un sentire strumentale onirico, in cui convivono malinconie, oscurità,
movimento e crescendo celestiali, tra violoncelli (quello della sodale di lungo corso Martina Bertoni, di Nick Holland, ma anche della Nirvana
– ai tempi dell’MTV Unplugged – Lori Goldston), viola (Stefano Azzolina), violini (Vanessa Cremaschi, Elena De Stabile), basso (Joe
Lally dei Fugazi), rhodes, chitarra, celesta, synth e tutto quello che lo stesso Teardo riesce a suonare....Inutile sottolineare la bravura con
cui il musicista orchestra il tutto" (Sentire Ascoltare)

"Ogni disco di Teho Teardo è un piacere ed è un orgoglio, in questo caso, poter parlare di un album italiano" (Rockit)

"Album di forte impatto emotivo, una musicalità raffinata che si accosta con forza e al tempo stesso con tenerezza alla condizione umana" (Extra
Magazine)

su Music for Wilder Mann
La musica di Teardo attrae e si lascia attrarre liberamente da altre forme dʼarte, delineando, in “Music for Wilder Mann”, una nuova relazione tra gli strumenti della tradizione e lʼelettronica. Forte dellʼapporto dato, e che continua a dare, al cinema ed al teatro con le colonne sonore, il compositore Teho Teardo si accosta ad un altro tipo di immagini: le fotografie di Charles Fréger contenute nel libro "Wilder Mann, la figura dellʼUomo Selvaggio".
Sprofondare nella commozione e misurarne con il suono i riflessi che lascia in noi, questo è Music For Wilder Mann.
Le apparizioni dei Wilder Mann, i mostri fotografati da Charles Fréger nel libro omonimo che è già divenuto un classico, generano un turbamento che la
musica di Teho Teardo ci restituisce in termini sonori.
Paura e spavento inducono ad una strana forma di attrazione per questi esseri futuribili ma provenienti dalla notte dei tempi, vestiti di pellicce e con denti d'animale, sormontati da corna o palchi di cervo per trasformarsi in orsi, cinghiali, mostri e diavoli con lo scopo di terrorizzarci.
La collaborazione tra il compositore ed il fotografo francese è incentrata sulla ricerca musicale e fotografica della figura dellʼuomo selvaggio, angelo o
demone, personificazione dei nostri desideri o difetti. Una necessità che scava nelle nostre più profonde aspirazioni e palpitazioni, uomini che anelano al
primitivo, ad istinti arcaici forse mai del tutto assopiti, nonostante l'era moderna della tecnologia, delle troppe parole da leggere e troppe immagini da guardare, nellʼassedio dei dati a cui siamo sottoposti.
Una perlustrazione antropologica che documenta il bisogno di selvaticità che è in noi.
Fotografie che turbano e che rappresentano qualcosa di remoto, di ancestrale, lontano dal nostro tempo ma pur sempre riconoscibile.
Nessuna nostalgia per il passato, qui: i Wilder Mann, gli antenati futuribili, diventano folk pagano, lʼelettronica e gli archi non si preoccupano del
passaggio temporale che dalla notte dei tempi ci restituisce il presente.
La musica chiede libertà di essere ciò che vuole in ogni luogo, è un reportage emozionale dallʼaltrove, una rimanenza atavica che riverbera tra sintetizzatori ed archi.

Il concerto di Music for Wilder Mann è un evento speciale presentato ora per la prima volta nella forma in cui venne originalmente concepito lʼintero album: due violoncelli ed una viola e gli strumenti elettronici di Teho a cercare un rapporto con un altro tipo di immagini, le straordinarie fotografie di Charles Fréger. Ad ogni brano corrisponde una fotografia, altissima, verticale e minacciosa, una personificazione dei nostri timori, un totem i cui significati variano costantemente in base al nostro sguardo.

In un momento del concerto si materializzeranno trenta percussionisti che suoneranno dei piatti e gong e spingeranno tutte le frequenze del suono in
cielo.

Teho Teardo - chitarra baritona, electronics
Laura Bisceglia, Giovanna Famulari - violoncello
Ambra Chiara Michelangeli - viola

su Spring! e Still Smiling con Blixa Bargeld

Esce il 19 aprile 2014, in occasione del Record Store Day 2014, il nuovo EP di Teho Teardo e Blixa Bargeld dal titolo Spring!. Edito in digital download e vinile, l’EP contiene, oltre a due brani originali, anche due cover: The Empty Boat di Caetano Veloso e Soli si muore, versione italiana di Crimson and Clover di Tommy James & The Shondells.
Sold Out in tutta Europa, il tour europeo di “Spring!” farà tappa a maggio anche al Primavera Festival di Barcellona, dove Teardo e Bargeld si esibiranno, caso vuole, poco prima di Caetano Veloso.
L’uscita di “Spring fa seguito a Still Smiling, l’album di canzoni scritto da Teardo e Bargeld più volte premiato in tutta Europa, e non solo, tra le migliori produzioni 2013.

“Teho Teardo è grande, Blixa Bargeld è il suo profeta”. Insieme dialogano in simbiosi, il canto profondo e intenso di Blixa che spazia dall’italiano, all’inglese e al tedesco, la musica di Teho che sublima e incanta tra archi, elettronica e sperimentazioni. La maturazione delle idee e delle intenzioni, nei numerosi viaggi tra le due capitali, la volontà, l’ascolto e l’incontro delle rispettive espressioni, hanno lasciato il segno. Still Smiling è un disco che dona tempo, è una visione privilegiata che copre tutto il cielo che c’è tra Roma e Berlino.
Pubblicato il 22 aprile 2013, Still Smiling ha ottenuto un successo unanime di critica ed è considerato nei primi posti fra i migliori album dell’anno. Il 23 novembre scorso, Teardo ha ritirato a Pistoia, in occasione del Pimi 2013, la Targa Mei come migliore disco indipendente dell’anno.
La collaborazione tra i due artisti è nata nel 2009 per “Ingiuria”, uno spettacolo della “Societas” di Raffaello Sanzio che vedeva sul palco, oltre a Bargeld e Teardo, anche Alexander Balanescu. Nel 2010 Bargeld e Teardo tornano a collaborare per incidere A Quiet Life, brano portante della colonna sonora del film “Una vita di Tranquilla” con Toni Servillo.
LIVE:
Teho Teardo in "Le retour à la raison. Musique pout trois film de Man Ray"
Teho Teardo - chitarra baritona, electronics
Elena De Stabile - violino
Ambra Chiara Michelangeli - viola

11/08/18 Terlizzi (Ba) @ Chiù Festival
12/08/18 Fano (PU) @ Rocca Malatestiana

18/04/18 Milano, Spazio Teatro No'Hma Teresa Pomodoro
19/04/18 Milano, Spazio Teatro No'Hma Teresa Pomodoro

07/07/17 San Gimignano (Si) @ Festival Orizzonti Verticali
6-7/12/14 Passariano (Ud) @ Villa Manin, "Intorno a Man Ray"
06/02/15 Torino @ Museo del Cinema
07/02/15 Roma @ Maxxi
24/02/15 Perugia @ PostModernissimo
29/04/15 Padova @ Cinema Excelsior "Innesti Urbani"
22/05/15 Foligno (Pg) @ Young Jazz Festival
27/08/15 Pontenure (PC) @ Concorto Film Festival
11/09/15 Pisa @ Metarock
18/09/15 Avellino @ Teatro Gesualdo, Laceno d'Oro
26/09/15 Matera @ Notte Bianca
31/10/15 Ancona @ Cinemtica
07/02/16 Milano @ Santeria Social Club
28/05/16 Bellaria (Rn) @ Bellaria Film Festival
23/07/16 Udine @ Villa Manin
03/09/16 Ascoli Piceno @ Auditorium Montevecchi
14/12/16 Cotignola (Ra) @ Teatro Binario
17/12/16 Milano @ Fondazione Feltrinelli, "Voices and Borders"

Teho Teardo in concerto
Teho Teardo - chitarra baritona, electronics
Laura Bisceglia  - violoncello

08/18/18 Finale Ligure (Sv) @ Teche Festival
09/08/18 Carpi (Mo) @ Coccobello
29/09/18 Cagliari @ Parallel Coast
24/10/18 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club
26/10/18 Gorizia @ Invisible Cities

14/12/17 Torino @ sPAZIO 211
15/12/17 Pisa @ Cantiere S. Bernardo
14/07/17 Cotignola (Ra) "Nell'arena delle balle di paglia"
30/07/17 Monte Cucco (Pg), "Suoni Controvento"
18/08/17 Piacenza, Concorto Festival
07/10/17 Faenza @ Clandestino

28/12/14 Modica (Rg) @ Cineteatro Aurora, "Churches"
30/12/14 Udine @ Kobo Shop ore 18.30
25/04/15 Roma @ Handmades Festival
26/04/15 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club
14/11/15 Roma @ Accademia Americana

Palazzo Grassi, Venezia, 21-22 aprile 2017
21/04/17 Foyer Teatrino Palazzo Graddi "Sea Change"
22/04/17 Teatrino Palazzo Grassi "Phantasmagorica" (di Teho Teardo e MP5, con la partecipazione straordinaria di Abel Ferrara)

--------------------------------------

Teho Teardo in Music for Wilder Mann
Teho Teardo - chitarra baritona, electronics
Laura Bisceglia, Giovanna Famulari - violoncello
Ambra Chiara Michelangeli - viola

23/08/18 Calitri (Av) @ Sponz
25/08/18 Musica in Villa, Friuli
27/10/18 Torino @ Museo del Cinema


Teho Teardo: chitarra baritona, autoharp, elettronica
Martina Bertoni: violoncello 
12/04/14 Sangemini (Tr) @ Suoni in Chiostro
16/05/14 Forlì @ Ipercorpo
19/06/14 Milano @ Ex O.P. Paolo Pini "Da vicino nessuno è normale"
06/09/14 Terracina (Lt) @ Tracce
09/02/14 Pisa @ Lumière
21/02/14 Catania @ Zo
22/02/14 San Vito di Leguzzano (Vi) @ Csc
23/02/14 Verona @ Chiesa di Santa Maria in Chiavica
14/11/13 Ferrara @ Zuni, "Collateral" (+ Julia Kent)
06/12/13 Avellino @ Ex Asilo, "Chiedi Asilo"
07/12/13 Venezia @ Teatro Fondamenta Nuove
08/12/13 Agliana (Pt) @ Teatro Il Moderno
21/09/13 Treviso @ Auditorium Stefanini
21/06/13 Isola Maggiore (Pg) @ Music for Sunset
22/06/13 Chiesa della Pace di Trarivi di Montescudo (Rn) @ Malafesta
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 12/09/2018 11:34:16
[(Can / Constellation)]


Nota per essere violinista, backing vocalist e co-autrice in band di culto quali Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra e Black Ox Orkestar, e per le sue collaborazioni con Carla Bozulich (Official) Evangelista e il compianto Vic Chesnutt, Jessica Moss giunge con "Pools of Light" al suo primo disco solista, per la mitica Constellation.
Registrato e mixato da Radwan Ghazi Moumneh (Jerusalem In My Heart)


dicono di lei:

WIRE - (recensione sul numero di luglio) "There is a fine line between the contemporary and the ancient in the fusion here of capitalist horror with klezmer traditions: both are tragic, mournful, wistful approaches and, on occasion, revolutionary, or at least resistant...This is a deep but balanced record, elegant in its melancholia and experimental...a multi-layered post-devastation elegy for a broken humanity."

UNCUT - review (June issue) "Moss works a far more thoughtful, nuanced seam...The four parts of "Entire Populations" on Pools Of Light her second solo release...build from klezmer-influenced melodic turns through accreting vocal chants, shuddering tremolo and bedridden drones; "Glaciers" is mournfully slow."

“Rejoice as another member Thee Silver Mt. Zion releases a solo record in the spirit of terror and joy. This is one intense record.” – Norman 9/10

“A powerful solo effort…visceral and sometimes raw…in her hands, the violin becomes a bountiful source of adventurous possibilities. Though she's clearly proven herself to be an invaluable team member in other projects, Pools Of Light makes the strongest of all possible cases for Moss's credibility as a solo artist." – Textura 

“A despairing but cathartic experience…ambitious, expansive and dynamic. After receiving her musical gifts in the context of collaborative projects for so long, listeners should jump on this opportunity to hear her solo work.” – Exclaim 8/10 
LIVE:
09/11/18 Milano @ Fondazione Feltrinelli
11/11/18 Avellino @ Godot
22-23/11/18 Ravenna @ Transmissions Festival


04/05/18 Foligno (Pg) @ Spazio Zut
05/05/18 Montecarotto (An) @ Teatro Comunale, "Klang" (double bill con Massimo Pupillo & Stefano Pilia in "Dark Night Mother"    ◉ ╋ ◑ )
06/05/18 Bologna @ Atelier Sì (double bill con Massimo Pupillo & Stefano Pilia in "Dark Night Mother"    ◉ ╋ ◑ )
07/05/18 Firenze @ Fabbrica Europa (double bill con Massimo Pupillo & Stefano Pilia in "Dark Night Mother"    ◉ ╋ ◑ )
25/9/17 Perugia @ Auditorium Marianum, Degustazioni Musicali
26/9/17 Roma @ Fanfulla
27/9/17 Napoli @ Riot Studio
28/9/17 Genova @ Altrove - Teatro della Maddalena
29/9/17 Bologna @ Nero Factory
30/9/17 Udine @ Cas'Aupa
ultimo aggiornamento: 24/09/2018 09:20:00
[Ita / Santeria]


DON ANTONIO è il nuovo progetto di Antonio Gramentieri dei Sacri Cuori
Il disco è uscito il 7 aprile su Santeria (distr. Audioglobe)
Dopo il trionfale tour europeo con Alejandro Escovedo e forte dei lusinghieri riscontri sui media nazionali e internazionali (passaggi radio sulla BBC e tante ottime recensioni), DON ANTONIO è ora pronto a calcare i palchi italiani e a presentare ancheda noi la sua musica evocativa, calda e meticcia.
Line up variabile, a seconda dei contesti: dal trio acustico al settetto (in inedita e avvolgente formazione a specchio: chitarra al centro e ai suoi lati due sax baritoni, basso e contrabbasso, percussioni e batteria)

AMORCANTANDO (official video by Pietro Bondi)

BLOW UP: “Meraviglioso, un capolavoro” (8
D di REPUBBLICA: “Una gioiosa epica musicale”
L’ESPRESSO: “Lampi di poesia”.
DISTORSIONI: “Ricco e appassionato” (8)
BOOMERANG/RADIO CITTA’ DEL CAPO: “Meraviglioso, cinematico, italiano e internazionale”
INDIEROCCIA: “Un viaggio a Sud come nessuno prima” (8)
IL FATTO QUOTIDIANO:  “Il suono dell’Italia contemporanea”
ROCKERILLA: “Orgogliosamente nomade”.

Don Antonio è un uomo e un disco.
Una storia vera e un viaggio a Sud.
Don Antonio è Don Antonio Gramentieri.
Musicista, produttore, internazionalista del suono italiano, fondatore di Sacri Cuori, autore di musiche per il cinema, il teatro, la televisione e la pubblicità.
Don Antonio è il suo primo disco solista.
Registrato in Sicilia (allo Zen Arcade, con la collaborazione di Cesare Basile), rifinito in Romagna con gli amici e i collaboratori di una vita, Don Antonio è un disco che si lascia il continente dietro le spalle, e suona con la faccia rivolta verso il mare, affacciato sull’ultimo lembo di Italia e di Europa.
Niente world music salottiera, tuttavia.
Don Antonio invita a un ballo trasversale a tutti i folklori.
E intanto dipinge un'identità Mediterranea senza ammiccamenti. Dolce e amara, romantica e spietata, vicina e distante. Un'identità che oggi slitta sul suo asse, e si trova a vivere simultaneamente l’Est e l’Ovest, il Nord e il Sud, il passato e il futuro. Il suono dell’Italia contemporanea inquadrato in un fotogramma mosso. Il continuo divenire di una geografia che perde i suoi equilibri tradizionali, e intanto ne acquisisce dei nuovi: paradossali, misti e meticci.
Sul piatto ci sono melodie romantiche che profumano di Sud, strappi blues, reminiscenze ambientali, twang adriatici, balli di gruppo, paesaggi cinematici, aiuole fiorite, navi al porto, personaggi misteriosi, donne eleganti.
L’amore e il dolore del viaggio, del trovare e del lasciare.
Con l’assoluta-poesia e l’assoluto-kitsch che, esattamente come nella vita vera, danzano abbracciati al mercato del pesce di Catania.

LIVE:
18/03/18 Gorizia @ Osteria L'Alchimista
20/04/18 San Lorenzo in Campo (PU) @ Teatro Tiberini, "Klang"
25/04/18 Savona, Resiste, Fortezza del Priamar
21/06/18 Ravenna Festival (solo set)
22/06/18 Prato @ Ex Fabrica
23/06/18 Ravenna Festival (full band + guests)
17/08/18 Campo Soriano, Terracina (Lt), Tracce,
24/08/18 Vitulazio (Ce) @ Mr. Rolly's
25/08/18 Vallo della Lucania (Sa) @ Koi Bistrot
26/08/18 Terlizzi (Ba) @ MAT

28/10/17 Savona, Raindogs
04/11/17 Foligno (Pg), Supersonic
10/11/17 Colle Val d'Elsa (Si), Bottega Roots
11/11/17 Cotignola (Ra), "Selvatico", Convento di San Francesco (SOLO)
17/11/17 Parma, Barezzi Off, Borgo delle Colonne
18/11/17 Cusano Milanino (Mi), Agorà
08/12/17 Verona, Cohen Jazz Club
16/12/17 Vitulazio (Ce), Mr. Rolly's
17/12/17 Alvito (Fr), Teatro Comunale
18/12/17 Cantù, All'1e35 circa
24/12/17 Faenza, Clandestino
30/12/17 Firenze, Circolo Progresso
06/01/18 Terni @ Mishima

16/6/17 Brisighella (Ra), Grotta della Tanaccia, prima ufficiale
9/7/17 Cosenza,
21/7/17 Kotor (Montenegro), Sea Rock Festival
23/7/17 Pusiano - Buscadero Day
27/7/17 San Benedetto del Tronto (Ap), I'Mporto Festival
2/8/17 Marina di Ravenna (Ra), Peter Pan
3/8/17 Talmassons (Ud), Musica in Villa
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 14/06/2018 12:51:36
[Scozia-Italia]


Dopo una stagione di sold-out shows nei teatri, club, jazz club e festival d’Italia e beyond,

La roots, jazz, blue eyed soule homespun folk Scozzese band, Emma Morton & the Graces, sono di nuovo in tour a presentare il loro disco Why Fall – che offre diversi ospiti e collaboratori come Platinum Selling Artist Raphael Gualazzi, Gabriele Evangelista, Mirco Rubegni, Antonio Gramentieri e Grammy Winner Gene Paul. 

 

I concerti di Emma Morton & the Graces offrono molto di più che un sound-cocktail,  psicotropico, unico e sprizzante di sapori dal’Afro-americano al folk scozzese; le improvvisazioni cariche di emotività ed il loro dialogo spontaneo ed autentico va al di là dell'esecuzione musicale e non solo coinvolgono il pubblico ma lo invita a prendere parte ad una ricerca di verità attraverso la discoperta e l’esplorazione di bellissime contaminazioni nascoste che ornano e al contempo distorcono la prosodia della vita quotidiana.

 

Emma Morton & the Graces trascinano nel loro mondo evocativo e misterioso pieno di esperienze in oscillazione tra amore e odio, oppressione e libertà. Lo sguardo erratico di Emma e i suoi toni febbrili e profondi donano ad ogni esibizione l’intimità di una confessione. Emma non si risparmia… accompagnata da una band altrettanto generosa, composta da tre musicisti che tuonano e ruggiscono come fossero una tempesta.”

Volver Magazine, 2017.

 

 

Emma Morton – Voice

Piero Perelli – Drums

Roberto Villa – Doublebass

Luca Giovacchini – Guitar

As performers, Emma Morton & the Graces have definitely been around the block; Festivals, Clubs, Theatres, Television and Radio stations have all been playgrounds for them to push experimentation and “connection” – feeding off the interplay demanded by each audience’s unique and peculiar energy. 

Individually, hanno collaborato and performed con artists come Olly Murs, Glen Hansard, Rapahael Gualazzi, Gary Lucas,  Dana Fuchs, Vinicio Capossela, Bobby Johnson, R.L. Burnside, Frank Frost, Sam Carr, Pianco C. Reed, Stefano Bollani, Enrico Rava, Maurizio Geri and Francesco Guccini

video e suoni

Spanish Mary (Sofar Verona)

I Want You (B. Dylan cover)

Moonshiner's Daughter (live from the field)


LIVE:
11/03/18 Santarcangelo di Romagna (RN) @ Teatro Lavatoio
21/03/18 Lucca (LU) @ Teatro del Giglio 
10/4/18 Lucca @ Lucca Film Festival Opening Night - "The Art of Music with Anton Corbijn", Parlascio,  Piazza Anfiteatro (LU)
19/04/18 Mestre (Ve) @ Centro Candiani, Indie Voices
20/04/18 Bolzano @ Sudwerk
24/04/18 Pescara @ Summeat Festival, Piazza Aurum 
04/05/18 Bologna (BO) @ Friday Night Blues Club 
05/05/18 Genova @ Spazio Luminello 
06/05/18 Torino @ Citabiunda 
17/05/18 Milano (MI) @ Teatro Nibada 
24/05/18 Roma (RO) @ Na Cosetta 
29/05/18 Brighton (UK) @ Brighton Fringe Festival, Spiegel Tent 
30/05/18 London (UK) @ Jamboree Jazz Club 
02/06/18 Punt Ala @ 151 Miglia Closing Party 
03/06/18 Santarcangelo di Romagna (Rn)
17/06/18 Padova @ Padova Jazz Festival 
23/06/18 Piazza al Serchio @ White Night Festival 
27/07/18 Forlì @ Strade Blu
28/07/18 Pescara @ Enel Energia Tour
02/08/18 Carpi (Mo) @ Coccobello
10/08/18 Corvara in Badia @ Valbadia Jazz Festival 
12/08/18 Noci (Ba) @ AgriCultura Festival
24/08/18 Shrewsbury (UK) @ Shrewsbury Folk Festival 
25/08/18 Shrewsbury (UK) @ Shrewsbury Folk Festival 
ultimo aggiornamento: 16/07/2018 22:45:04
[Fr, Swi, Uk, NL / Red Wig]


tropical postpunk - afro avant-pop
tra Konono n.1 e The Ex, dal vivo semplicemente irresistibili.
Sul palco in 14! 

Dopo "Rototor", John Parish produce anche il nuovo album degli OTPMD, che si intitola "Sauvage Formes" ed è appena uscito su Les Disques Bongo Joe / Red Wig.


Alcuni video:
https://www.youtube.com/watch?v=O-FRVCVFg9o
https://www.youtube.com/watch?v=vUMdY7vBZLU&t=1143s


Antonia Tessitore (Battti) su Internazionale:
Dimmi dove suoni e ti dirò chi sei. L’Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp passa dagli squat ai grandi festival, da un pubblico sparuto di antagonisti a una folla di seimila persone. L’approccio non cambia (così dicono). Del resto sono figli (o ex protagonisti) di quella scena post punk che nei primi anni ottanta ha raccolto la carica politica del fai da te originato nel punk facendolo diventare una fucina di sperimentazione musicale, con un sistema di vasi comunicanti che avvicinava dub, punk, jazz d’avanguardia e rock in uno scambio aperto di suoni, di luoghi e di pubblico. Un sistema molto lontano dalle “contaminazioni” fabbricate a tavolino pochi anni dopo (e con ottimi risultati per i portafogli delle major).

Gruppi come The Pop GroupRip Rig + PanicThe Ex e Dog Faced Hermans (da cui hanno ereditato il batterista Wilf Plum) sono i possibili progenitori della OTPMD, ma loro sono giovani, perlopiù, e con la sconfinata discoteca globale a loro disposizione scoprire le sonorità delle orchestre africane “tout puissant” è stato facile. Hanno trovato ispirazione anzitutto nei likembe distorti dell’Orchestre folklorique T.P. Konono N°1 de Mingiedi così come nella rumba congolese e nell’afrobeat. Ma idealmente hanno abbracciato l’entusiasmo delle formazioni africane nate tra anni cinquanta e sessanta, dalla Tout Puissant Orchestre Kinshasa Jazz di Franco alla Tout Puissant Orchestre Poly-Rythmo, che in quell’onnipotenza dichiaravano tutto l’ottimismo delle neonate nazioni indipendenti.

L’orchestra (sono sei elementi, ma loro la chiamano così) nasce da un’idea del contrabbassista Vincent Bertholet, quando al Cave 12 di Ginevra gli viene offerta una carte blanche per proporre un suo progetto. Il locale fa parte di un circuito europeo che sostiene e diffonde le musiche di ricerca a cavallo tra i generi, ma la musica della OTPMD si colloca in quello spazio strano dove il pop perde la sua disciplina e la canzone si apre a mille interferenze, combinazioni, colori. È una dimensione artigianale di cui si coglie l’aspetto corale e improvvisativo, ricca di scarti e irregolarità che sono il punto di forza del gruppo. 


La presentazione di "Sauvage Formes"
Vincent Bertholet, still resolute, finally realises his old dream of a ‘real’ orchestra. And thus was born the project to expand the known horizon. The orchestra became XXL by assembling accomplices from the first hour, who had never really disappeared from view, and an English string section met along the way.
From now on, they will be 14 on stage. An anniversary tour, prestigious stages and makeshift squats, unrestrained agitation as in the first days, and a larger chorus,more percussive than ever.
The multi-headed Hydra gives voice in concert and the frail stages that host it groan under its weight. Nevertheless, it is in the studio that the foundation of a new adventure is forged. Back to England, in the imposing and magnificent building that houses Real World Studios. After Rotorotor (2014), John Parish is again at the controls.
It’s called Sauvage Formes, a shrewd title, because everything here is as geometric as it is organic. The incisive rhythms, doubled in XXL, trademark of the pack, mingle with the unusually melancholy brass. The guitar riffs express themselves in minimalistic cascades, and since the number of strings has tripled, they allow themselves the luxury of entwining with each other, like a carnal embrace without epilogue. The voices, more numerous than usual, recite, chant, lead the dance and poeticise, sometimes in French, sometimes in English, and, in the same spirit, the chorus takes the opportunity to shape the pediment of hymns to elsewhere.
On crossing these 8 songs as beautiful as they are adventurous, it seems to be a story of a voyage, a torn logbook. On the horizon however, neither boat, nor rickety plane, neither map nor compass. Is it because the continent that is mentioned in these texts and melodies is not a known place, but rather a dream world, a land of asylum for rebels and the insubordinate, for the daring and the benevolent?
The fourth Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp album is like a road, a purpose, an ideal of shared and shareable lives. And the writing of this music is like the defences of an imaginary seafront, like an act witnessing an intertwined destiny, an extraordinary adventure. The story of a chamberless orchestra, a sensitive battalion of unlimited generosity, a wild form that never needed a master to tame its imagination and determination.

Recorded at Real World Studio in october 2017.
Produced by John Parish.
Release on the 27th of april on Les Disques Bongo Joe / Red Wig

Seth Bennett: doublebass
Vincent Bertholet: doublebass
Jo Burke: violin
Anne Cardinaud: marimba
Aida Diop: marimba
Guillaume Lantonnet: drums
Naomi Mabanda: cello
Liz Moscarola: violin
George Murray: trombon
Wilf Plum: drums
Maël Salètes: guitar
Séni: trombon
Titi: guitar
Aby Vulliamy: viola

Everybody sings.

LIVE:
27/07/18 La Spezia @ Estate Spezzina
28/07/18 Assisi (Pg) @ Universo Assisi
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 16/07/2018 22:44:31
[UK / Mute]


Daniel Blumberg è un musicista e compositore inglese. Il suo album di debutto, Minus, è uscito il 4 maggio 2018 su Mute
Minus è un lavoro sorprendente che coniuga improvvisazione e musica libera al più grezzo songwriting emotivo, radicato nel profondo tumulto personale che Blumberg ha vissuto mentre lavorava al disco. Il primo assaggio di Minus arriva con il video per la title track, ambientato nel capannone in cui Daniel ha scritto la maggior parte del disco e creato la copertina dell’album. È stato montato a Budapest dal pluripremiato editore cinematografico ungherese David Jancso (White God, The Childhood Of A Leader). 
L’album è stato registrato dal vivo con il leggendario produttore Peter Walsh (collaboratore di Scott Walker da Climate Of Hunter) in soli cinque giorni presso una remota residenza in Galles, durante un periodo difficile causato da una debilitante rottura con la partner di sette anni e alla continua lotta di Blumberg con la malattia mentale che ha provocato il suo ricovero solo una settimana prima della registrazione.
In precedenza Blumberg aveva trascorso gran parte degli ultimi cinque anni lavorando esclusivamente all’interno della comunità di musicisti radicali del Café OTO di Londra, dove ha improvvisato regolarmente con una schiera di musicisti lungimiranti e intransigenti. Da questa comunità Blumberg ha sviluppato una forte relazione creativa con il violinista Billy Steiger e il contrabbassista Tom Wheatley, e insieme hanno creato una nuova, singolare musica incentrata sul songwriting di Blumberg. Il venerato batterista Jim White (Dirty Three, Smog, Cat Power) si è unito al trio per le sessioni dell’album.

A soli 27 anni, Blumberg ha alle spalle una ricca storia musicale; dalla sua prima band che ha firmato per XL mentre lui andava ancora a scuola, ai progetti di Oupa e Hebronix, alle collaborazioni creative con artisti del calibro di David Berman (Silver Jews), LowLambchop e Neil Michael Hagerty dei Royal Trux (con il quale Blumberg si è esibito come membro di Howling Hex).
Con Minus, però, c’è la sensazione che Daniel Blumberg sia finalmente arrivato nel posto che stava cercando: un lavoro che lo conferma tra le voci contemporanee più uniche della Gran Bretagna e che ambisce al titolo di modern classic.
LIVE:
october & november, dates tba
23/11/18 Ravenna, Transmissions Festival

Trio w/ Billy Steiger (violin) and Tom Wheatley (double bass)
24/05/18 Milano @ Planetario / Wired Next Festival 
28/05/18 Roma @ Unplugged in Monti
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 07/09/2018 10:54:18
[Fra / Rephlex, Morphine Records]


Musicista e compositore nato a Parigi nel 1953, Pierre Bastien è una figura non comune nel campo della sperimentazione sonora. Ispirato nella sua ricerca alla tradizione francese del Settecento - secolo durante il quale si iniziarono a realizzare automi in grado di riprodurre brevi melodie o di imitare il suono degli strumenti – costruisce la sua prima “macchina musicale” nel 1977. Durante la sua lunga carriera, ha collaborato inizialmente con varie compagnie di danza e, in seguito, con il musicista Pascal Comelade. Dal 1987 si esibisce da solista, realizzando una sorta di orchestra dada i cui elementi sono apparati meccanici creati con pezzi del gioco Meccano e motori dei vecchi giradischi, in grado di riprodurre il suono di strumenti tradizionali come il liuto cinese, il bendir marocchino, il saron giavanese, il koto giapponese e il sansa africano. Simile a un ensemble di sculture sonore in movimento, negli anni Novanta questa orchestra meccanica si è ampliata fino ad ottanta elementi. Bastien ha partecipato a festival musicali e mostre d’arte in tutto il mondo e pubblicato dischi con note etichette come la Western Vinyl e la Rephlex (la label di Aphex Twin). Negli ultimi anni ha collaborato con il video artista Pierrick Sorin, lo stilista Issey Miyake e il compositore britannico Robert Wyatt.
Il suo prossimo disco uscirà sulla Morphine Records di Rabih Beaini (aka Morphosis).


"Pierre Bastien uses several tiny cameras to project his Meccano-driven contraptions onto a large screen. Although we can see little wheels depressing organ keys, on the screen it seems we are in some giant factory, where machines of unguessable size perform cumbersome operations to pluck at hawsers or vibrate great flapping sheets - in reality rubber bands and strips of paper. Bastien's non-synched looping machines naturally have non-human quality, like an off-kilter African drum ensemble, and this strangeness is further magnified by his carefully layered visual projections. Over the top he plays pocket trumpet phrases drawn from the earliest days of jazz, as if King Oliver is muttering in his ear. But the trumpet is often masked: somehow it plays a baseline like a tuba, or else the mute is jammed into a beaker of bubbling water. On the screen the monochrome Fritz Lang world of relentless Meccano is invaded by a beautiful fountain of blue bubbles. Like a blend of Philip Jeck's heartbreaking turntables and Max Eastley's lost-in-space musical sculptures, Bastien has created an elegant display of genuine musical surrealism. He has been refining his approach for over two decades - ten years ago Aphex Twin released Mecanoid on his Rephlex label, and this show made it clear why Richard D James was so mesmerized. Bastien wound down his mechanical mysteries after 45 minutes, but I could have happily watched for hours." Clive Bell, The Wire - Dec. 2010 
LIVE:
25/05/18 Torino @ Jazz Is Dead

01/03/18 Genova @ Teatro Altrove
02/03/18 Mantova @ Cinema del Carbone
03/03/18 Catania @ Zo
18/11/17 Parma @ Barezzi Festival
19/11/17 Cotignola (Ra) @ Teatro Binario

13/05/17 Ascoli Piceno @ Ridotto del Teatro Ventidio Basso APP Ascoli Piceno Present 2017

23/10/15 Bologna @ Mast
27/10/15 Perugia @ PostModernissimo
06/11/15 Bari @ Time Zones
07/11/15 Napoli @ Riot Studio

30/04/15 Firenze @ Cortile di Palazzo Strozzi, Notte Bianca Firenze 2015
23/05/15 Padova @ Cinema Excelsior, "Innesti Urbani"
26/07/15 Brescia @ Musical Zoo
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 21/05/2018 15:43:58
[Can / Constellation]


Eric Chenaux fa musica concettuale che non è pensata per suonare come musica concettuale. Si muove tra diverse 'tradizioni' ma, più in generale, i suoi dischi affrontano la relazione tra struttura e improvvisazione, in modi molto particolari e unici: non con ironia e cinismo ma con amore. Perché in fondo quelle di Chenaux sono canzoni d’amore, che canta con voce dolce e limpida, mentre la chitarra si piega delicatamente, diverge e scompone. A dispetto di un'innegabile vena iconoclasta, la sua musica rimane meravigliosamente calda, generosa e in ultima istanza accessibile. La giustapposizione tra crooning ispirato e vellutato e le esplorazioni sperimentali della chitarra apre a nozioni inedite di accompagnamento e canto e a forme non convenzionali di interplay timbrico e tonale. Il suo è un suonare la chitarra attorno e contro la voce, improvvisando “con se stesso” allo scopo di catturare momenti di interdipendenza imprevisti e intimi. Un gioioso abbandono allo spazio improvviso e improvvisativo in cui gioco e leggerezza vengono presi molto sul serio.

Da qualche anno Eric vive a Parigi, ma è stato un caposaldo della musica DIY e sperimentale a Toronto negli anni ‘90 e 2000, leggenda del post-punk locale con Phleg Camp (assolutamente da recuperare se amate gli Shellac) e Lifelikeweeds. Dal 2006 incide per Constellation Records: una discografia geniale che spazia dal folk più avventuroso, sontuoso, languoroso e decostruito, al jazz, fino a ballate di influenza pop. Eric compone anche colonne sonore e musica per la danza, e collabora regolarmente con altri artisti: tra di essi Marla Hlady, con la quale ha realizzato numerose installazioni sonore, e il regista Eric Cazdyn, con cui ha realizzato il film "Play the Cube" nel 2014. Ha fatto inoltre parte della band del musicista canadese Sandro Perri partecipando a vari suoi album, e ha suonato, tra gli altri, con Radwan Ghazi Moumneh, Martin Armold, Pauline Oliveros, John Oswald, Michael Snow, Han Bennink, Michael Moore, ecc.

"Slowly Paradise" (2018) è il suo ultimo disco solista ed è considerato dalla critica il suo capolavoro. Gli è valso copertine della stampa specializzata (The Wire) e in Italia è stato disco del mese per la rivista Blow Up.

il video di Wild Moon, primo estratto dall'album.

E quello della bellissima "An Abandoned Rose"

E questa la stampa itallana suul suo precedentne (capo)lavoro
Qui  Blow Up (un bell'8)
Un bell'8,5 sul Mucchio
E solo un 7 su Rumore

LIVE:
13/09/18 Perugia @ Galleria Nazionale dell'Umbria
09/11/18 Milano @ Fondazione Feltrinelli
23/11/18 Ravenna @ Transmissions

03/05/18 Bologna @ AngelicA Festival Internazionale di Musica
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 24/09/2018 09:21:08
[Ita / Float Records]


Dopo il tour europeo insieme a Nonkeen (il trio tedesco di Nils Frahm) Andrea Belfi ha da poco fatto uscire il suo nuovo disco solista, dal titolo "Ore". A pubblicare l'album (il quarto full lenght  del batterista e musicista elettroacustico veronese, ormai da anni di base a Berlino) è la neonata label inglese Float. "Ore" non solo conferma il talento di Belfi dietro le pelli - ben noto ad artisti del calibro di Mike Watt, David Grubbs, Carla Bozulich Evangelista, con i quali Andrea ha sviluppato importanti collaborazioni in questi anni - ma ne mette anche in risalto la capacità compositiva, la cura e il gusto per textures, timbri e microsuoni di matrice ambientale che entrano sottilmente sotto pelle.

Il disco in streaming su The Wire: 
https://www.thewire.co.uk/audio/tracks/listen-to-ore-by-andrea-belfi 

"an inspired and beautifully realised exploration" - Wire Magazine
"electronic swirls that blur the edges" - Electronic Sound Magazine
Top 5 albums of 2017 selected by Mary Anne Hobbs
Top album of 2017 selected by Gilles Peterson
2017 Records of the year by Deluxe Magazine

http://www.impattosonoro.it/2017/08/08/recensioni/andrea-belfi-ore/
http://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/7321/andrea-belfi-ore
https://www.thenewnoise.it/andrea-belfi-ore/

video:
LIVE:
14/09/18 Terracina (Lt) @ Tracce
15/09/18 Roma @ Monk
21/09/18 Fontanafredda (Pn) @ Astro Club, FORMAFree Music Impulse #9
21/10/18 Conversano (Ba) @ Casa delle Arti, Time Zones Festival


19/04/18 Perugia @ Auditorium di Santa Cecilia, "Sacred Noise"
20/04/18 Salerno @ Teatro del Giullare
21/04/18 Catania @ Zo, "Partiture"
27/05/18 Torino @ Jazz Is Dead (in duo con Francesco Donadello)
02/06/18 Milano @ Zuma
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 05/09/2018 11:19:42
[Ita / Avant!, Ramp Local]


I Father Murphy sono il suono del senso di colpa cattolico. Una spirale discendente che arriva al fondo della fossa, per poi scavare ancora più in basso.

Negli anni sono diventati una delle più interessanti entità musicali italiane, parte di quella comunità che Simon Reynolds ha definito la “Psichedelia occulta italiana”, acclamati soprattutto per i loro intensissimi live, a metà tra concerto, rito e performance artistica. Elogiati da Julian Cope, Michael Gira degli Swans, Geoff Barrow dei Portishead e Mission of Burma fra gli altri, instancabili nei live shows, i Father Murphy sono stati invitati a suonare a tutti i festival europei più importanti (Le Guess Who?, Liverpool Psych fest, Incubate,Supernormal, ...), oltre ad aver fatto innumerevoli tour in tutta Europa e Nord America con band del calibro di Deerhoof, Dirty Beaches, Iceage e Xiu Xiu, e recentemente aver suonato come backing band di Jarboe.

Dopo la “Trilogia della Croce” del 2015, la band ha annunciato l'uscita dell'ultimo capitolo del suo percorso, l’album che chiuderà il loro percorso. “Rising. A requiem for Father Murphy” uscirà il 20 aprile 2018 per Avant! Records (Europa, Gran Bretagna, Asia) e Ramp Local (U.S.A) e verrà seguito da un'ultima serie di concerti/celebrazioni funebri per l'epilogo di Father Murphy, che si preannuncia non mesto ma glorioso.

Questo gruppo italiano è ormai diventato una band di culto, in tutti i sensi. - Tristan Bath, THE QUIETUS

Dal vivo, sono semplicemente una delle band più intense in cui vi possiate imbattere di questi tempi –

Valerio Mattioli, XL di REPUBBLICA

Fanno musica che è meravigliosamente malata.... - Eric Hill, EXCLAIM!

La bellezza della loro musica sta nella perfetta calibrazione delle pause e dei tempi, dei momenti di attesa tra un colpo e l'altro, un passo e l'altro, una ferita e l'altra. - Stefano I. Bianchi, BLOW UP

Uno straniante e melodrammatico paesaggio infernale che ricorda le visioni desolate di Cormac McCarthy. - - Jennyfer Lucy Allan, THE GUARDIAN

Il rituale live dei Father Murphy è un raro tipo di cerimonia in grado di sventrare in due parti: una lasciata godere in estasi, l'altra abbandonata ad affrontare il dolore. - Chiara Colli, ZERO

Gli italiani Father Murphy ricreano un'atmosfera funebre, un qualcosa a metà fra un Morricone fatto in casa e i Goblin... Il vecchio diavolo Dario Argento approverebbe di certo... – Joseph Stannard, THE WIRE

Suonano come dei punk che hanno segretamente imparato la musica classica - SAN FRANCISCO WEEKLY

Un mix di fuzz oppressivo, strutture intessute e percussioni monastiche di grande inventiva. Di sicuro effetto e spaventoso, come un bellissimo ritratto sporco di sangue.. - Matt Evans, ROCK'A'ROLLA

INFO SU DISCHI E DATE PRECEDENTI

LIVE:
12/10/18 Conversano (Ba) @ Casa delle Arti, Time Zones Festival


09/05/18 Milano @ Macao
10/05/18 Sansepolcro (Ar) @ Effetto K
11/05/18 Roma @ Istituto Svizzero
12/05/18 Padova @ Circolo Nadir
13/05/18 Bologna @ Atelier Sì, release party
10/06/18 Loreto (An) @ Reasonanz / "Only Fucking Labels Festival"
07/07/18 Santarcangelo di Romagna (RN) @ Santarcangelo dei Teatri 
08/07/18 San Salvi (Fi) @ Is That Folk?
11/08/18 Eboli (Sa) @ Disorder Festival
ultimo aggiornamento: 05/09/2018 11:20:56
[Canada / Leaf]

"Asperities" è uscito il 30 ottobre 2015 ed è il quarto album solista di Julia Kent, il secondo sulla prestigiosa label inglese Leaf Records. E' un album sul tema del conflitto: interiore, personale, globale, su temi universali quali il senso di colpa, la paura, la minaccia della violenza. Pur avendo una forte componente cinematica, non c'è nulla nelle sue tracce che evochi un happy ending hollywoodiano: è musica attraversata da tensione e oscurità. Registrato e mixato dalla Kent nel suo studio di New York, e centrato su loop e strati di violoncello, su elettronica e suoni trovati,  trasmette un senso di isolamento che è tanto più forte in un mondo sempre più interconnesso e iperconnesso quale il nostro.

Il video di Invitation to the voyage 
E l'anteprima, su Pomatters, del video di Flag Of No Country
Cover story su Indie-Eye

BIO
Julia Kent è nata a Vancouver, in Canada, e vive a New York. Compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, e “impegnata e spiccatamente personale". 
Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l'attività solista arrivando a realizzare ben quattro album e un ep. Delay (Important2007) era ispirato dalla riflessione sul disorientamento legato al senso del viaggio, Green and Grey (Tin Angels, 2011)  evocava musicalmente il rapporto tra processi organici e tecnologia, mentre  Character (il primo per la prestigiosa label inglese Leaf, uscito a marzo 2013) era un'esplorazione all'interno del sé, un viaggio nella propria geografia interiore.
La musica della Kent è stata utilizzata nelle colonne sonore di diversi film (un suo brano figura in "This must be the place" di Paolo Sorrentino) e come accompagnamento di performance teatrali e di danza; ha suonato in Europa e Nord America, esibendosi durante festival come il Primavera Sound a Barcellona, il Donau Festival in Austria e l'Unsound Festival a New York. 
LIVE:
Julia Kent solo
09/06/18 Belluno @ Hangar

14/04/17 Bassano del Grappa (Vi) @ Piazza di Brenta
19/04/17 Terracina (Lt) @ "Tracce"
20/04/17 Civitanova Marche (Mc) @ Galleria Cento Fiorini
25/05/17 Pistoia,  BRUMA Vol.II ,Chiesa di San Michele in Cioncio
26/05/17 San Gemini (Tr), Tempio San Giovanni Battista, Degustazioni Musicali
27/05/17 Napoli, Chiesa di S. Maria della Misericordia
30/05/17 Roma @ Angelo Mai (w/ Roseluxx)
03/06/17 Este (Pd) @ Festival delle Basse
24/06/17 Milano @ Terraforma

26/01/16 Milano @ Sacrestia
30/01/16 Reggio Emiilia @ Red Noise
11/03/16 Udine @ Visionario
12/03/16 Cagli (PU) @ Teatro (w/ Paolo Spaccamonti)
15/04/16 Ascoli Piceno @ APP
02/07/16 Montecchio (RE)
07/07/16 San Gimignano (SI) @ Orizzonti Verticali
23/09/16 Parma @ Cubo / Verdi Off

29/09/15 Catania @ Efestiade
09/10/15 Foligno (Pg) @ Spazio Zut / World Umbria Fest (con Alessandro "Asso" Stefana)
14/11/15 Roma @ Circuiterie / Nuovo Cinema Palazzo
19/07/15 Topolò @ Stazione Topolò
28/07/15 San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali
31/07/15 Carpi (Mo), con Alessandro Asso Stefana
07/02/15 Cerea (Vr) @ Teatro Aperto di Asparetto (con Alessandro 'Asso' Stefana)
20/02/15 Schio (Vi) @ Chiesa S.Francesco (con Alessandro 'Asso' Stefana)
21/02/15 Rimini @ Primo Piano (con Alessandro 'Asso' Stefana)

20/06/14 Cesena @ Itinerario Festival 
21/06/14 Isola Maggiore (Lago Trasimeno) @ Music for Sunset - CANCELLATO
22/06/14 Sant'Andrea di Suasa (PU) @ Ville e Castella
29/07/14 Terracina (Lt) @ Tracce
0/07/14 Avellino @ Oltre il Giardino
02/08/14 Offagna (An) @ New Evo
06/09/14 Riccione @ Premio Ilaria Alpi

14/11/13 Ferrara @ Zuni, "Collateral" (con Teho Teardo)
15/11/13 Schio (Vi) @ Chiesa S. Francesco
16/11/13 Monza @ Teatrino di Corte della Villa Reale ("Lampi")
21/03/13 Catania @ Palazzo Biscari
19/04/13 Vittoria (Rg) @ Teatro Comunale 
20/04/13 Schio (Vi) @ CSC
21/04/13 Verona @ Chiesa di Santa Maria in Chiavica
25/04/13 Venezia @ Torre di Porta Nuova (Arsenale)
27/04/13 Pistoia @ Teatro Il Moderno
07/02/13 La Spezia @ B-Tomic
17/02/13 Soragna (Pr) @ Nuovo Teatro di Soragna, ore 18

17/11/12 Parma @ Teatro Due
18/11/12 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club
08/08/12 Catania @ Teatro Greco Romano "Efestiade 2012"
16/09/11 Roma @ Init (w/ Lloyd Turner)
17/09/11 Napoli @ Riot Studio (w/ Parallel 41)
13/10/11 Pisa @ Caracol

Sonorizzazione di "C'era una volta", con Paolo Spaccamonti e Stefano Pilia

08/09/17 Massa Carrara
22/01/16 Torino @ Cinema Massimo
23/01/16 Perugia @ PostModernissimo
24/01/16 Viterbo @ Bancovolta
17/07/16 Torino @ Palazzo Reale
ultimo aggiornamento: 21/03/2018 20:54:06
[(Usa / Vaggimal, Trovarobato)]


Mentre lavoravo a questo disco, in primo piano nella mia mente c’erano immagini del deserto occidentale degli Stati Uniti. Subito prima di registrarlo, avevo guidato dalla Carolina del Nord a LA, fermandomi in Arizona, nel New Mexico e nel West Texas. Poi mi sono girato, ho guidato indietro verso casa e ne ho fatto le orchestrazioni.
Un’immagine che ho fissa in testa è l’alba sulle montagne mentre lasciavo Taos alle 5:30 di mattina. Stavo ascoltando Death and the Compass e c’era la forte sensazione che la musica non fosse un accompagnamento ma un elemento fondamentale dell’esperienza – qualcosa di simile alla sinestesia, dove la percezione del tutto si fonde insieme. Dava la sensazione di essere un segnale o una guida verso ciò che stavo cercando di fare con questa musica. L’ho presa come un’indicazione del fatto che stavo andando nella direzione giusta.
Quando osserviamo dall’alto di Monument Valley o del Grand Canyon, o da qualche altro imperscrutabile punto d’osservazione, nella percezione distorta della profondità che proviamo c’è una sensazione di presenza senza limiti. La nostra innata sensazione di vuoto in qualche modo si fonde col vuoto che abbiamo attorno. Non è la stessa sensazione di quando osserviamo da uno strapiombo sull’oceano: quella è una sensazione di un recipiente che viene riempito, o di un potenziale che viene realizzato, anche se è solo un’illusione. 
Sono questi, per me, i fattori contrastanti: unire un metodo compositivo minimale (o minimalista) e paesaggistico con qualcosa di molto lirico e diretto. Cercare di creare, per quanto possibile, un’esperienza per l’ascoltatore in cui possano riconoscersi non solo come una parte della vastità che li circonda –nella vita quotidiana, o nell’atto di ascoltare musica o fruire una performance – ma come quella stessa vastità.
Quel paesaggio che è descritto in Shaker Loops di John Adams, o nei pezzi per organo e percussioni di Steve Reich, invita la nostra immaginazione a piazzarci psichicamente o addirittura fisicamente al suo interno. L’effetto è innegabilmente potente, cosa di cui faccio tesoro e da cui cerco spesso di attingere. Ma il primo obiettivo della musica in forma canzone di questo disco è di condurre l’ascoltatore verso questa vastità non solo fisicamente e psichicamente ma anche emozionalmente. Il narratore è la tua guida verso lo spazio. Poi, a un certo punto, ti abbandona a contemplare la vastità del canyon di fronte a te, e gli elementi fisici, psichici ed emotivi cedono di fronte a una consapevolezza generale di essere quello spazio. Quello spazio è la vastità. È diversa per ogni persona, che ci si voglia relazionare a essa come alla molteplice vastità dell’inconscio collettivo pulsante all’interno dell’esperienza tecnologica globale, o che la si veda come la vastità senza limiti del cosmo che si annida dietro alle minuscole stelle nel cielo notturno.

streaming esclusivo su Rolling Stone

MILES COOPER SEATON è un cantante, compositore e polistrumentista di base a Los Angeles. Sul finire degli anni '80, ai tempi dell’high school, trasloca con la famiglia a Seattle dove inizia a suonare e cantare in varie formazioni locali punk/noise e hardcore. La svolta per Miles arriva nel 2002, quando approda a New York e si avvicina al'arte contemporanea e alla scena musicale più ricercata e avventurosa. Qui, nell’esplosivo neighborhood di Williamsburg, fonda insieme a Dana Janssen, Seth Olinsky e Ryan Vanderhoof gli Akron/Family, band (o meglio, collettivo) che impiegherà poco tempo a farsi notare ben oltre i confini dei quartieri più cool di New York e a stregare mr. Michael Gira (Swans), inducendolo a pubblicarne i primi lavori per la sua Young God. In meno di dieci anni, dal 2005 al 2013, il collettivo ha pubblicato 7 dischi dal grande successo di pubblico e di critica. Miles Cooper Seaton ha collaborato e suonato dal vivo con artisti del calibro di Michael Gira, Keiji Haino, William Parker, Hamid Drake, the Sun Ra Arkestra ed Eyvind Kang, e ha tenuto lezioni presso istituzioni che includono Cal Arts in California e Interzona a Verona.

LIVE:
Miles Cooper Seaton trio
(con Tobjah & Alessandro Cau)

10/11/17 Schio (Vi) @ CSC
11/11/17 Terni @ Mishima
12/11/17 Avellino @ Godot
13/11/17 Foligno (Pg) @ Supersonic Record Store
15/11/17 Rimini @ Neon Caffé
16/11/17 Parma @ Barezzi Festival

Miles Cooper Seaton & Deradoorian
20/9/17 Roma @ Unplugged in Monti

Miles Cooper Seaton solo set
02/7/17 Reggio Emilia, Musei Civici, Sound Museum 2 (in trio con Tobjah e Alessandro Cau)
17/7/17 Mantova, Arcipelago Ocno (solo set)
29/7/17 Lessinia Psych Fest (double bill w/ Angel Deradoorian)

14/10/16 Torino @ Magazzino sul Po (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
16/10/16 Mestre (Ve) @ Spazio Aereo (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
17/10/16 Trieste @ Tetris  (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
22/10/16 Recanati (Mc) @ Circolo Dong
20/11/16 Bologna @ Nero Factory, "An Easy Night With"  - annullata -

28/04/16 Genova @ Teatro Altrove
29/04/16 Parma @ Vesperum, Galleria San Ludovico
1/6/16 Udine @ Visionario
7/6/16  San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali Umbria, Chiostro San Giovanni Battista
8/6/16 Colle Val d'Elsa @ Bottega Roots
9/6/16 Bagno a Ripoli (Fi) @ HalloGallo, Antico Spedale del Bigallo 
10/6/16 Civitanova Marche (Mc) @ Centolinguaggi
11/6/16 Guastalla (Re) @ Handmade Festival 
12/6/16 Sansepolcro (Ar) @ Effetto K
17/07/16 Roma @ Half Die Festival
23/07/16 Verona @ Lessinia Psych Festival
24/07/16 Bracciolini Terranuova  (Ar) @ Beta-Bar
07/08/16 Pesaro @ Villa'n'Roll Festival
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 04/01/2018 19:07:08
[Ita / Santeria, Escape from today]


Chitarrista di estrazione sperimentale, Spaccamonti non ha mai perso occasione per affiancare alla propria attività solista collaborazioni di prestigio, dai reading con il giornalista Maurizio Blatto alle sonorizzazioni di film muti commissionate dal Museo del Cinema come Rotaie e Drifters (in questo caso in duo con Ben Chasny / Six Organs Of Admittance) e documentari quali Vite da recupero e Una storia di trasporto e il film Neve Rosso Sangue, presentato al Torino Film Festival del 2015 . Numerosi sono poi i risultati su disco : l’lp Spaccamombu, fusione in studio con i romani Mombu, lo split LP con Stefano Pilia e nel 2014 la musicassetta Burnout con Daniele Brusaschetto. Oltre a incroci con Damo Suzuki (CAN), Fabrizio M. Palumbo (Larsen), Chicco Bertacchini (Starfuckers) e i video-artisti Masbedo (per l'opera 'Todestriebe', in mostra presso la Fondazione Merz di Torino) che non fanno che aggiungere a un curriculum in solitario già di assoluto livello, come testimonia l’accoglienza ai primi due album, Undici Pezzi Facili e Buone Notizie, oltre al terzo e più recente Rumors, uscito nella primavera del 2015 ed accolto entusiasticamente da pubblico e critica, che lo ha definito uno dei migliori dischi dell'anno. L'inizio del 2016 lo vede tornare sul palco con quelli che ormai sono due abituali collaboratori come il già citato Stefano Pilia e l'americana Julia Kent , per la sonorizzazione live di C'era una volta, classico del 1922 di Carl Theodor Dryer, sempre su commissione del Museo del Cinema di Torino .

Discografia

RUMORS - 2015 - LP, Cd,Digital - Santeria, Escape from Today, Audioglobe
Paolo Spaccamonti & Daniele Brusaschetto - BURNOUT - 2014 - TAPE - Brigadsco, Old Bicycle Records, Bosco Rec
Stefano Pilia / Paolo Spaccamonti – Split – 2013 LP black 180g. /clear vinyl LTD - Escape From Today, Brigadisco 
In the kennel vol. 2 : Spaccamombu - 2012 LP 180gr – Goat Man /Goodfellas 
Buone Notizie – 2012 LP - Escape from Today,Smartz , Audioglobe
Buone Notizie – 2011 CD – Bosco/Audioglobe 
Undici Pezzi Facili – 2009 CD – Bosco/Audioglobe
LIVE:
solo tour 2016 (booking: andrea@wakeupandream.net)

08.04 - Kino - Pieve di Cento (BO)
09.04 -  VESPERUM- Galleria San Ludovico - Parma 
13.04 - Dal Verme - Roma 
14.04 - Sound Music Club - Frattamaggiore (NA) 
15.04 - Godot Art Bistrot - Avellino 
16.04 - TBA
17.04 - Respirare Sinapsi - Oppido Lucano -Potenza  
18.04 - Secret concert
19.04 - Chupito - Perugia
06.05 - Largocarducci- Prato
20.05 - Tracce - Terracina 
21.05 - DONG - Recanati  
27.05 - Musica Nelle Valli - Mirandola 
28.05 - Red Noise - Reggio Emilia   
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 14/06/2016 20:55:18
[Can / Kranky]


Dopo un’attesa di due anni, Tim Hecker torna ad esibirsi in Italia. L’artista canadese, fra i protagonisti più influenti e di maggior successo della sperimentazione atmosferica degli ultimi quindici anni, presenterà in autunno Love Streams, suo ultimo album che ha segnato il suo approdo presso il catalogo della prestigiosa etichetta 4AD. Un lavoro in cui l’artista evolve le stratificate orchestrazioni elettroniche sperimentate sul precedente Virgins rielaborandole in chiave melancolica. Costituiti da strati di tastiere, cori e fiati registrati in studio e trasfigurati attraverso l’uso di complessi software, gli undici brani del disco traspongono l’ispirazione per i lavori corali del Cinquecento (in particolare quelli di Josquin des Perez) in un linguaggio post-contemporaneo, fatto di risonanze digitali e fantasie sintetiche.

Tim Hecker è autore di una ricerca peculiare e innovativa. La musica, definita talvolta “ambient strutturata” esplora l’intersezione tra rumore, dissonanze e melodie. Con la quadrilogia composta da Harmony In Ultraviolet (2006), An Imaginary Country (2009) e, soprattutto, gli acclamati Ravedeath, 1972 (2011) e Virgins (2013) si è imposto come uno degli esponenti di punta della musica elettronica contemporanea, sviluppando un nuovo modo d’intendere il ruolo del suono in termini di impatto fisico e percettivo. L’ultimo Love Streams (2016) ha segnato una svolta nel suo sound, maggiormente improntato sulla melodia, il vocal loop e i suoni organici.

Negli anni seguenti è arrivato a collaborare con artisti del calibro di Ben Frost e Oneohtrix Point Never, con cui ha lavorato in tandem per l’album Instrumental Tourist (2012). Prima di approdare a Mute ha inciso, fra le altre, per etichette come Room40, Mille Plateaux, FatCat e, soprattutto, Kranky. Collabora stabilmente anche per compagnie di danza contemporanea e come autore di installazioni nell’ambito della sound art. Le sue performance dal vivo toccano i festival più importanti al mondo, come Sonar, Mutek, Primavera Sound, Victoriaville, Vancouver New Music Festival e Transmediale. 


Il video di Black Refraction

“Con ‘Virgins’ Tim Hecker entra di diritto tra i più grandi di sempre. Come se ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo. ”
(OndaRock)

“Tim Hecker non cerca di descrivere la purezza del sentimento religioso, ma al contrario le sue contraddizioni, quelle che legano la lucentezza del sacro all’oscurantismo diffuso nelle società contemporanee, con le sue guerre al terrore, le sue purificazioni ed i suoi effetti collaterali”
(Distorsioni)

“‘Hecker’s abstractions have never been more expressive than they are on ‘Virgins’, and his containers have never been more fraught. His main compositional principle might have come from the late philosopher Marshall Berman: All that is solid melts into air.”
(Spin)

“Hecker’s music has always been eerie, but never this forceful. Some sections of ‘Virgins’ feel like soundtracks for horror-movie climaxes when the camera fixes on a sickening image and refuses to turn away, fascinated and trapped at the same time.”
(Pitchfork)

 su RAVEDEATH, uscito su Kranky a marzo 2011: 

 "Dalla densa ma vividissima coltre che avvolge il lavoro in un bozzolo di inquietudine ed eccitazione, affiorano simulacri di rumore e sample crepitanti, ma anche sorprendenti frammenti di serenità pianistica e profonde immersioniambientali, che coniugano in una sintesi magistrale anime sovente lasciate separate da artisti operanti in ambito affine (si pensi alle texture romantiche e alle amplificazioni droniche di Eluvium)... Tim Hecker ha forse qui edificato il suo capolavoro. Un'opera densa e multiforme, che abbraccia stili diversi e tocca precordi difficilmente avvicinabili. L'autore canadese coglie pienamente nel segno, plasmando la materia ambientale con un tocco ruvido e nel contempo pregno di romanticismo. È musica per chiudersi e riaprirsi, per liberare la mente e il cuore alla contemplazione dell'infinito " ondarock, disco del mese di marzo (8/10)
LIVE:
in collaborazione con Basemental

23/05/17 Milano @ "Electropark", Teatro Franco Parenti
24/05/17 Rovereto (Tn) @ Auditorium Melotti

23/09/16 Roma @ Quirinetta
03/11/16 Torino @ Club to Club

19/09/14 Padova @ Bastione Alicorno
21/09/14 Foligno (Pg) @ Spazio Zut!


30/11/12 Roma @ Chiesa Evangelica Metodista - C(h)orde
16/03/12 Ravenna @ Transmissions Festival
11/02/12 Parma @ Auditorium del Carmine (pipe organ performance)
05/12/11 Torino @ Blah Blah
06/12/11 Milano @ Spazio 'O
08/12/11 Pisa @ Overflow Caracol


INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 09/08/2017 12:55:22


Originaria della West Virginia ma reseidente da tempo a Glasgow (dove è stata coproprietaria col giornalista David Keenan del negozio-etichetta Volcanic Tongue), Heather Leigh da una ventina d'anni suona le chitarre slide e pedal steel più forti che possiate immaginare, con una tecnica di cui gli esperti dicono meraviglie. Ha alle spalle una pletora di CD-R e cassette, collaborazioni d’eccellenza in ambiti rock-avant-improv (tra cui quella recentissima con Peter Brötzmann), due LP nel 2007 e 2010 a nome Heather Leigh Murray (“Devil If You Can Hear Me” e “Jailhouse Rock”, entrambi su Not Not Fun), e uno a fine 2014 a nome Heather Leigh (“Nightingale”, Golden Lab Records); ma è solo sul finire del 2015 che la Leigh è arrivata a registrare il primo vero album in studio: “I Abused Animal”, pubblicato da Stephen O’Malley sulla sua Ideologic Organ e Peter Rehberg di Editions Mego. Un piccolo grande capolavoro dove Heather si scrolla di dosso le polveri e nebulose ferocemente noise e il mood indistintamente lo-fi che caratterizzavano quasi tutti i dischi precedenti per farsi ‘cantautrice’ a tutto tondo, tanto eccentrica quanto originale.  
LIVE:
Heather Leigh solo
27/11/16 Ravenna @ Transmissions Festival
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 03/05/2017 17:54:08


"North Dakota Impressions" è il nono disco in studio di Tom Brosseau, folksinger del North Dakota ora residente a Los Angeles, nonché l'ultimo capitolo di una trilogia - inaugurata da "Grass Punks" (2013) e proseguita con "A Perfect Abandon" (2015) - nella quale Tom porta l'ascoltatore a spasso tra i ricordi e le immagini della sua terra natia.
E' stato prodotto da Sean Watkins, già a lavoro con Brosseau per "Grass Punks", a Silverlake e Higland Park (Los Angeles)

Questo è il video, bello e surreale, di "You Can't Stop" girato da Ben GUzman e Angela Wood
E questo è il video di "On a gravel road", sempre tratto da "North Dakota Impressions". Diretto da Amber Padgett
Altri video di Brosseau: http://www.tombrosseau.com/vids

Bio
Originario del North Dakota ma ormai di base a Los Angeles, Brosseau è un personaggio deliziosamente fuori dal tempo, ironico e baciato dal talento, dedito a un prezioso lavoro di recupero e diffusione delle più autentiche radici musicali americane: bluegrass, country, folk, gospel
Tom Brosseau è stato in tour in Giappone, Canada, Islanda, Australia, Europa e si è esibito in bar, cortili, halls, metropolitane, teatri, case per anziani. Ha diviso il palco con John Doe, Juliana Hatfield, PJ Harvey e Rambling Jack Elliott e vanta amici e collaboratori come l'attrice Natalie Portman (che ha scelto “Plaid-lined Jacked”, tratta da Grand Forks, per la campagna promozionale dell'organizzazione no profit FINCA) e l'attore John Reilly (col quale nel 2011 ha inciso un 7" su vinile, John & Tom, prodotto da Jack White per la Third Man Records, e nella cui band di american folk music revival, la John Reilly & Friends, milita dal 2010, in compagnia di Dan Bern e Willie Watson). 
Brosseau figura anche nel film "Wonder Valley", diretto da Andrew Van Baal e sceneggiato da Patrick Strange (editore di Constance ed ex editore di Filter Magazine); uscito nel 2012, è la storia di un uomo che per sfuggire alla ex fidanzata se ne va a vivere nel deserto.
"A Perfect Abandon", il suo album,precedente è stato prodotto e registrato (con un solo microfono!) a Bristol da John Parish (PJ Harvey)e Ali Chant. E' suonato con una batteria minimale, un contrabbasso e una chitarra Stratocaster. 

DIcono di Brosseau:
"He is totally earthbound and at the same time sorta out there in the ether." Tom Moon, National Public Radio: All Things Considered

"ninnenanne country che non hanno bisogno di effetti speciali per guidarci in luoghi salutari per l'anima",
LostHighways

"No artist possesses the same peculiar qualities as Brosseau.
The power of his performing persona is so strong that he can pervade the whole room with his subjective existence, making time-warped acolytes out of his audience" BBC.com

"Un piccolo concentrato di grazia e soavità , dispensato da un vero gentleman della canzone folk. Essenziale",
Francesco Amoroso, Rockerilla

"Brosseau uses language with a straightforward grace that recalls the writing of John Steinbeck"  Sophie Harris, Time Out London

"Grass Punks è un gioiello di scrittura, anzi, meglio di scrittura, con sentirei di chitarra da ascoltare un milione di volte, la voce sicura in cima, testi personali e sinceri" Marco Sideri, Blow Up

"His blues-folks songs seem simple and plain, but there's a real depth to the lyrics, and they're sung in a voice so confident in its smooth, Ricky Nelson-esque purity that it barely needs accompaniment" Sylvie Simmons 4 stars, MOJO

"Like the pleasure of film noir... Brosseau's music is refined folk on a crackling gramophone and comfort-wrapped in cigarette smoke"
NME

LIVE:
4/11/16 Firenze @ Circolo Arci Progresso
5/11/16 Torino @ Folk Club
6/11/16 Bologna @ Nero Factory, "An Easy Night With"
7/11/16 Mantova @ Arci Tom
8/11/16 Roma @ Unplugged in Monti
9/11/16 Napoli @ Teatro Instabile, "Retronuevo V"
10/11/16 Perugia @ Auditorium Santa Cecilia
ultimo aggiornamento: 04/02/2017 17:55:56


"Roberto Paci Dalò’s concert at the Experimental Intermedia (NYC) was a surprise and a pleasure for me. His attention to details is exactly what we need right now. The concert was a wonderful example in the nuances intonation and in the representation of the clarinet as a solo instrument and in the joining of music to words”
Robert Ashley

Compositore e interprete, regista e filmmaker, artista visivo nato a Rimini. Ha studiato musica e arti visive (indirizzo architettonico) a Fiesole e Ravenna. Nel 1993 Premio Berliner Künstlerprogramm des DAAD (residenza a Berlino dal 1993 al 1995). Ha insegnato Drammaturgia dei media e Nuovi media all'Università di Siena all'interno del corso di laurea in Scienze della comunicazione.

Ha scritto e diretto dal 1985 oltre trenta spettacoli teatrali e di teatro-musica presentati in Europa, Americhe, Medio Oriente, Asia, Russia, Israele, Africa. Direttore artistico della compagnia Giardini Pensili - fondata nel 1985 - i cui progetti sono basati sulla collaborazione tra artisti, tecnici, teorici. Al centro del lavoro l’investigazione sul linguaggio, sui sistemi della (tele)comunicazione applicati ai processi artistici, sulle nuove tecnologie, sulla relazione tra memoria e modernità. 

Pioniere nell’utilizzo dell'Internet e dell’integrazione tra tecnologie analogiche e digitali, ha realizzato e presentato opere – commissionate da enti radiotelevisivi, musei, festival - in particolare tra Italia, Austria e Germania con lunghe residenze a Berlino e negli USA. Per definire il proprio lavoro ha coniato le definizioni: drammaturgia dei media e teatro dell’ascolto. Frequentemente realizza le proprie opere in più media approfondendo aspetti percettivi diversi dello stesso materiale in relazione al linguaggio e tecnologie utilizzati di volta in volta. È così che opere sceniche e musicali diventano sovente pezzi radiofonici o installazioni interattive suono/video e progetti on-line.

Tra le collaborazioni: Philip Jeck, Predrag Matvejevic', David Moss, Gerfried Stocker, Gabriele Frasca, Giorgio Agamben, Terry Riley, Yehuda Amichai, Maurizio Cattelan, Caterina Sagna, Stalker, Scanner.
LIVE:
21/9/16 Udine @ Visi(on)air  (in "1915. The Armenian Files)
19/10/16 Roma @ Macro (in "1915. The Armenian Files)

09/10/15 Schio (Vi) @ Centro Stabile di Cultura (in "1915. The Armenian Files")

INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 21/02/2017 10:40:12
[(Ita / Brutture Moderne)]


"Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge" è il nuovo disco di Andrea Faccioli in arte Cabeki. E' uscito il 7 ottobre 2016 su Brutture Moderne (distr. Audioglobe).

Polistrumentista, compositore, arrangiatore, ingegnoso costruttore dei suoi stessi strumenti e sensibile esploratore di mondi sonori. Non ci sarebbe neanche bisogno di elencare le numerose e importanti collaborazioni (che vanno da Vasco Brondi e Le Luci della Centrale Elettrica, ai Julie’s Haircut, Stefano “Cisco” Bellotti ex Modena City Ramblers, Philip Corner, Damo Suzuki dei Can) per descrivere il talento artistico polimorfo, la profondità compositiva e la ricchezza delle suggestioni che Andrea Faccioli è in grado di concentrare nelle suo progetto solista Cabeki, rilevante quanto i suoi sodalizi più prestigiosi ed ormai giunto alla pubblicazione del terzo album. Sono passati quattro anni dall’uscita di “Una Macchina Celibe” (Tannen Records), durante i quali, oltre alla stesura del nuovo album, ci sono stati tour e concerti sui palchi di tutta Italia. Con “Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge”, che uscirà il 7 ottobre 2016 per l’etichetta Brutture Moderne, ci troviamo nuovamente davanti ad un album di pregevole fattura, che parla attraverso la combinazione dei diversi registri stilistici presenti. Composto inizialmente per chitarra acustica, utilizzando differenti tecniche, successivamente viene arricchito da cordofoni ed elettronica. E grazie alla partecipazione di musicisti di varia estrazione, diversamente che nei due dischi precedenti, vengono aggiunti archi, fiati e percussioni, che vanno a conferire ulteriore valore all’opera tutta. In questo disco Cabeki ci porta in un luogo dell’anima, in una dimensione sospesa, irreale e inquieta, collocata ai margini di una società dove vige un’armonia labile, costantemente messa a dura prova da un’aggressività latente e spesso feroce che raramente lascia scampo, come fa intuire il titolo stesso. Un homo homini lupus che si afferma in maniera inesorabile, indipendentemente da quanto secoli di evoluzione abbiano influito sulla presunta emancipazione dell’uomo dal resto del regno animale. In questo scenario, l’unico riparo sicuro per l’artista è la sua stessa arte, frutto anch’essa di istinti primordiali, che si colloca in un mondo surreale (interpretato meravigliosamente dagli illustratori francesi Icinori, autori della copertina di questo disco) ma allo stesso tempo autenticamente vero, perché è proprio lì che si svolge una buona parte della nostra vita interiore e si animano i moti più profondi dell’universo personale di ciascun artista, così come di ciascun fruitore d’arte. E quindi ci addentriamo in questo meta-luogo nel momento del “disgelo”, titolo della traccia d’apertura, con un arpeggio di chitarra dal sentore classico e l’accompagnamento di Daniela Savoldi al violoncello, Maddalena Fasoli alla viola e Stefano Roveda ai violini. Il brano vuole essere un omaggio a Rachel’s e Penguin Cafè Orchestra. In “prima luce” abbiamo invece un pezzo composto da una progressione con elementi più jazzy ed intermezzi folkeggianti, con la partecipazione di Simone Copellini alla tromba e al filicorno. “umanità” ha una storia interessante, perché composta per sonorizzare il film omonimo girato nel 1919 dalla prima regista donna italiana, Elvira Giallanella, una pellicola dal contenuto umoristico-satirico-educativo che mirava a veicolare un messaggio pacifista. Ne “la vetta” veniamo guidati da un profondo riff di basso in un viaggio verso il Nord Europa, tra gli echi post-rock di quelle latitudini ed elementi di elettronica, accompagnati dalla combinazione delle note pungenti della chitarra elettrica e di quelle melliflue della zither. “passaggi” si apre con un omaggio a Nick Drake di Cello Song che si evolve in energici fraseggi folk/finger picking, con la partecipazione di Nelide Bandello alla batteria. “disarmo” è un intermezzo molto particolare perché suonato con uno strumento costruito dallo stesso Cabeki chiamato arpa battente. È un brano composto su due livelli: uno ripetitivo che va come a scandire il ritmo del brano e un altro fatto di dissonanze che lo avvicinano alla musica giapponese per Koto. Con “cromo” continuiamo il nostro viaggio, questa volta accompagnati da ritmi blues ma con la stessa attitudine orientale conferita dal suono del cumbus, uno strumento a corda che fonde appunto il banjo e l’oud, il liuto mediorientale. Il tutto alterato da tape echo e distorsioni. “falia” è un brano che vede la partecipazione del violoncello di Julia Kent, la quale riempie di ampi sospiri questo walzer lento denaturalizzato, seguito da “affiora”, un ragtime 2.0, che è la traccia più  leggera di tutto l’album, il quale si chiude con “ultima luce”, ispirata dichiaratamente alle composizioni di colonne sonore italiane anni ‘70 ma arricchita da elementi di elettronica che le riportano nel presente e la partecipazione di Sebastiano De Gennaro al vibrafono. Il terzo album di Cabeki ci si presenta quindi in tutta la sua potenza immaginifica e creativa, in grado di trasportare l’ascoltatore in luoghi remoti ma sempre molto vicini: si tratta pur sempre del regno dell’immaginazione, che si trova nella parte più vera dell’animo umano. Tutti questi brani verranno presentati live e saranno ri-arrangiati per poter essere suonati in solo da Cabeki. Grazie all’utilizzo di un’app della Moog per iPad suonata “con i piedi” tramite un’apposita pedaliera e una loop station collegata a chitarre acustiche e zither, li eseguirà dal vivo senza l’ausilio di basi pre-registrate o sequenze.

LIVE:
15/12/17 Colle Val d'Elsa (Si) @ Bottega Roots

06/05/17 Bassano del Grappa (Vi) @ Piazza del Brenta (double bill con Stefano Pilia)
07/07/17 Cesena @ La Cantera
06/09/17 Fortezza Castelfranco Finale Ligure (SV), teChe
07/09/17 Bergamo

6/11/16  CREMONA @ CIRCOLO ARCIPELAGO                    
9/11/18 FORLI' @ DIAGONAL LOFT CLUB                     
10/11/16 MONTIGNANO (Senigallia) @ GRANCETTA
11/11/16 SPINETOLI (AP) @LAGO DI OZ
24/11/16 LANCIANO (CH) @ CAFFETTERIA FERNAROLI
25/11/16 SOLETO (LE) @ ARTELICA
26/11/16 TARANTO @ HAUSKONZERTE
27/11/16 LAMEZIA TERME @ CAFFE' RETRO
1/12/16 TERNI @MISHIMA
2/12/16 VITERBO @ ALL'IMPROVVISO
3/12/16 SANSEPOLCRO (Ar)@ EFFETTO K
4/12/16 BOLOGNA @NERO
6/12/16 PERUGIA @POSTMODERNISSIMO
11/12/16 FIRENZE @ RIEN21
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 04/01/2018 19:07:37
[(Uk / Sunday Best, Domino)]


Dopo il più che promettente EP "The Prelude", arri va il primo album sulla lunga distanza per Lookman Adekunle Salami, in arte L.A. Salami, da Londra.
A renderlo disponibile Sunday Best e Domino. 
Chiamatelo Urban Folk o Blues Postmoderno, comunque sia rimane uno schiaffone in faccia ed un meteorite che cade nello stagno. be aware!

video di "The City Nowadays

"Films used to be...Great. Now they’re easy to make, easy to sell, easy to get bored of - everything’ s 4 stars or more - Everything’s the best film of the year - Fast food films - Fast food music - Fast food politics - Fast food ideologies - What’s the worth of working to live at the cost of your soul? So much so that you don’t want to live at all?" L. A Salami

Debut album from L.A. Salami AKA Papa Stokely AKA The New Wave Slave… ‘Dancing With Bad Grammar’ is set for release on August 26th.
Having only picked up the guitar a few years ago after being given one for his 21st birthday L.A. Salami recorded the album in one week at Urchin Studios in Hackney, London (“I wanted to get it live; I’m not interested in the tracking thing”).
Working with engineer Dan Cox and producer Matt Ingram, who he was introduced to by old friend and touring partner Lianne Le Havas, L.A. has produced an album of 11 eclectic and exquisite tracks.
The first taste taken from the album is the single ‘The City Nowadays’; an energetic tumble of ideas and influences, mixing beat poetry, chain-gang blues, hip-hop and pithy one-liners. As L.A. explains, “I call my music postmodern blues. I’ve always loved the blues, and I think of this album as my version of blues songs. ‘The City Nowadays’ is like that.” See the video here.
Alongside the single are the more folk tinged tracks ‘Day To Day’, on which he plays harmonica like he was born to it, ‘Why Don’t You Help Me’ and ‘I Can’t Slow Her Down’ – both beautiful folk songs in the Nick Drake tradition which this brand new guitarist plays with astonishing skill.
 “I want to portray modern life using the past as a vehicle,” concludes L.A. “I love Sixties and Seventies music, that’s where my heart is. But I don’t want it to sound of the past, I want it to speak of now.’
LIVE:
08/09/17 Mantova, Festival della Letteratura
09/09/17 Roma @ Angelo Mai

08/07/17 Marina di Ravenna @ Hana-Bi
09/07/17 Galzignano sul Venda (Pd) @ Just Like Heaven
04/11/16 Parma @ Barezzi Festival
15/09/16 Avellino @ Godot Art Bistrot
16/09/16 Orvieto @ Valvola
17/09/16 Ravenna @ Moog Bar
18/09/16 Padova @ Anfiteatro del Venda
19/09/16 Roma @ Unplugged in Monti
20/09/16 Terni @ Mishima
ultimo aggiornamento: 31/10/2017 13:32:31
Interiors
[(Ita / Brutture Moderne]


Interiors
Plugged

“Interiors” è un viaggio che unisce elettronico e analogico e cavalca il ritmo senza mai abusarne, in cui Valerio Corzani (voce, basso semiacustico, basso tinozza, percussioni, laptop e Iphone) ed Erica Scherl (violino, tastiera, effetti e looper),mettono in moto un tracciato pieno di fibrillazioni e sorprese, spesso creando un forte connubio con suggestioni visive, come quelle deisuper8 sperimentali di Derek Jarman, o dei film del regista franco canadese YannArthus-Bertrand.

Groove ossessivi stemperati dal violino di Erica Scherl (già con Alboreo, Stenopeica, LesViolons d'Ingres), corde acide arrotondate dai bassi profondi di Valerio Corzani (MauMau, Mazapegul, Daunbailò, Gli Ex, Caracas), tastiere felpate e suoni spaziali, in un continuo scambio di ruoli, che non perde mai d’occhio il sostegno percussivo e la balance ritmica. 
Squarci dub, improvvisazioni di taglio jazz, collage timbrici che sfiorano il glitch, sfumature etniche, incorniciati dallo spokenpoetry di Corzani i cui testi sono accomunati dalladescrizione di paesaggi che possono sembrare "esterni" se non fosse per la dimensione onirica potente che li fa ridiventare "interni" ed interiori…come quadri di Dalì.    
Arredamenti sonori per ambienti che fluttuano e si trasformano. Un viaggio musicale che si presenta davvero onirico e “stupefacente”. Corrispondenze d’amorosi sensi, strategie dei sentimenti, ipotesi di corteggiamenti tra coppie di elementi mai scontate: il violino e il basso, il legno e il magnete, le frequenze e i chip, le immagini e i suoni, i cerchi ritmici e le fughe solistiche…
Materiali musicali che sono finiti in “Liquid”, l’album d’esordio degli Interiorsuscito nel 2014 per la MinusHabensRecords (che vede una collaborazione con il producer argentino Leonardo Martinelli akaTremor), e nel secondo album "Plugged" in uscita alla fine del 2016 per Brutture Moderne.

Gli Interiors - che dal vivo presentano il suggestivo colpo d’occhio di un duo pieno di ammenicoli e di strumenti deviati, autocostruiti (il fenomenale basso tinozza), modificati, trattati, oltre all’incantesimo suadente del suono di un violino - si sono già esibiti in prestigiosi festival e numerosi teatri (“Lugo Contemporanea”, “Adriatico Mediterraneo” di Ancona, “Leggere la città” di Pistoia, “mob” di Bologna, “Looped” di Pisa, Dromos Festival di Oristano, Calagonone Jazz, Bellaria Film Festival, Teatro San Leonardo di Bologna, Teatro Leopardi di San Ginesio, Chamoisic) e in una lunga teoria di club del nostro paese. 
Ai progetti in duo si affiancano le collaborazioni con la poliedrica cantante Serena Fortebraccio per "Terra Madre/Terra Matrigna", con il funambolico Boris Savoldelli per "Futurismi", con Claudio Milano in un progetto dedicato alla figura di Pasolini, e con Alessandro Martignoniaka Billy Bolla per il poetico spettacolo "Liquid", che ha debuttato nel 2016 aprendo la stagione "Teatro Musica" di Laboratori Permanenti a Sansepolcro (AR).
Nei loro numerosi concerti dal vivo, hanno avuto il piacere di arricchire i propri suoni con l'apporto generoso di molti amici e ospiti, fra i quali, Mauro Campobasso, Massi Amadori, Giorgio Li Calzi, Gionata Mirai, e hanno partecipato come ospiti a Harpness, il secondo lavoro discografico dell'arpista Raoul Moretti.
Nel Dicembre 2014 hanno fatto uscire un lungo brano natalizio (quasi 20 minuti): “Soundtrack for a Christmas Tree” ideato e concepito come vera e propria colonna sonora di un albero di Natale e abbinato in seguito a un video curato dal regista Fabio Fiandrini.
Interiors ha vinto con il video di “Blue Darkness” (firmato dal regista canadese Justin Bolduc-Turpin) il “Lake Doc International Festival. Il brano “Blue Darkness”è stato inserito anche nella colonna sonora per il cortometraggio "La camera di Pietro" della regista russa Alina Gurinova, ed è stato selezionato al SilkRoad Film Festival 2015 di Dublino.


Rassegna stampa
“Da un’idea di Valerio Corzani ed Erica Scherl nasce un nuovo modo di vivere la musica…Quello che ci appare davanti è un viaggio musicale che si presenta davvero onirico e “stupefacente”…” Wired)

“…per viaggiatori curiosi di orizzonti sospesi tra musica da camera, dub, sensazioni world e narrazione poetica…Il paesaggio è spesso desertico, con qualche effetto che spinge verso lo spazio”(Rumore)

“Un disco “suonato liquido” con le app dell’Iphone, ma ben riscaldato dai sapienti suoni analogici di Corzani ed Erica…Atmosfere cadenzate e dubbeggianti sostenute da bassi profondi e groove percussivi, sui quali si incastrano armonie arabe e spokenpoetry visionari” (Il Fatto Quotidiano)

“Suoni sperimentali, ricercati, ma che trattengono sempre una buona dose di fuoco e calore…Un soul futuristico e futuribile” (Musical Box-Radio2Rai)

“Musica multipolare e piena di atmosfere diverse, ora rarefatte ora trascinanti” (Stereonotte-Radio1Rai)


“Grazie a violino, basso, laptop e qualche applicazione per smartphone, i due musicisti creano splendidi ambienti sonori, che riescono allo stesso tempo a modellare lo spazio e ad adattarsi ad esso”
(Radio Città del Capo)

“Una riuscita miscela di spokenpoetry, ambient, suoni elettronici, loops, apps per Iphone”
(Musica Jazz) 

LIVE:
02/12/16 Prato @ Ex Chiesa di S. Giovanni
07/01/17 Cesena @ Rocca Malatestiana

MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 08/04/2017 23:57:06
[(Usa / Sacred Bones, Bella Union)]

Da oltre un decennio Marissa Nadler è una delle artiste più importanti e amate della scena gothic/Americana, con una statura artistica tale, tuttavia, da renderla una delle musiciste più trasversali per ispirazione e risultati. Strangers è il suo settimo disco e probabilmente il migliore. La sua musica è uno stato delle mente onirico, oscuro, persino apocalittico ma mai senza speranza. 
Con Strangers Marissa Nadler ha abbandonato alcuni dei limiti che si era autoimposta negli album precedenti, abbandonando le soluzioni più scarne e tuffandosi oltre un orizzonte onirico surreale, profondo, apocalittico persino. Le storie di questi “Sconosciuti” si basano sull'istinto, sulla rottura, l'illusione, la delicatezza che non vuole rassegnarsi a essere fragilità. Quella di Marissa è una voce unica ma collettiva.
LIVE:
20/12/16 Ravenna @ Bronson (opening act: Jess Williamson)
21/12/16 Milano @ Santeria Social Club (opening act: Jess Williamson)
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 20/02/2017 18:09:05
[(Uk / 12K)]


Con "Orwell Court", quarto episodio di un percorso artistico in continua crescita, lo scozzese Gareth Dickson firma l'opera della consacrazione e si conferma una delle voci più autorevoli tra i songwriters di nuova generazione. Già collaboratore in studio e in tour di Juana Molina e più recentemente di Vashti Bunyan (special guest nel disco), Dickson ha sviluppato in questi anni uno stile personale e riconoscibile: un picking ricercato, elaborato eppure asciutto, avvolto in vaporosi riverberi elettroacustici, e un cantato sognante, confidenziale, a volte sussurrato, che penetra sotto pelle e trasporta l'ascoltatore in una sorta di trance. Su tutto aleggia un'aura magica, quasi una presenza fantasmatica; forse quella di Nick Drake, del quale verrebbe da dire che Gareth Dickson è oggi il più credibile e ispirato erede. 

"Il musicista scozzese torna con un nuovo disco che ancora una volta rivela il suo magico universo fatto di tessiture sognanti costruite attraverso il suo virtuoso picking denso di vaporosi riverberi" Triste Sunset
Disco della settimana su Music Won't Save You
La recensione di S. Pifferi su Sentire Ascoltare 

"an artist of real originality.... haunting" The Wire magazine.

Il video di The Big Lie
LIVE:
23/03/17 Perugia @ ex Chiesa S. Anna e delle Derelitte
24/03/17 San Lorenzo in Campo (PU) @ Teatro Tiberini, "Klang"
25/03/17 Napoli @ Riot Studio
26/03/17 Lanciano (Ch)  @ La Caltapie
27/03/17 Avellino @ Godot Art Bistrot
29/03/17 San Gemini (Tr) @ Tempio San Giovanni, "Degustazioni Musicali"
30/03/17 Genova @ Teatro Altrove
31/03/17 Roma @ Chiesa Valdese "Unplugged in Monti Church Sessions" (w/ Sodastream)
01/04/17 Firenze @ Sala Vanni
02/04/17 Bassano del Grappa (Vi)

MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 05/04/2018 08:43:47
[(Ita / Brutture Moderne)]


A ben otto anni da “About Anything”, il precedente disco solista, e a tre da “Echoes On”, l’ultima, apprezzatissima, uscita dei Sepiatone (progetto a quattro mani con Hugo Race), torna a farsi sentire Marta Collica, cantautrice e musicista catanese da tempo residente a Berlino.

Marta racconta così la genesi dell’album: “Inverno è una raccolta di canzoni scritte nell'arco di alcuni anni, durante i quali sono stata impegnata con altre produzioni e progetti, e che probabilmente non avrei ancora registrato se alla fine di un concerto a Berlino (in duo con Cam Butler) il produttore anglotedesco Brio Taliaferro non mi avesse invitato a raggiungerlo in studio per fermare quel momento della performance in duo…. Le registrazioni in presa diretta, l'entusiasmo e la spontaneità di quegli eventi sono poi diventate le basi della produzione del disco, continuata dapprima a casa-studio con Cam, divertendoci a sperimentare con arrangiamenti e overdubs, in una seconda fase a Parigi, Catania e Melbourne, durante tour sia miei che suoi, raccogliendo i contributi di amici musicisti, e infine di nuovo a Berlino dove ci siamo rivisti per ultimare i mix e coordinare gli interventi degli altri collaboratori. Non si tratta di una modalità estranea alle mie abitudini di lavoro: nei miei dischi c'è spesso estemporaneità e un’attitudine lo-fi: lo studio casalingo è piuttosto minimale e mi piace lavorare negli spazi in cui vivo, con i tempi che vengono dettati da un ritmo naturale e dalle mie abitudini; le sere sono i momenti più calmi,  amo trovarmi col microfono o gli strumenti e catturare un momento forse imperfetto ma che in solitudine risuona più vero”.
Dunque una faccenda molto intima e privata, questo disco. Dodici tracce in cui l’immediatezza è cifra estetica e modus operandi prima ancora che propensione melodica. Le canzoni si ispirano a una stagione immaginata, nella quale la riflessione ha il sopravvento sull’azione e l’attesa rasenta l’immobilità. Il mood di fondo è notturno e pensoso (Clandestine), alcuni brani hanno la qualità sfuggente dei sogni (Will we know more) altri la fragilità di un segreto confidato ad un amico (Inverno, She travels fastest) o la dolcezza di un ricordo che riemerge dal passato (Stay In wonder). Ma non mancano episodi più briosi e vivaci, schegge pop grezze e istintive come pensieri appuntati su un taccuino (In this town, Dov’è che finisce). Marta canta (alternando italiano e inglese) e suona (tastiere, chitarre, percussioni) con la grazia disinvolta che contraddistingue le sue produzioni, supportata da una serie di musicisti abilissimi nell’entrare in punta di piedi nel suo universo personale e nell’aggiungervi sfumature, colori e punti di vista, contribuendo con slide, tremoli, drumming, archi, lamiere, fiati e voci al sound languido e ipnotico del lavoro. Tra i tanti collaboratori, menzione speciale per il già citato Cam Butler e per Déko, presenti in tutte le tracce, e da segnalare gli amici di lunga data Catherine Graindorge, Giovanni Ferrario, Giorgia Poli, Davide Mahony, Hugo Race.


Bio

Cantautrice e musicista siciliana formatasi nel primo line up dei Micevice di Giovanni Ferrario e nei Groovy Guru di Cesare Basile, Marta Collica prende parte a tours e collaborazioni internazionali da circa un decennio, spostandosi in vari luoghi in Europa a seguito di diversi progetti.

Dal 2005 fa parte della nuova band del compositore e produttore inglese John Parish (Pj Harvey, Eels, Giant Sand) con cui registra (voce e tastiere) il disco Once Upon a Little Time (Thrill Jockey 05, Usa) e diversi brani per colonne sonore (Dutch television drama ‘WALTZ’ 2006, dir. Norbert Ter Hall, "Screenplay" album, uscito per l'etichetta americana Thrill Jockey), esibendosi dal vivo in numerosi tour in Europa e Usa. Idea il progetto e band Songs with Other Strangers, collettivo di musicisti di diversa provenienza (insieme a Cesare Basile, John Parish, Hugo Race, Stef Kamil Carlens, Manuel Agnelli, Giorgia Poli, ospiti Steve Wynn, Jean Marc Butty e Rodrigo D'Erasmo) sino al 2007, per circa 7 anni partecipa ai tour europei degli australiani True Spirit come backing vocalist e keyboard player.

Coautrice di musiche e parole proprio insieme a Hugo Race, con cui collabora dalla prima produzione dei Micevice  “Experiments in the Duration of Love”, (registrata e prodotta a Melbourne da Race nel 98),  Marta e’ la voce dei Sepiatone, “che con indifferente intensità, evoca l’atmosfera seduttiva e lunare di un road movie in slow motion” (Rumore): la critica trova i riferimenti di rito in Beth Gibbons, Mazzy Star, Julie Cruise, Lisa Germano sottolineando la poeticita’ dei testi ed il mix imprevedibile di psichedelia e  rarefazione delle sue canzoni. Il duo Iitalo-australiano ha all'attivo tre dischi (In Sepiatone, Darksummer, e Echoes On con distribuzione e ottimi feedback di critica anche in Germania)

Le collaborazioni si intensificano a Berlino dove Marta risiede da anni: partecipa alle registrazioni del disco "Movie's Magic" dell'artista sperimentale Sebastian Meissner (aka Klimek) e viene invitata dalla curatrice e artista newyorkese Danielle De Picciotto, come unica rappresentante femminile, a comporre musica per la mostra contemporanea di arte surrealista pop "FEEDBACK", accanto a FM Einheit, Algis Kizys, Mick Harvey, Adrian Stout, Jacob Kirkegaard e Alexander Hacke. La mostra a Berlino, recensita dal NY Times, viene ospitata dalla fondazione Mousonturm a Francoforte. Negli ultimi 3 anni Marta ha anche preso parte a una serie di spettacoli e residency d'artista a Parigi basati sugli scritti dell'autore americano Raymond Carver, insieme alla band francese Atlas Crocodile, il cantautore parigino Gaspard La Nuit e il produttore inglese e assiduo collaboratore John Parish. Il collettivo, dal nome Playing Carver, ha prodotto il disco omonimo in distribuzione in Francia dall'anno scorso. Ultimo prodotto nell' ambito di collaborazioni speciali, in ordine di tempo, il disco Silent Town uscito lo scorso maggio in Italia per Viceversa Records, che la vede come cantautrice e cantante insieme al gruppo di world sperimentale Italo-Palestinese Dounia.

Marta ha gia' pubblicato due dischi da solista: "Pretty and Unsafe"(Desvelos, 2007) e “About Anything" (Solaris Empire DE - Desvelos IT, 2009) usciti in Italia e Germania. Tramite essi si dedica anche alla produzione delle sue canzoni e sperimenta sempre piu' intensamente con i suoni dell'ambiente circostante e nuovi strumenti, sia analogici che elettronici. Il suo stile musicale trascende gli influssi folk blues, il low fi e il songwriting per spostarsi in una dimensione onirica e sensoriale dove trova ancora piu' spazio la contaminazione e la suggestione cinematica.

Il terzo disco solista “Inverno” in uscita a marzo 2017 su Brutture Moderne la vedrà' collaborare in veste di co-produttore con il compositore e chitarrista australiano Cam Butler.



LIVE:
6/5/18 Firenze @ Fabbrica Europa con John Parish Band
8/5/18 Ravenna @ Lido di Adriano, Cisim
11/5/18 Verona @ Cohen

10/7/17 Mantova, Arcipelago Ocno
7/4/17 Firenze @ Arci Progresso
8/4/17 Pergola (PU) Villa Tereze
9/4/17 Terni @ Caffé Bugatti
12/4/17 Genova @ Teatro Bloiser

MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 26/05/2018 11:01:14
[Specula Records]


Qualcosa che non vi aspettereste proprio: la cover di “Hey Hey My My” di Neil Young firmata da Teho Teardo e Blixa Bargeld, il duo più oscuro della musica contemporanea, incessantemente dedito a tracciare nuove rotte per l’anima musicale europea.

Si apre proprio con questo monolite rock del celebre musicista canadese il nuovo EP dei 2 artisti, disponibile da oggi, 31 marzo, nelle piattaforme digitali e nei migliori negozi di dischi in vinile per l’etichetta Specula Records. 

A 2 anni dal precedente EP “Spring”, “Fall” segue il lungo tour dell’ultimo, celebrato album “Nerissimo” che ha portato Teardo e Bargeld a suonare in tutta Europa, Cina e Giappone ed anticipa una nuova serie di concerti. “Fall” esce proprio alla fine dell’inverno e raccoglie quanto realizzato in questi mesi tra Roma e Berlino. 

In questa versione di “Hey Hey My My”, emergono le distorsioni, Blixa si impadronisce del rullante, la sega musicale diventa una bacchetta magica che veste la canzone di un abito misterioso e, in un crescendo di archi, clarino basso e chitarra baritona, si celebra la scomposizione di una delle canzoni più significative del passato, per rinvenire quella scrittura nell’Europa dei giorni nostri. Perché “una cover si esegue per liberarsi di una canzone che ci perseguita da anni, lo si fa dopo aver trovato se stessi nelle profondità di qualcosa scritto da altri” spiega Teardo.

Oltre al classico di Neil Young l’EP contiene altri tre brani inediti: “Ziegenfisch”, “Testosteron Sklaven” e “Bianchissimo”.

“Fall” è una vera wunderkammern sonora in cui (ri)scoprire l’attualità di quelle forme primarie, di quei tratti fondanti della cultura europea cari a Teho e Blixa, compresi gli accenni dada del testo di “Bianchissimo” (“Ho superato la membrana/Dò via lino bianco pulito a tutte le anime del Purgatorio/Ho un negozio di biancheria che si chiama Bianchissimo”), un brano ipnotico e teatrale il cui titolo è un evidente divertissement che richiama, per contrasto, il titolo dell’ultimo LP. “Bianchissimo” è una canzone creata impiegando tutte le tracce registrate per la canzone “Nerissimo” e che non sono state utilizzate nel mix finale. 

Ai 2 maestri di cerimonia, nel disco si affiancano David Coulter alla sega musicale, Gabriele Coen al clarino basso e tutta la sezione di archi con Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino, Ambra Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello.
Dopo aver presentato in anteprima assoluta il nuovo EP “Fall” al Palais de Tokyo a Parigi, il duo riprenderà a suonare in Italia nei prossimi mesi ed eseguirà, oltre ai pezzi del nuovo EP, un lungo brano finora inedito. 
Nella line up del tour ci saranno Laura Bisceglia al violoncello, Gabriele Coen al clarino basso ed un quartetto d’archi.

Ascolta "Hey He My My" 

LIVE:
04/05/18 Bergamo @ Druso
05/05/18 Udine @ Teatro Palamostre
06/05/18 Torino @ Hiroshima Mon Amour

04/08/17 Pesaro @ Villa'n'Roll Festival
18/05/17 Bologna @ Locomotiv Club
19/05/17 Trieste @ Teatro Miela
ultimo aggiornamento: 12/09/2018 14:52:41
[Usa / Sinderlyn]


Anticipato dal singolo “The Wilderness” è uscito il 20 ottobre su Sinderlyn “In a Time Of Trouble a Wild Exultation”, terzo disco in studio del cantautore Jaye Bartell.

Dopo aver passsato il 2016 in tour come suppporto a Kevin Morby Bartell ha fatto ritorno a casa ad Asheville per lavorare sul nuovo materiale affiancato dal produttore Adam McDaniel e da amici di lunga data come Angel OlsenShane Parish & Ryan Oslance (Ahleuchatistas), J Seger, Emily Easterly, Michael Libramento, e Noel Thrasher.
Bartell, già in Italia lo scorso marzo, è uno dei più interessanti e promettenti autori di nuova generazione. Si fa notare per una scrittura asciutta, supportata da testi taglienti, e una voce particolare, cavernosa e a tratti indolente, che ricorda Bill Callahan/Smog, Calvin Johnson o certe cose dei Magnetic Fields... 

Questo il video di "Give Erin A Compliment (So Kind)", con la collaborazione di Angel Olsen

"Jaye Bartell's voice has a deep resonance reminiscent of Leonard Cohen. His words combine storytelling and poetry into powerful songwriting." - NPR

"Jaye Bartell has one of those unusual voices that’s strangely beautiful despite being unconventional, like Arthur Russell or Morrissey." - No Depression

LIVE:
in duo con Laura Loriga (Mimes of Wine) a tastiera/voce

16/02/18 Padova @ Circolo Nadir (solo show)
17/02/18 Fermo @ Teatro Nuovo di Capodarco - Klang
18/02/18 Perugia @ T-Trane Records
19/02/18 Roma @ Unplugged in Monti

MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 21/03/2018 20:47:20
[(Ger-Usa / Not Two Records, Trost Records)]


La figura di Brötzmann ha sempre sollevato un certo interesse anche al di fuori della scena impro / free jazz a cui formalmente appartiene. Vuoi per l’aura ormai leggendaria che circonda quel Machine Gun del ’68, con la sua inaspettata carica di violenza sonora capace di generare entusiasmi anche nei cultori della musica “estrema” in senso lato, vuoi per un prolifico eclettismo che l’ha portato a sperimentare forme musicali diverse e un gran numero di collaborazioni con personaggi di difficile catalogazione. Come Heather Leigh, per esempio, musicista americana trapiantata in Scozia con all’attivo numerose uscite che negli ultimi anni sta vivendo un’impennata di popolarità col suo atipico approccio al suo strumento d’adozione, la pedal steel guitar, e che ha accompagnato proprio Brötzmann in tour.

Ears Are Filled With Wonder, registrato live a Cracovia nel Novembre del 2015 e pubblicato l’anno seguente dalla Not Two Records, è costituito da un singolo pezzo di ventotto minuti di fluente e deciso confronto tra la pedal steel guitar della Leigh e i fiati del venerando jazzista. Un’unica sessione senza pause che si apre con il grido prolungato, acre, rauco del tárogáto (uno strumento a fiato della tradizione ungherese), che modula una sorta di aspra e travagliata invettiva, resa ancora più vivida per contrasto dall’ingresso delle parti dell’americana, che nella loro risonante fissità fanno da texture di base agli svolazzi bruschi e ai picchi dello strumento a fiato. Più volte nel fluire del pezzo viene usata questa disposizione, con i fiati a dare dinamismo e drammaticità e lo strumento a corda a dare quasi un senso spaziale all’intero frangente, salvo poi lanciarsi in momenti più dialogici con il sax espandendo o riformulando la tessitura melodica. L’empatia tra i due pare dotare il lavoro di un respiro proprio, alternando picchi di concitazione straziata, sulla falsariga della prima fase, a trame rarefatte e fraseggi di sassofono o di clarinetto più meditativi, quasi venati in alcune sezioni di un blues umbratile. Il risultato è una conversazione che stupisce per un’immediatezza non comune in ambito free, e che soprattutto pulsa di un lirismo tanto vivido quanto emozionante. (da The New Noise)
LIVE:
19/05/17 Torino @ Ex Cimitero San Pietro in Vincoli, "Jazz Is Deas"
21/05/17 Cadoneghe (Pd) @ Villa Da Ponte 
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:47:13
[(Usa / Dead Oceans)]


Roomsound 15th anniversary reissue & tour
15 anni fa usciva "Roomsound", il primo disco dei Califone. Quello che si dice un album seminale, in grado di tracciare una linea e anticipare tendenze, lontano dai riflettori ma ben presente nella testa e nel cuore di addetti ai lavori, musicisti e appassionati. Band come Wilco, Iron & Wine e Modest Mouse, per citare nomi con i quali i Califone vantano amicizie e collaborazioni assai strette, hanno ampiamente attinto alla miniera di suoni che la band di Tim Rutili sciorinava nei dieci brani di quell'esordio fulminante ma soprattutto all'idea che lo sottendeva: innestare nel corpo sonoro dell'american music, fatto di folk, country e blues, elementi di disturbo, "scarti" e deviazioni, provocando un disorientamento produttivo e rigenerante; della serie, rendere strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano. Di questa cifra estetica i Califone erano e sono indiscussi maestri e gli innumerevoli tentativi di imitazione tali sono rimasti. Slide polverose e schegge elettriche, elettronica in bassa fedeltà e tastiere analogiche, suoni trovati e percussioni autocostruite, ripiegamenti acustici alternati a impennate rabbiose, vocalità dolente ma anche corale e trascinante sono il marchio di fabbrica di quel disco (e dei suoi successori, altrettanto belli).
Attenta com'è ai percorsi e alle sorti del songwriting di qualità, la Dead Oceans (casa, tra i tanti, di The Tallest Man on Earth, Phosphorescent, Riley Walker, Bill Fay) non si è lasciata sfuggire l'occasione del quindicennale e lo scorso autunno  ha ristampato "Roomsound" in una versione deluxe; parallelamente la band si è ritrovata per un pugno di date nordamericane a celebrare anniversario e reissue, suonando il disco dall'inizio alla fine. Al fianco del sempre presente Rutili si sono così rivisti i membri storici Ben Massarella e Brian Deck (già con lui nei mitologici Red Red Meat) e i giovani Wally Boudway & Ross Andrews dei Wooden Indian Burial Ground. Un supergruppo, insomma. Lo stesso che calcherà i palchi italiani da fine maggio a metà giugno per un tour che si preannuncia indimenticabile.
LIVE:
Califone plays Roomsound 
15th anniversary reissue & tour

30/5/17 Padova, Summer Student Festival
31/5/17 Firenze, Sala Vanni, Glorytellers
1/6/17 Recanati (An), Teatro Persiani, Klang
2/6/17 Genova, Altrove Teatro della Maddalena
3/6/17 Vadena (Bz), Piazzetta del Castello 
4/6/17 Santarcangelo di Romagna (Rn), Supercnema, Strade Blu Festival / Dogville
6/6/17 Terracina (Lt), Tracce
7/6/17 Napoli, Cellar Theory
8/6 17 San Gemini (Tr), Tempio di San Giovanni, Degustazioni Musicali
10/6/17 Roma @ Monk
11/6/17 Guastalla (RE), Handmade Festival

INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:51:08
[(Usa / Tin Angel, Drag City)]


Performer transgender, pianista, orso arpista, gatta fisarmonicista, artista di strada, ex organista di chiesa, cantante, membro della band di Marc Almond e dei Current  93, collaboratrice di Bonnie Prince Billy, Larsen, Andrew W.K., Antony and The Johnsons: questa e  altre ancora le incarnazioni di Baby Dee, artista poliedrica e inafferrabile, classe 1953, originaria di Cleveland. Le sue tante anime e le più disparate esperienze di vita sono condensate nella musica che scrive e nelle canzoni che interpreta:  poetiche, ironiche, struggenti e graffianti.

L'ultimo album di Baby Dee è del 2015, si intitola "I am stick" ed è uscito sull'inglese Tin Angel Records. Dee l'ha definito un “road album”, musica da viaggio che va dappertutto toccando sentimenti come l’amore, il dolore, la mancanza di vergogna, la stupidità e la tranquillità.
Vi hanno collaborato Christina De Vos, Colin Stetson e una band formata da Alex Neilson (batteria) Joe Carvell (Basso) Victor Herrero (chitarra) Jordan Hunt (archi).

www.babydee.org 

http://www.thewire.co.uk/audio/tracks/hear-baby-dee-track
video "The Dance of Diminishing Possibilities"
video "Safe Inside The Day"
Intervista per Indie Eye
LIVE:
23/11/17 Avellino @ Godot Art Bistrot
24/11/17 Roma @ Angelo Mai
25/11/17 Parma @ Borgo delle Colonne
26/11/17 Milano @ secret show

07/07/17 Santarcangelo di Romagna (Rn) @ Santarcangelo dei Teatri
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 04/01/2018 19:07:52
[New Zealand / FIre Records]



“Part Sun Ra otherworldiness, part Sublime Frequencies and part ESG … Orchestra of Spheres blew us away. I’ve seen them several times since that first gig and the magic only intensifies each time.”
Dan Snaith, Caribou

"un'anima psichedelica che si fonde con strati funk, labili dinamiche 'danzerecce', venature melodiche, ruvidità intrinseche e ritmi irregolari e che in alcuni brani sfiorano un elevato livello di sperimentazione e anche minimalismo" Ondarock

"groove alieno, poliritmie africane, voodoo marcio, funk bianco deformato e dall’attitudine spacey, elettroniche d’accatto, percussività incessante ed eclettica, gamelan indonesiani, tradizionali del Borneo e tutto ciò che vi può venire in mente – frullato insieme – dai 23 Skidoo ai Rapture lo ritroverete miscelato in varie dosi... con in più una capacità teatrale non indifferente." Sentire Ascoltare

Orchestra of Spheres returned to Europe in 2016 with a new album 'Brothers And Sisters Of The Black Lagoon' (Fire Records), following in the wake of the genre defying future classics 'Nonagonic Now'(2010) and 'Vibration Animal Sex Brain Music' (2013). Described variously as 'a surreal road-trip through a hyper primal, fuzzed-out, synth laden, garden of Eden', the New Zealand 4-piece are a hot, dynamic unit who present a live show that defies both categorization and expectation. Using home made instruments and adorned with dazzling costumes, Orchestra Of Spheres' dazzling otherness and sheer party energy will enliven any place anywhere if given the chance!
LIVE:
12/07/17 Udine @ VISI(on)AIR
13/07/17 Offagna (An) @ New Evo Festival
15/07/17 Palazzolo sul Senio (Fi) @ Fresco Festival
17/07/17 Terracina (Lt) @ Tracce
ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:50:18
[Gre-Aus / Bella Union Records]


"Black Peak" è il secondo disco di questo duo stellare, composto dal liutista cretese George Xylouris (figlio del leggendario cantante e suonatore di lira Psarandonis) e dall'australiano Jim White, pirotecnico batterista dei Dirty Thtree (anche con Cat Power, Bill Callahan/Smog, Pj Harvey, Bonnie Prince Billy).
Prodotto da Guy Picciotto (Fugazi) e uscito a ottobre sulla benemerita Bella Union, "Black Peak" è un disco di avant folk nomade e caleidoscopico, frustato dal vento, intriso della forza degli elementi e innervato da una tradizione in costante movimento. Benché l'album sia già notevole, è dal vivo che il duo dà il meglio di sé, lanciandosi in avventurose e coinvolgenti session dove talento e ispirazioni  si mettono al servizio della pancia e del cuore. Provare per credere

Darwish Two (scelto da Nick Cave per una compilation su Mojo)

Mojo ****
LIVE:
14/07/27 Cotignola (Ra) @ Arena delle balle di paglia
16/07/17 Reggio Emilia @ Musei Civici / Sound Museum 2 (a cura di Red noise)
23/08/17 Calitri (Av), Sponz Fest 2017 (concerto all'alba)
03/09/17 Sterpo di Bertiolo: (Ud) @ Villa Colloredo Venier, Musica in Villa
06/09/17 San Sperata (Ca), Arte x arTE, incontro/intervista con i musicisti
07/09/17 Cagliari EXMA
09/09/17 Palau (Or) @ "Isole Che Parlano"Festival
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 22/09/2017 10:49:59
[Usa / Mute Records]


Chitarrista e cantante di Long Island (NY), componente storico dei Sonic Youth, solista, produttore, scrittore, poeta e editore, Lee Ranaldo è stato incluso (con il sodale Thurston Moore) nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi dalla prestigiosa rivista Rolling Stone
Da quando la gioventù sonica ha deciso di prendersi una pausa, Lee ha intensificato la sua attività solista, anche in veste di narratore e artista visivo. In questi anni sono usciti due album su Matador (a nome Lee Ranaldo and the Dust, band che annoverava tra gli altri Alan Licht alla seconda chitarra e Steve Shelley alla batteria) e uno acustico (intitolato "Acoustic Dust") sulla El Segell, etichetta costola del Primavera Sound. A settembre 2017 è uscito su su Mute Records il suo nuovo lavoro "Electric Trim", disco i cui testi sono stati elaborati a quattro mani insieme allo scrittore Jonathan Lethem. Dal vivo l’artista americano è affiancato dal polistrumentista spagnolo (anche produttore del disco) Raul "Refree" Fernandez e dalla baterista Booker Stardrum.

LIVE:
ELECTRIC TRIM TRIO
06/03/18 Trento @ Teatro Sanbàpolis - Transiti
07/03/18 Milano @ Magnolia (suppport act: My Cat Is An Alien)
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 17/04/2018 18:46:16
[Usa]


Musicista, poetessa ed educatrice nata ad Harlem e ora residente a Brooklyn, Amy Leon si è esibita in moltissimi spettacoli negli States e in tutto il Regno Unito, collaborando con realtà del calibro di BBC, Roundhouse, Amnesty International. Allieva del Nuyorican Slam Team, fonde musica e poesia attraverso performance di bruciante intensità, in cui affronta i temi dell'ineguaglianza sociale tra bianchi e neri e celebra l'amore, la 'blackness' e ciò che significa essere donna.

"This is where all of my passion lies. In music, in words, in the harmonies of life" A.L.


video:
"This"
LIVE:
24/04/18 Avellino GODOT ART BISTROT                      
25/04/18 Terni CAFFE' BUGATTI
26/04/18 Roma ANGELO MAI          
27/04/18 Terracina (Lt) TRACCE  
28/04/18 Pesaro Chiesa dell'Annunziata KLANG 
30/04/18 San Giustino (Pg)  BIRRIFICIO ALTOTEVERE
01/05/18 Padova PARCO DELLA MUSICA
02/05/18 Genova TEATRO BLOSER
03/05/18 Bergamo  INK CLUB Nero Rosa
04/05/18 Bologna EFESTO 
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 26/05/2018 11:08:33
[Ita-Uk / Dell'Orso Records]


E' uscito il 20 aprile sulla indie-label londinese Dell'Orso Records il nuovo album di Emma Tricca. 
Si intitola "St. Peter" e ha visto la partecipazione nelle registrazioni in studio di Steve Shelley (batterista dei Sonic Youth)

L'annuncio su The Quietus e il primo singolo, Julian's Wings


Album in streaming qui
E articolo su The Quietus

**** su Mojo (e in allegato Uncut. Buscadero e Rumore)

Video: 

Intervista sul Fatto Quotidiano in occasione del disco precedente ("Relic" 2015)
LIVE:
Emma Tricca w/band:
Steve Shelley: drums
Jason Victor: guitar
Andrea Garbo: bass

16/06/18 Roma @ Angelo Mai
17/06/18 San Gemini (Tr) @  Chiostro di S. Giovanni Battista / Degustazioni Musicali
18/06/18 Terracina (Lt) @ Tracce
19/06/18 Brescia @  Latteria Molloy
21/'6/18 Marina di Ravenna (Ra) @  Hana-Bi
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 12/09/2018 15:20:29
[UK / Domino]


Songwriter e musicista di Newcastle, atipico e difficilmente catalogabile, Richard Dawson spazia liberamente con voce e corde all'interno di brani che sono flussi di coscienza messi in musica. Laddove il timbro della sua chitarra (ruvida e sbilenca, sull'orlo di spezzarsi ma sempre sincera) evoca sia quello di Derek Bailey che quello di Jandek, la voce insiste nel solco umorale e disarmonico di Kevin Coyne, producendosi in tutta una serie di sberleffi, urla, ghigni beffardi, carezze affilate, affondi rabbiosi e oasi riflessive. 
Sul tutto aleggia il fantasma di Capitano Cuordibue.

Così Sentire e Ascoltare sull'ultimo "Peasant", incensato dalla stampa di tutto il mondo.
"Immaginate di ritrovarvi in una vecchia taverna del 600 d.C. nel nord dell’Inghilterra. In un’atmosfera un po’ alticcia e in un clima da sopravvissuti – la Dark Age britannica, tra guerre, malattie, dolori e famiglie che vanno in frantumi – seduto in un angolo c’è un tizio con una chitarra che stona come una campana ma è in grado di catturare la vostra attenzione con le sue storie, i suoi suoni, la sua poesia, portandovi dove diavolo vuole.
Il suddetto è Richard Dawson e l’universo storico che esplode in Peasant – ottavo album del cantautore folk di Newcastle – ci arriva in tutta la sua forza espressiva attraverso i personaggi che il musicista disegna, al solito, a modo suo: un approccio sempre più weird eppure riconoscibile e raffinato, strutturato su arrangiamenti e orchestrazioni più ambiziose e ricercate rispetto al precedente Nothing Important. ... un disco sopraffino, che sotto un’iniziale livello di complessità palesa presto tutta la sua connaturata accessibilità. Un lavoro notevole che si inserisce nel solco di una tradizione british-folk che trova in questo album nuova linfa e probabilmente anche uno dei suoi dischi migliori degli ultimi anni"
LIVE:
07/02/18 Roma @ Unplugged in Monti
08/02/18 Torino @ Cinema Classico - Overlook#4
09/02/18 Napoli @ Riot Studio
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 17/04/2018 18:40:56
torna in homepage