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Elio Germano e Teho Teardo portano in scena “Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand Céline in una versione completamente rinnovata nelle musiche e nei testi.
Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del “Viaggio” restituendo, in una partitura inedita, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo; un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono. In quel suono Teardo crea un ambiente nel quale la voce di Germano può suggerirci nuove prospettive sulle disavventure di Bardamu e gli orrori della guerra  mondiale che travolge le relazioni tra gli uomini quanto i continenti. Il pessimismo sulla natura umana, sulle istituzioni, sulla società e sulla vita in generale, diviene inconsolabile fino a non conceder più alcuna speranza al consorzio umano.

La scenografia è quasi inesistente. Il palco, scarno e immerso nel buio, lascia spazio a una scrittura dalla spiccatissima natura, una partitura “impressionista” che diventa essa stessa narrazione e si fa interprete del genio di Céline.
Legati, oltre che dall’amicizia, anche da una solida affinità artistica, Elio Germano e Teho Teardo portano avanti questo spettacolo dal 2012, anno in cui è iniziata la prima tournée che ebbe come prima tappa Genova, città dove è stato ambientato il film Diaz, che vanta la presenza dei due artisti, l’uno come attore, l’altro come autore della colonna sonora. 
Conosciutisi sul set del filmIl passato è una terra straniera di Vicari, Germano e Teardo hanno deciso di mettere in piedi Il Viaggio di Céline, in occasione di un Festival al Palaexpo, in cui gli fu chiesto un intervento su un testo. Quello che doveva essere un singolo episodio, è diventato invece una tournée che a distanza di anni non si è mai conclusa.

Elio Germanoha ha interpretato ultimamente il ruolo di San Francesco nel film “Il Sogno di Francesco”, diretto dai registi francesi Renaud Fely e Arnaud Louvet, uscito nelle sale cinematografiche il 6 ottobre, mettendo in risalto l’immagine più umana e creativa del Santo.

Recentemente, Teho Teardo ha iniziato una nuova collaborazione con l’artista MP5 nel progetto Phantasmagorica, ha composto anche le colonne sonora de “La verità sta in cielo” di Roberto Faenza e di altri due film presentati alla 73°edizione del festival di Venezia (Il più grande sogno di Michele Vannucci e Caffè di Cristiano Bortone).

LIVE:
“VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE”
liberamente tratto dal capolavoro di Louis Ferdinand Céline
di e con ELIO GERMANO e TEHO TEARDO

19/12/17 Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi

05/10/17 Bologna @ Teatro IL Celebrazioni
06/10/17 Firenze @ Cenacolo di Santa Croce "Genius Loci"

13/05/17 Anghiari (Ar) @ Teatro di Anghiari
25/05/17 Verona @ Teatro Camploy

22/10/16 Mantova @ Arcipelago Ocno
06/11/16 Riccione (Rn) @ Spazio Tondelli, TTV Festival
07/11/16 Parma @ Teatro delle Briciole, Barezzi Festival
10/11/16 Salerno @ Teatro Augusteo, Linea d'Ombra Festival
10/2/16 Cagliari @ Creuza De Mà
14/01/17 Novoli (Le) @ Teatro rinviata
30/01/17 Napoli @ Teatro Bellini
31/01/17 Siena @ Teatro dei Rinnovati
10/02/17 Padova @ Sala dei Giganti
11/02/17 Udine @ Palamostre

30/06/16 Soliera (Mo) @ Arti Vive
24/07/16  Gardone (Bs) @ Festival del Vittoriale
27/08/16 Flumignano di Talmassons (Ud) @ Musica in Villa 2016 
28/08/16 Torino @ TOdays

11/02/16 Fano (Pu) @ Teatro della Fortuna
12/02/16 Ascoli Piceno @ Auditorium Montevecchi
17/07/15 Roma @ Villa Ada Incontra il Mondo
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 13/11/2017 12:55:01
[Ita / Specula Records]


Teho Teardo ha inventato il suono della nouvelle vague cinematografica italiana scrivendo colonne sonore per registi come Paolo Sorrentino (Il Divo, L'Amico di Famiglia), Andrea Molaioli (La Ragazza del Lago, Il Gioiellino), Daniele Vicari (Diaz, La nave Dolce, Il Passato è una Terra Straniera), e stabilendo un rapporto unico tra musica ed immagini.

su Le Retour à la raison. Musique pour trois film de Man Ray
Continua a mietere successi il nuovo progetto di Teho Teardo, "Le retour à la raison. Musique pour trois film de Man Ray". Dopo il sold-out delle date di anteprima a Villa Manin (Passariano, UD) nell'ambito della mostra "Intorno a Man Ray", tutto esaurito anche per i concerti al Cinema Massimo di Torino (6 febbraio), al Maxxi di Roma (7 febbraio), al PostModernissimo di Perugia (24 febbraio), al Cinema Excelsior di Padova (29 aprile), allo Young Jazz Festival di Foligno (22 maggio) e all Galway International Arts Festival, in Irlanda, in un cartellone che ospitava anche i live di Sinead O'Connor, Damen Rice e St.Vincent.

"Le retour à la raison", in uscita su Specula Records il 19 settembre 2015, consiste nelle tre colonne sonore originali composte da Teho Teardo per i film di Man Ray Le retour à la raison, L'etoile de mer e Emak Bakia

Questo il video ufficiale de "L'étoile de mer" (che dal vivo è il brano che chiude la performance, in un irresistibile crescendo emotivo): 

Dal vivo Teardo (chitarre ed elettronica) è accompagnato da Stefano Azzolina alla viola ed Elena De Stabile al violino, mentre sullo schermo scorrono le immagini dei suggestivi film d’arte creati dal pittore, fotografo e regista statunitense, esponente del Dadaismo, morto nel 1976 a Parigi.
Il concerto prevede anche la partecipazione,di una vera e propria orchestra di chitarristi che eseguirà in un crescendo dal forte impatto emotivo una composizione in C# minore.
Il confronto a distanza tra Teardo e Man Ray si è trasformato anche in una “lettera aperta” che il compositore italiano ha voluto indirizzare all’artista statunitense: "Caro Man Ray - scrive Teho - la colonna sonora non combacia con l'idea di cinema dell'Uomo Raggio. Meglio un altro tipo di avvicinamento ai tuoi film, cercando appuntamenti di natura emotiva, fino quasi ad allinearsi con quel mondo, ma senza commentarlo, senza imitarlo, evitando di ribadire quanto già detto nella pellicola. In fondo è quanto ho perseguito in questi anni nel mio rapporto con il cinema".

su Ballyturk
E' uscito in Europa il 21 ottobre 2014 il nuovo album di Teho Teardo intitolato Ballyturk.
Inizialmente concepite per l’omonima opera teatrale di Enda Walsh - presentata in anteprima mondiale a luglio al Festival di Galway e a
settembre al National Theatre di Londra - le musiche di Ballyturk sono state poi rielaborate e incise da Teardo in questo nuovo album in cui
compaiono anche Joe Lally (Fugazi) e Lori Goldston, violoncellista dei Nirvana.
La forza primordiale e commovente della musica di Teardo si avverte sin dalle prime note del disco, affidate alla voce – recitata, non cantata –
del grande attore Cillian Murphy (trilogia del Cavaliere Oscuro, Inception, Breakfast on Pluto, Red Eye, In Time, etc.) che è
protagonista non solo nella prima traccia ma anche nella piece teatrale di Walsh (uno dei più acclamati sceneggiatori e registi del momento,
noto oltre che per le numerose pièce teatrali rappresentate in tutto il mondo anche per le sceneggiature cinematografiche tra cui Hunger di
Steve McQueen).

La musica di Ballyturk misura la forza degli eventi che si scatenano sulle nostre vite e la pressione che viene esercitata su di noi da
quanto ci circonda. Ballyturk è un album sulle turbolenze esistenziali... Nell’ondeggiare tra percepito e inconscio si posiziona
la musica di Teho, e quindi non può che essere turbolenta, disarmante e straniante. Una musica che sorpassa i limiti, non sempre in maniera
lecita: tutto necessario, quando si sceglie di addentrarsi nello spazio ambiguo di quello che si crede di sapere su se stessi, sui confini delle
mediazioni e dei rapporti...

Il disco sta ricevendo un'accoglienza a dir poco clamorosa. Già recensito/discusso sul Venerdì di Repubblica, Sette (Corriere della Sera), a KingKong (radio1rai), Music Club (radio1rai), Hollywood Party (radiorai), Refresh (radio 2 rai),

"Sinestesie lignee di archi scavano solchi tra il piano e il forte, tra i pieni e i vuoti, rimanendo sospese e quasi brutalmente in primo piano
e giocando con gli ambienti tipici delle colonne sonore di Teardo. Un sentire strumentale onirico, in cui convivono malinconie, oscurità,
movimento e crescendo celestiali, tra violoncelli (quello della sodale di lungo corso Martina Bertoni, di Nick Holland, ma anche della Nirvana
– ai tempi dell’MTV Unplugged – Lori Goldston), viola (Stefano Azzolina), violini (Vanessa Cremaschi, Elena De Stabile), basso (Joe
Lally dei Fugazi), rhodes, chitarra, celesta, synth e tutto quello che lo stesso Teardo riesce a suonare....Inutile sottolineare la bravura con
cui il musicista orchestra il tutto" (Sentire Ascoltare)

"Ogni disco di Teho Teardo è un piacere ed è un orgoglio, in questo caso, poter parlare di un album italiano" (Rockit)

"Album di forte impatto emotivo, una musicalità raffinata che si accosta con forza e al tempo stesso con tenerezza alla condizione umana" (Extra
Magazine)

su Music for Wilder Mann
Music for Wilder Mann (uscito per la Specula Records a marzo 2013) è un disco sulla commozione: sulla necessità di sprofondare dentro la commozione, anche solo per qualche istante, ogni giorno. I Wilder Mann, gli antenati futuribili fotografati da Charles Fréger e declinati in musica da Teho Teardo, diventano folk pagano. L'elettronica e gli archi, infatti, non si preoccupano del passaggio temporale che dalla notte dei tempi ci porta al presente.
La musica chiede libertà di essere ciò che vuole in ogni luogo, anche davanti ai mostri attuali e ai mostri del passato. E' un reportage emozionale dall'altrove, per il quale non possono esserci limiti di target perché il target siamo noi stessi.
Il concerto di Music for Wilder Mann è un evento speciale: la fisicità del suono del violoncello di Martina Bertoni, la chitarra baritona di Teho e gli strumenti elettronici cercano un rapporto con un altro tipo di immagini, ovvero le straordinarie fotografie di Charles Fréger, fotografo il cui lavoro è particolarmente noto nel mondo dell'arte e che recentemente ha pubblicato il libro Wilder Mann, Uomo Selvaggio, nel quale documenta il bisogno di selvaticità che è in noi. Fréger ha ritratto uomini che indossano costumi di pelli animali e si trasformano in orsi, cinghiali, mostri e diavoli che terrorizzano, esseri che sbalordiscono, sormontati da corna o palchi di cervo. Fotografie che turbano, mai lasciano indifferenti, rappresentando qualcosa di remoto, lontano dal nostro tempo tecnologico.
Ed è proprio nella tecnologia che la componente elettronica della musica di Teardo mette in discussione se stessa, attraverso il confronto con questi mostri che arrivano da un'altra epoca e da luoghi che non conosciamo. 
Le fotografie di Fréger proiettate alle spalle dei musicisti, come enormi pale d’altare, iconiche e pagane ci osservano durante tutto il concerto. Ad ogni brano corrisponde una fotografia, altissima, verticale e minacciosa.

su Spring! e Still Smiling con Blixa Bargeld

Esce il 19 aprile 2014, in occasione del Record Store Day 2014, il nuovo EP di Teho Teardo e Blixa Bargeld dal titolo Spring!. Edito in digital download e vinile, l’EP contiene, oltre a due brani originali, anche due cover: The Empty Boat di Caetano Veloso e Soli si muore, versione italiana di Crimson and Clover di Tommy James & The Shondells.
Sold Out in tutta Europa, il tour europeo di “Spring!” farà tappa a maggio anche al Primavera Festival di Barcellona, dove Teardo e Bargeld si esibiranno, caso vuole, poco prima di Caetano Veloso.
L’uscita di “Spring fa seguito a Still Smiling, l’album di canzoni scritto da Teardo e Bargeld più volte premiato in tutta Europa, e non solo, tra le migliori produzioni 2013.

“Teho Teardo è grande, Blixa Bargeld è il suo profeta”. Insieme dialogano in simbiosi, il canto profondo e intenso di Blixa che spazia dall’italiano, all’inglese e al tedesco, la musica di Teho che sublima e incanta tra archi, elettronica e sperimentazioni. La maturazione delle idee e delle intenzioni, nei numerosi viaggi tra le due capitali, la volontà, l’ascolto e l’incontro delle rispettive espressioni, hanno lasciato il segno. Still Smiling è un disco che dona tempo, è una visione privilegiata che copre tutto il cielo che c’è tra Roma e Berlino.
Pubblicato il 22 aprile 2013, Still Smiling ha ottenuto un successo unanime di critica ed è considerato nei primi posti fra i migliori album dell’anno. Il 23 novembre scorso, Teardo ha ritirato a Pistoia, in occasione del Pimi 2013, la Targa Mei come migliore disco indipendente dell’anno.
La collaborazione tra i due artisti è nata nel 2009 per “Ingiuria”, uno spettacolo della “Societas” di Raffaello Sanzio che vedeva sul palco, oltre a Bargeld e Teardo, anche Alexander Balanescu. Nel 2010 Bargeld e Teardo tornano a collaborare per incidere A Quiet Life, brano portante della colonna sonora del film “Una vita di Tranquilla” con Toni Servillo.
LIVE:
Teho Teardo in "Le retour à la raison. Musique pout trois film de Man Ray"

18/04/18 Milano, Spazio Teatro No'Hma Teresa Pomodoro
19/04/18 Milano, Spazio Teatro No'Hma Teresa Pomodoro

07/07/17 San Gimignano (Si) @ Festival Orizzonti Verticali
6-7/12/14 Passariano (Ud) @ Villa Manin, "Intorno a Man Ray"
06/02/15 Torino @ Museo del Cinema
07/02/15 Roma @ Maxxi
24/02/15 Perugia @ PostModernissimo
29/04/15 Padova @ Cinema Excelsior "Innesti Urbani"
22/05/15 Foligno (Pg) @ Young Jazz Festival
27/08/15 Pontenure (PC) @ Concorto Film Festival
11/09/15 Pisa @ Metarock
18/09/15 Avellino @ Teatro Gesualdo, Laceno d'Oro
26/09/15 Matera @ Notte Bianca
31/10/15 Ancona @ Cinemtica
07/02/16 Milano @ Santeria Social Club
28/05/16 Bellaria (Rn) @ Bellaria Film Festival
23/07/16 Udine @ Villa Manin
03/09/16 Ascoli Piceno @ Auditorium Montevecchi
14/12/16 Cotignola (Ra) @ Teatro Binario
17/12/16 Milano @ Fondazione Feltrinelli, "Voices and Borders"

Teho Teardo in concerto

14/12/17 Torino @ sPAZIO 211
15/12/17 Pisa @ Cantiere S. Bernardo

14/07/17 Cotignola (Ra) "Nell'arena delle balle di paglia"
30/07/17 Monte Cucco (Pg), "Suoni Controvento"
18/08/17 Piacenza, Concorto Festival
07/10/17 Faenza @ Clandestino


28/12/14 Modica (Rg) @ Cineteatro Aurora, "Churches"
30/12/14 Udine @ Kobo Shop ore 18.30
25/04/15 Roma @ Handmades Festival
26/04/15 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club
14/11/15 Roma @ Accademia Americana

Palazzo Grassi, Venezia, 21-22 aprile 2017
21/04/17 Foyer Teatrino Palazzo Graddi "Sea Change"
22/04/17 Teatrino Palazzo Grassi "Phantasmagorica" (di Teho Teardo e MP5, con la partecipazione straordinaria di Abel Ferrara)

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Teho Teardo in Music for Wilder Mann

Teho Teardo: chitarra baritona, autoharp, elettronica
Martina Bertoni: violoncello
[fotografie: Charles Freger]

12/04/14 Sangemini (Tr) @ Suoni in Chiostro
16/05/14 Forlì @ Ipercorpo
19/06/14 Milano @ Ex O.P. Paolo Pini "Da vicino nessuno è normale"
06/09/14 Terracina (Lt) @ Tracce

09/02/14 Pisa @ Lumière
21/02/14 Catania @ Zo
22/02/14 San Vito di Leguzzano (Vi) @ Csc
23/02/14 Verona @ Chiesa di Santa Maria in Chiavica
14/11/13 Ferrara @ Zuni, "Collateral" (+ Julia Kent)
06/12/13 Avellino @ Ex Asilo, "Chiedi Asilo"
07/12/13 Venezia @ Teatro Fondamenta Nuove
08/12/13 Agliana (Pt) @ Teatro Il Moderno
21/09/13 Treviso @ Auditorium Stefanini
21/06/13 Isola Maggiore (Pg) @ Music for Sunset
22/06/13 Chiesa della Pace di Trarivi di Montescudo (Rn) @ Malafesta
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 13/11/2017 13:01:54
[Fra / Rephlex, Morphine Records]


Musicista e compositore nato a Parigi nel 1953, Pierre Bastien è una figura non comune nel campo della sperimentazione sonora. Ispirato nella sua ricerca alla tradizione francese del Settecento - secolo durante il quale si iniziarono a realizzare automi in grado di riprodurre brevi melodie o di imitare il suono degli strumenti – costruisce la sua prima “macchina musicale” nel 1977. Durante la sua lunga carriera, ha collaborato inizialmente con varie compagnie di danza e, in seguito, con il musicista Pascal Comelade. Dal 1987 si esibisce da solista, realizzando una sorta di orchestra dada i cui elementi sono apparati meccanici creati con pezzi del gioco Meccano e motori dei vecchi giradischi, in grado di riprodurre il suono di strumenti tradizionali come il liuto cinese, il bendir marocchino, il saron giavanese, il koto giapponese e il sansa africano. Simile a un ensemble di sculture sonore in movimento, negli anni Novanta questa orchestra meccanica si è ampliata fino ad ottanta elementi. Bastien ha partecipato a festival musicali e mostre d’arte in tutto il mondo e pubblicato dischi con note etichette come la Western Vinyl e la Rephlex (la label di Aphex Twin). Negli ultimi anni ha collaborato con il video artista Pierrick Sorin, lo stilista Issey Miyake e il compositore britannico Robert Wyatt.
Il suo prossimo disco uscirà sulla Morphine Records di Rabih Beaini (aka Morphosis).


"Pierre Bastien uses several tiny cameras to project his Meccano-driven contraptions onto a large screen. Although we can see little wheels depressing organ keys, on the screen it seems we are in some giant factory, where machines of unguessable size perform cumbersome operations to pluck at hawsers or vibrate great flapping sheets - in reality rubber bands and strips of paper. Bastien's non-synched looping machines naturally have non-human quality, like an off-kilter African drum ensemble, and this strangeness is further magnified by his carefully layered visual projections. Over the top he plays pocket trumpet phrases drawn from the earliest days of jazz, as if King Oliver is muttering in his ear. But the trumpet is often masked: somehow it plays a baseline like a tuba, or else the mute is jammed into a beaker of bubbling water. On the screen the monochrome Fritz Lang world of relentless Meccano is invaded by a beautiful fountain of blue bubbles. Like a blend of Philip Jeck's heartbreaking turntables and Max Eastley's lost-in-space musical sculptures, Bastien has created an elegant display of genuine musical surrealism. He has been refining his approach for over two decades - ten years ago Aphex Twin released Mecanoid on his Rephlex label, and this show made it clear why Richard D James was so mesmerized. Bastien wound down his mechanical mysteries after 45 minutes, but I could have happily watched for hours." Clive Bell, The Wire - Dec. 2010 
LIVE:
18/11/17 Parma @ Barezzi Festival
19/11/17 Cotignola (Ra) @ Teatro Binario

13/05/17 Ascoli Piceno @ Ridotto del Teatro Ventidio Basso APP Ascoli Piceno Present 2017

23/10/15 Bologna @ Mast
27/10/15 Perugia @ PostModernissimo
06/11/15 Bari @ Time Zones
07/11/15 Napoli @ Riot Studio

30/04/15 Firenze @ Cortile di Palazzo Strozzi, Notte Bianca Firenze 2015
23/05/15 Padova @ Cinema Excelsior, "Innesti Urbani"
26/07/15 Brescia @ Musical Zoo
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 12/09/2017 19:10:40
[Can / Constellation]

Radwan Ghazi Moumneh e ’artista multimediale Charles-André Coderre tornano in Italia con il progetto Jerusalem In My Heart, il cui secondo album If He Dies, If If If If If If’ è stato concepito nelle duplici case-natale di  Montréal e Beirut.
Celebre per i suoi interventi nel ruolo di ingegnere del suono per Matana Roberts (i tre capitoli della saga Coin Coin), Mashrou’ Leila, Ought, Eric Chenaux (con il quale ha anche compost un album collaborative per il piccolo marchio Grapefruit Records Club) e Suuns (il disco in combutta per Secretly Canadian della primavera 2015 rimane ad oggi una delle realizzazioni più fresche di questo anno solare), Moumneh ha avuto mani in pasta in numerosi ambiti negli ultimi anni. Ha accompagnato   JIMH di fronte ad un pubblico sbalordito tanto in Canada ed Europe quanto in medio oriente. Nonostante i numerosi progetti e commissioni che li hanno visti protagonisti, il gruppo è saldamente nelle mani di Moumneh – responsabile per tutti i suoni e le composizioni – e Coderre responsabile dei visuals in rigoroso formato  16mm e delle installazioni/proiezioni dal vivo.
Uno dei moment più alti del disco è nell’apertura di A Granular Buzuk, dove il suono di questo strumento tipico viene processato e campionato dai tagli in tempo reale di Radwan’s. Moumneh continua a sperimentare il suo amore per la tradizione pop Arabica delle audiocassette nella dance in bassa fedeltà di Lau Ridyou Bil Hijaz.  C’è poi un sentito omaggio al poeta curdo, recentemente esiliato, Sivan Perwer nel folk scarno e tradizionale di Ta3mani; Ta3meitu. L’album si chiude con il  drone creato da un flauto Bansuri (per gentile concessione di Dave Gossage) e dal suono di un delicato numero acustico alternato ai field recordings delle onde del mare registrate su una spiaggia libanese. Disco eccezionale che del gruppo di casa Constellation fa una delle più imprendibili espressioni a cavallo tra canzone politica, rock d’avanguardia e musica etnica.

"Tensione e lirismo, l’inquietudine del caos e la bellezza di un rito e di un ricordo, si incontrano nella musica di Radwan Ghazi Moumneh – metà audio dei JIMH, insieme a quella video che corrisponde al nome di Charles-André Coderre. Profeta di quello che chiama “cannibalismo culturale”, lontano dagli stereotipi della musica etnica e capace di portare l’elettronica e i field recording dentro brani che parlano di esiliati politici, che suonano strumenti della tradizione araba e hanno la forma di una preghiera laica, Moumneh è la scoperta che ha segnato più di tutte il mio 2015" Chiara Colli (Mucchio Selvaggio, Zero)


LIVE:
22/10/17 Genova @ Altrove - Teatro della Maddalena
23/10/17 Arezzo @ Karemaski
24/10/17 Roma @ Monk
25/10/17 Napoli @ Chiesa S. Maria della Misericordiella ai Vergini
26/10/17 Bologna @ Locomotiv Club

01.11.16 Padova @ Ex Cinema
03.11.16 Perugia @ Degustazioni Musicali Cinema Zenith
04.11.16 Roma @ Monk Club Roma Europa Festival
05.11.16 Bari @ Cinema Teatro Royal (Time Zones Festival)
08.11.16 Arezzo @ Karemaski
09.11.16 Milano @ Santeria Social Club

08/02/16 Udine @ Visionario
09/02/16 Milano @ Sacrestia
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ultimo aggiornamento: 02/10/2017 17:51:48
[(Usa / Vaggimal, Trovarobato)]


Mentre lavoravo a questo disco, in primo piano nella mia mente c’erano immagini del deserto occidentale degli Stati Uniti. Subito prima di registrarlo, avevo guidato dalla Carolina del Nord a LA, fermandomi in Arizona, nel New Mexico e nel West Texas. Poi mi sono girato, ho guidato indietro verso casa e ne ho fatto le orchestrazioni.
Un’immagine che ho fissa in testa è l’alba sulle montagne mentre lasciavo Taos alle 5:30 di mattina. Stavo ascoltando Death and the Compass e c’era la forte sensazione che la musica non fosse un accompagnamento ma un elemento fondamentale dell’esperienza – qualcosa di simile alla sinestesia, dove la percezione del tutto si fonde insieme. Dava la sensazione di essere un segnale o una guida verso ciò che stavo cercando di fare con questa musica. L’ho presa come un’indicazione del fatto che stavo andando nella direzione giusta.
Quando osserviamo dall’alto di Monument Valley o del Grand Canyon, o da qualche altro imperscrutabile punto d’osservazione, nella percezione distorta della profondità che proviamo c’è una sensazione di presenza senza limiti. La nostra innata sensazione di vuoto in qualche modo si fonde col vuoto che abbiamo attorno. Non è la stessa sensazione di quando osserviamo da uno strapiombo sull’oceano: quella è una sensazione di un recipiente che viene riempito, o di un potenziale che viene realizzato, anche se è solo un’illusione. 
Sono questi, per me, i fattori contrastanti: unire un metodo compositivo minimale (o minimalista) e paesaggistico con qualcosa di molto lirico e diretto. Cercare di creare, per quanto possibile, un’esperienza per l’ascoltatore in cui possano riconoscersi non solo come una parte della vastità che li circonda –nella vita quotidiana, o nell’atto di ascoltare musica o fruire una performance – ma come quella stessa vastità.
Quel paesaggio che è descritto in Shaker Loops di John Adams, o nei pezzi per organo e percussioni di Steve Reich, invita la nostra immaginazione a piazzarci psichicamente o addirittura fisicamente al suo interno. L’effetto è innegabilmente potente, cosa di cui faccio tesoro e da cui cerco spesso di attingere. Ma il primo obiettivo della musica in forma canzone di questo disco è di condurre l’ascoltatore verso questa vastità non solo fisicamente e psichicamente ma anche emozionalmente. Il narratore è la tua guida verso lo spazio. Poi, a un certo punto, ti abbandona a contemplare la vastità del canyon di fronte a te, e gli elementi fisici, psichici ed emotivi cedono di fronte a una consapevolezza generale di essere quello spazio. Quello spazio è la vastità. È diversa per ogni persona, che ci si voglia relazionare a essa come alla molteplice vastità dell’inconscio collettivo pulsante all’interno dell’esperienza tecnologica globale, o che la si veda come la vastità senza limiti del cosmo che si annida dietro alle minuscole stelle nel cielo notturno.

streaming esclusivo su Rolling Stone

MILES COOPER SEATON è un cantante, compositore e polistrumentista di base a Los Angeles. Sul finire degli anni '80, ai tempi dell’high school, trasloca con la famiglia a Seattle dove inizia a suonare e cantare in varie formazioni locali punk/noise e hardcore. La svolta per Miles arriva nel 2002, quando approda a New York e si avvicina al'arte contemporanea e alla scena musicale più ricercata e avventurosa. Qui, nell’esplosivo neighborhood di Williamsburg, fonda insieme a Dana Janssen, Seth Olinsky e Ryan Vanderhoof gli Akron/Family, band (o meglio, collettivo) che impiegherà poco tempo a farsi notare ben oltre i confini dei quartieri più cool di New York e a stregare mr. Michael Gira (Swans), inducendolo a pubblicarne i primi lavori per la sua Young God. In meno di dieci anni, dal 2005 al 2013, il collettivo ha pubblicato 7 dischi dal grande successo di pubblico e di critica. Miles Cooper Seaton ha collaborato e suonato dal vivo con artisti del calibro di Michael Gira, Keiji Haino, William Parker, Hamid Drake, the Sun Ra Arkestra ed Eyvind Kang, e ha tenuto lezioni presso istituzioni che includono Cal Arts in California e Interzona a Verona.

LIVE:
Miles Cooper Seaton trio
(con Tobjah & Alessandro Cau)

10/11/17 Schio (Vi) @ CSC
11/11/17 Terni @ Mishima
12/11/17 Avellino @ Godot
13/11/17 Foligno (Pg) @ Supersonic Record Store
15/11/17 Rimini @ Neon Caffé
16/11/17 Parma @ Barezzi Festival

Miles Cooper Seaton & Deradoorian
20/9/17 Roma @ Unplugged in Monti

Miles Cooper Seaton solo set
02/7/17 Reggio Emilia, Musei Civici, Sound Museum 2 (in trio con Tobjah e Alessandro Cau)
17/7/17 Mantova, Arcipelago Ocno (solo set)
29/7/17 Lessinia Psych Fest (double bill w/ Angel Deradoorian)

14/10/16 Torino @ Magazzino sul Po (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
16/10/16 Mestre (Ve) @ Spazio Aereo (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
17/10/16 Trieste @ Tetris  (opening for Il Sogno del Marinaio: Mike Watt, Stefano Pilia, Andrea Belfi)
22/10/16 Recanati (Mc) @ Circolo Dong
20/11/16 Bologna @ Nero Factory, "An Easy Night With"  - annullata -

28/04/16 Genova @ Teatro Altrove
29/04/16 Parma @ Vesperum, Galleria San Ludovico
1/6/16 Udine @ Visionario
7/6/16  San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali Umbria, Chiostro San Giovanni Battista
8/6/16 Colle Val d'Elsa @ Bottega Roots
9/6/16 Bagno a Ripoli (Fi) @ HalloGallo, Antico Spedale del Bigallo 
10/6/16 Civitanova Marche (Mc) @ Centolinguaggi
11/6/16 Guastalla (Re) @ Handmade Festival 
12/6/16 Sansepolcro (Ar) @ Effetto K
17/07/16 Roma @ Half Die Festival
23/07/16 Verona @ Lessinia Psych Festival
24/07/16 Bracciolini Terranuova  (Ar) @ Beta-Bar
07/08/16 Pesaro @ Villa'n'Roll Festival
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 13/11/2017 12:59:58
[(Ita / Brutture Moderne)]


"Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge" è il nuovo disco di Andrea Faccioli in arte Cabeki. E' uscito il 7 ottobre 2016 su Brutture Moderne (distr. Audioglobe).

Polistrumentista, compositore, arrangiatore, ingegnoso costruttore dei suoi stessi strumenti e sensibile esploratore di mondi sonori. Non ci sarebbe neanche bisogno di elencare le numerose e importanti collaborazioni (che vanno da Vasco Brondi e Le Luci della Centrale Elettrica, ai Julie’s Haircut, Stefano “Cisco” Bellotti ex Modena City Ramblers, Philip Corner, Damo Suzuki dei Can) per descrivere il talento artistico polimorfo, la profondità compositiva e la ricchezza delle suggestioni che Andrea Faccioli è in grado di concentrare nelle suo progetto solista Cabeki, rilevante quanto i suoi sodalizi più prestigiosi ed ormai giunto alla pubblicazione del terzo album. Sono passati quattro anni dall’uscita di “Una Macchina Celibe” (Tannen Records), durante i quali, oltre alla stesura del nuovo album, ci sono stati tour e concerti sui palchi di tutta Italia. Con “Non ce la farai, sono feroci come bestie selvagge”, che uscirà il 7 ottobre 2016 per l’etichetta Brutture Moderne, ci troviamo nuovamente davanti ad un album di pregevole fattura, che parla attraverso la combinazione dei diversi registri stilistici presenti. Composto inizialmente per chitarra acustica, utilizzando differenti tecniche, successivamente viene arricchito da cordofoni ed elettronica. E grazie alla partecipazione di musicisti di varia estrazione, diversamente che nei due dischi precedenti, vengono aggiunti archi, fiati e percussioni, che vanno a conferire ulteriore valore all’opera tutta. In questo disco Cabeki ci porta in un luogo dell’anima, in una dimensione sospesa, irreale e inquieta, collocata ai margini di una società dove vige un’armonia labile, costantemente messa a dura prova da un’aggressività latente e spesso feroce che raramente lascia scampo, come fa intuire il titolo stesso. Un homo homini lupus che si afferma in maniera inesorabile, indipendentemente da quanto secoli di evoluzione abbiano influito sulla presunta emancipazione dell’uomo dal resto del regno animale. In questo scenario, l’unico riparo sicuro per l’artista è la sua stessa arte, frutto anch’essa di istinti primordiali, che si colloca in un mondo surreale (interpretato meravigliosamente dagli illustratori francesi Icinori, autori della copertina di questo disco) ma allo stesso tempo autenticamente vero, perché è proprio lì che si svolge una buona parte della nostra vita interiore e si animano i moti più profondi dell’universo personale di ciascun artista, così come di ciascun fruitore d’arte. E quindi ci addentriamo in questo meta-luogo nel momento del “disgelo”, titolo della traccia d’apertura, con un arpeggio di chitarra dal sentore classico e l’accompagnamento di Daniela Savoldi al violoncello, Maddalena Fasoli alla viola e Stefano Roveda ai violini. Il brano vuole essere un omaggio a Rachel’s e Penguin Cafè Orchestra. In “prima luce” abbiamo invece un pezzo composto da una progressione con elementi più jazzy ed intermezzi folkeggianti, con la partecipazione di Simone Copellini alla tromba e al filicorno. “umanità” ha una storia interessante, perché composta per sonorizzare il film omonimo girato nel 1919 dalla prima regista donna italiana, Elvira Giallanella, una pellicola dal contenuto umoristico-satirico-educativo che mirava a veicolare un messaggio pacifista. Ne “la vetta” veniamo guidati da un profondo riff di basso in un viaggio verso il Nord Europa, tra gli echi post-rock di quelle latitudini ed elementi di elettronica, accompagnati dalla combinazione delle note pungenti della chitarra elettrica e di quelle melliflue della zither. “passaggi” si apre con un omaggio a Nick Drake di Cello Song che si evolve in energici fraseggi folk/finger picking, con la partecipazione di Nelide Bandello alla batteria. “disarmo” è un intermezzo molto particolare perché suonato con uno strumento costruito dallo stesso Cabeki chiamato arpa battente. È un brano composto su due livelli: uno ripetitivo che va come a scandire il ritmo del brano e un altro fatto di dissonanze che lo avvicinano alla musica giapponese per Koto. Con “cromo” continuiamo il nostro viaggio, questa volta accompagnati da ritmi blues ma con la stessa attitudine orientale conferita dal suono del cumbus, uno strumento a corda che fonde appunto il banjo e l’oud, il liuto mediorientale. Il tutto alterato da tape echo e distorsioni. “falia” è un brano che vede la partecipazione del violoncello di Julia Kent, la quale riempie di ampi sospiri questo walzer lento denaturalizzato, seguito da “affiora”, un ragtime 2.0, che è la traccia più  leggera di tutto l’album, il quale si chiude con “ultima luce”, ispirata dichiaratamente alle composizioni di colonne sonore italiane anni ‘70 ma arricchita da elementi di elettronica che le riportano nel presente e la partecipazione di Sebastiano De Gennaro al vibrafono. Il terzo album di Cabeki ci si presenta quindi in tutta la sua potenza immaginifica e creativa, in grado di trasportare l’ascoltatore in luoghi remoti ma sempre molto vicini: si tratta pur sempre del regno dell’immaginazione, che si trova nella parte più vera dell’animo umano. Tutti questi brani verranno presentati live e saranno ri-arrangiati per poter essere suonati in solo da Cabeki. Grazie all’utilizzo di un’app della Moog per iPad suonata “con i piedi” tramite un’apposita pedaliera e una loop station collegata a chitarre acustiche e zither, li eseguirà dal vivo senza l’ausilio di basi pre-registrate o sequenze.

LIVE:
15/12/17 Colle Val d'Elsa (Si) @ Bottega Roots

06/05/17 Bassano del Grappa (Vi) @ Piazza del Brenta (double bill con Stefano Pilia)
07/07/17 Cesena @ La Cantera
06/09/17 Fortezza Castelfranco Finale Ligure (SV), teChe
07/09/17 Bergamo

6/11/16  CREMONA @ CIRCOLO ARCIPELAGO                    
9/11/18 FORLI' @ DIAGONAL LOFT CLUB                     
10/11/16 MONTIGNANO (Senigallia) @ GRANCETTA
11/11/16 SPINETOLI (AP) @LAGO DI OZ
24/11/16 LANCIANO (CH) @ CAFFETTERIA FERNAROLI
25/11/16 SOLETO (LE) @ ARTELICA
26/11/16 TARANTO @ HAUSKONZERTE
27/11/16 LAMEZIA TERME @ CAFFE' RETRO
1/12/16 TERNI @MISHIMA
2/12/16 VITERBO @ ALL'IMPROVVISO
3/12/16 SANSEPOLCRO (Ar)@ EFFETTO K
4/12/16 BOLOGNA @NERO
6/12/16 PERUGIA @POSTMODERNISSIMO
11/12/16 FIRENZE @ RIEN21
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 11/10/2017 15:49:09
[Ita / Santeria]

BLOW UP: “Meraviglioso, un capolavoro” (8
D di REPUBBLICA: “Una gioiosa epica musicale”
L’ESPRESSO: “Lampi di poesia”.
DISTORSIONI: “Ricco e appassionato” (8)
BOOMERANG/RADIO CITTA’ DEL CAPO: “Meraviglioso, cinematico, italiano e internazionale”
INDIEROCCIA: “Un viaggio a Sud come nessuno prima” (8)
IL FATTO QUOTIDIANO:  “Il suono dell’Italia contemporanea”
ROCKERILLA: “Orgogliosamente nomade”.

Don Antonio è un uomo e un disco.
Una storia vera e un viaggio a Sud.
Don Antonio è Don Antonio Gramentieri.
Musicista, produttore, internazionalista del suono italiano, fondatore di Sacri Cuori, autore di musiche per il cinema, il teatro, la televisione e la pubblicità.
Don Antonio è il suo primo disco solista.
Registrato in Sicilia (allo Zen Arcade, con la collaborazione di Cesare Basile), rifinito in Romagna con gli amici e i collaboratori di una vita, Don Antonio è un disco che si lascia il continente dietro le spalle, e suona con la faccia rivolta verso il mare, affacciato sull’ultimo lembo di Italia e di Europa.
Niente world music salottiera, tuttavia.
Don Antonio invita a un ballo trasversale a tutti i folklori.
E intanto dipinge un'identità Mediterranea senza ammiccamenti. Dolce e amara, romantica e spietata, vicina e distante. Un'identità che oggi slitta sul suo asse, e si trova a vivere simultaneamente l’Est e l’Ovest, il Nord e il Sud, il passato e il futuro. Il suono dell’Italia contemporanea inquadrato in un fotogramma mosso. Il continuo divenire di una geografia che perde i suoi equilibri tradizionali, e intanto ne acquisisce dei nuovi: paradossali, misti e meticci.
Sul piatto ci sono melodie romantiche che profumano di Sud, strappi blues, reminiscenze ambientali, twang adriatici, balli di gruppo, paesaggi cinematici, aiuole fiorite, navi al porto, personaggi misteriosi, donne eleganti.
L’amore e il dolore del viaggio, del trovare e del lasciare.
Con l’assoluta-poesia e l’assoluto-kitsch che, esattamente come nella vita vera, danzano abbracciati al mercato del pesce di Catania.


video/ascolti
LIVE:
28/10/17 Savona, Raindogs
04/11/17 Foligno (Pg), Supersonic
10/11/17 Colle Val d'Elsa (Si), Bottega Roots
11/11/17 Cotignola (Ra), "Selvatico", Convento di San Francesco (SOLO)
17/11/17 Parma, Barezzi Off, Borgo delle Colonne
18/11/17 Cusano Milanino (Mi), Agorà
08/12/17 Verona, Cohen Jazz Club
16/12/17 Vitulazio (Ce), Mr. Rolly's
17/12/17 Alvito (Fr), Teatro Comunale
18/12/17 Cantù, All'1e35 circa
24/12/17 Faenza, Clandestino
30/12/17 Firenze, Circolo Progresso
06/01/18 Terni, Mishima


16/6/17 Brisighella (Ra), Grotta della Tanaccia, prima ufficiale
9/7/17 Cosenza,
21/7/17 Kotor (Montenegro), Sea Rock Festival
23/7/17 Pusiano - Buscadero Day
27/7/17 San Benedetto del Tronto (Ap), I'Mporto Festival
2/8/17 Marina di Ravenna (Ra), Peter Pan
3/8/17 Talmassons (Ud), Musica in Villa
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ultimo aggiornamento: 13/11/2017 13:05:20
[UK / Domino]


Songwriter e musicista di Newcastle, atipico e difficilmente catalogabile, Richard Dawson spazia liberamente con voce e corde all'interno di brani che sono flussi di coscienza messi in musica. Laddove il timbro della sua chitarra (ruvida e sbilenca, sull'orlo di spezzarsi ma sempre sincera) evoca sia quello di Derek Bailey che quello di Jandek, la voce insiste nel solco umorale e disarmonico di Kevin Coyne, producendosi in tutta una serie di sberleffi, urla, ghigni beffardi, carezze affilate, affondi rabbiosi e oasi riflessive. 
Sul tutto aleggia il fantasma di Capitano Cuordibue.

Così Sentire e Ascoltare sull'ultimo "Peasant", incensato dalla stampa di tutto il mondo.
"Immaginate di ritrovarvi in una vecchia taverna del 600 d.C. nel nord dell’Inghilterra. In un’atmosfera un po’ alticcia e in un clima da sopravvissuti – la Dark Age britannica, tra guerre, malattie, dolori e famiglie che vanno in frantumi – seduto in un angolo c’è un tizio con una chitarra che stona come una campana ma è in grado di catturare la vostra attenzione con le sue storie, i suoi suoni, la sua poesia, portandovi dove diavolo vuole.
Il suddetto è Richard Dawson e l’universo storico che esplode in Peasant – ottavo album del cantautore folk di Newcastle – ci arriva in tutta la sua forza espressiva attraverso i personaggi che il musicista disegna, al solito, a modo suo: un approccio sempre più weird eppure riconoscibile e raffinato, strutturato su arrangiamenti e orchestrazioni più ambiziose e ricercate rispetto al precedente Nothing Important. ... un disco sopraffino, che sotto un’iniziale livello di complessità palesa presto tutta la sua connaturata accessibilità. Un lavoro notevole che si inserisce nel solco di una tradizione british-folk che trova in questo album nuova linfa e probabilmente anche uno dei suoi dischi migliori degli ultimi anni"
LIVE:
febbraio 2018
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ultimo aggiornamento: 23/10/2017 17:42:08
[Specula Records]


Qualcosa che non vi aspettereste proprio: la cover di “Hey Hey My My” di Neil Young firmata da Teho Teardo e Blixa Bargeld, il duo più oscuro della musica contemporanea, incessantemente dedito a tracciare nuove rotte per l’anima musicale europea.

Si apre proprio con questo monolite rock del celebre musicista canadese il nuovo EP dei 2 artisti, disponibile da oggi, 31 marzo, nelle piattaforme digitali e nei migliori negozi di dischi in vinile per l’etichetta Specula Records. 

A 2 anni dal precedente EP “Spring”, “Fall” segue il lungo tour dell’ultimo, celebrato album “Nerissimo” che ha portato Teardo e Bargeld a suonare in tutta Europa, Cina e Giappone ed anticipa una nuova serie di concerti. “Fall” esce proprio alla fine dell’inverno e raccoglie quanto realizzato in questi mesi tra Roma e Berlino. 

In questa versione di “Hey Hey My My”, emergono le distorsioni, Blixa si impadronisce del rullante, la sega musicale diventa una bacchetta magica che veste la canzone di un abito misterioso e, in un crescendo di archi, clarino basso e chitarra baritona, si celebra la scomposizione di una delle canzoni più significative del passato, per rinvenire quella scrittura nell’Europa dei giorni nostri. Perché “una cover si esegue per liberarsi di una canzone che ci perseguita da anni, lo si fa dopo aver trovato se stessi nelle profondità di qualcosa scritto da altri” spiega Teardo.

Oltre al classico di Neil Young l’EP contiene altri tre brani inediti: “Ziegenfisch”, “Testosteron Sklaven” e “Bianchissimo”.

“Fall” è una vera wunderkammern sonora in cui (ri)scoprire l’attualità di quelle forme primarie, di quei tratti fondanti della cultura europea cari a Teho e Blixa, compresi gli accenni dada del testo di “Bianchissimo” (“Ho superato la membrana/Dò via lino bianco pulito a tutte le anime del Purgatorio/Ho un negozio di biancheria che si chiama Bianchissimo”), un brano ipnotico e teatrale il cui titolo è un evidente divertissement che richiama, per contrasto, il titolo dell’ultimo LP. “Bianchissimo” è una canzone creata impiegando tutte le tracce registrate per la canzone “Nerissimo” e che non sono state utilizzate nel mix finale. 

Ai 2 maestri di cerimonia, nel disco si affiancano David Coulter alla sega musicale, Gabriele Coen al clarino basso e tutta la sezione di archi con Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino, Ambra Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello.
Dopo aver presentato in anteprima assoluta il nuovo EP “Fall” al Palais de Tokyo a Parigi, il duo riprenderà a suonare in Italia nei prossimi mesi ed eseguirà, oltre ai pezzi del nuovo EP, un lungo brano finora inedito. 
Nella line up del tour ci saranno Laura Bisceglia al violoncello, Gabriele Coen al clarino basso ed un quartetto d’archi.

Ascolta "Hey He My My" 

LIVE:
04/05/18 Bergamo @ Druso
05/05/18 Udine @ Teatro Palamostre

04/08/17 Pesaro @ Villa'n'Roll Festival
18/05/17 Bologna @ Locomotiv Club
19/05/17 Trieste @ Teatro Miela
ultimo aggiornamento: 13/11/2017 13:00:50
[(Usa / Tin Angel, Drag City)]


Performer transgender, pianista, orso arpista, gatta fisarmonicista, artista di strada, ex organista di chiesa, cantante, membro della band di Marc Almond e dei Current  93, collaboratrice di Bonnie Prince Billy, Larsen, Andrew W.K., Antony and The Johnsons: questa e  altre ancora le incarnazioni di Baby Dee, artista poliedrica e inafferrabile, classe 1953, originaria di Cleveland. Le sue tante anime e le più disparate esperienze di vita sono condensate nella musica che scrive e nelle canzoni che interpreta:  poetiche, ironiche, struggenti e graffianti.

L'ultimo album di Baby Dee è del 2015, si intitola "I am stick" ed è uscito sull'inglese Tin Angel Records. Dee l'ha definito un “road album”, musica da viaggio che va dappertutto toccando sentimenti come l’amore, il dolore, la mancanza di vergogna, la stupidità e la tranquillità.
Vi hanno collaborato Christina De Vos, Colin Stetson e una band formata da Alex Neilson (batteria) Joe Carvell (Basso) Victor Herrero (chitarra) Jordan Hunt (archi).

www.babydee.org 

http://www.thewire.co.uk/audio/tracks/hear-baby-dee-track
video "The Dance of Diminishing Possibilities"
video "Safe Inside The Day"
Intervista per Indie Eye
LIVE:
23/11/17 Avellino @ Godot Art Bistrot
24/11/17 Roma @ Angelo Mai
25/11/17 Parma @ Borgo delle Colonne
26/11/17 Milano @ secret show

07/07/17 Santarcangelo di Romagna (Rn) @ Santarcangelo dei Teatri
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 13/11/2017 12:59:10
[(Can / Constellation)]


Nota per essere violinista, backing vocalist e co-autrice in band di culto quali Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra e Black Ox Orkestar, e per le sue collaborazioni con Carla Bozulich (Official) Evangelista e il compianto Vic Chesnutt, Jessica Moss giunge con "Pools of Light" al suo primo disco solista, per la mitica Constellation.
Registrato e mixato da Radwan Ghazi Moumneh (Jerusalem In My Heart)


dicono di lei:

WIRE - (recensione sul numero di luglio) "There is a fine line between the contemporary and the ancient in the fusion here of capitalist horror with klezmer traditions: both are tragic, mournful, wistful approaches and, on occasion, revolutionary, or at least resistant...This is a deep but balanced record, elegant in its melancholia and experimental...a multi-layered post-devastation elegy for a broken humanity."

UNCUT - review (June issue) "Moss works a far more thoughtful, nuanced seam...The four parts of "Entire Populations" on Pools Of Light her second solo release...build from klezmer-influenced melodic turns through accreting vocal chants, shuddering tremolo and bedridden drones; "Glaciers" is mournfully slow."

“Rejoice as another member Thee Silver Mt. Zion releases a solo record in the spirit of terror and joy. This is one intense record.” – Norman 9/10

“A powerful solo effort…visceral and sometimes raw…in her hands, the violin becomes a bountiful source of adventurous possibilities. Though she's clearly proven herself to be an invaluable team member in other projects, Pools Of Light makes the strongest of all possible cases for Moss's credibility as a solo artist." – Textura 

“A despairing but cathartic experience…ambitious, expansive and dynamic. After receiving her musical gifts in the context of collaborative projects for so long, listeners should jump on this opportunity to hear her solo work.” – Exclaim 8/10 
LIVE:
25/9/17 Perugia @ Auditorium Marianum, Degustazioni Musicali
26/9/17 Roma @ Fanfulla
27/9/17 Napoli @ Riot Studio
28/9/17 Genova @ Altrove - Teatro della Maddalena
29/9/17 Bologna @ Nero Factory
30/9/17 Udine @ Cas'Aupa
ultimo aggiornamento: 22/09/2017 10:57:52
[(Usa / Constelllation)]


Se mai fosse possibile parlare di un’eroina musicale contemporanea, Carla Bozulich ambirebbe di diritto allo scomodo trono.
Dopo una prima fase di carriera alla guida dei temibili industrial-rockers di Los Angeles Ethyl Meatplow e dei ben più noti alternative-country rockers Geraldine Fibbers (con quel fenomeno di Nels Cline alla chitarra), la nostra vive una seconda giovinezza artistica dal 2006, quando è stata accolta (all'epoca unica musicista non canadese) in casa Constellation, la cult-label di Montreal su cui pubblicano tra gli altri i Godspeed You! Black Emperor.  Nasce così il moniker Evangelista, collettivo-laboratorio aperto avente i propri punti fermi in Tara Barnes (basso) e Dominic Cramp (keyboards) e con cui la Bozulich ha ridefinito i confini tra canzone d’autore, poesia urbana e musica d’avanguardia, pubblicando quattro album (l'omonimo "Evangelista" neò 2007, "Hello, Voyager" nel 2008), "Prince of Truth" nel 2009 e "In Animal Tongue" nel 2011)  che le sono valsi copertine di riviste specializzate (The Wire, Blow Up) e l'acclamazione di critica e pubblico. Quel pubblico che in un live cerca emozioni, intensità e sorpresa, piuttosto che certezze e minestre riscadate.

Del 2014 è il primo disco su Constellation pubblicato a suo nome. Si intolta "Boy", vi hanno largamente contribuito Jhno (John Eichenseer) e l'italiano Andrea Belfi ed è un album più diretto, ruvido e immediato di quelli a nome Evangelista al punto che la stessa Carla lo ha definito, non senza una punta di autoironia, il suo album pop.
Le registrazioni, i numerosi tour con Evangelista e quelli per promuovere "Boy" (spesso in double bill con Swans e i già citati GY!BE) non hanno impedito a Carla Bozulich di portare avanti numerose collaborazioni (Nels Cline, Lydia Lunch, Thurston Moore, Mike Watt, Christian Marclay, Ches Smith, Shahzad Ismaily Francesco Guerri, Sarah Lipstate) e  di esibirsi in progetti di sound installation (presso la Schindler’s House e il Getty Museum). Nell’agosto del 2009 Carla ha suonato al fianco di Marianne Faithfull e Marc Ribot all’interno della Ruhrtriennale 2009 a Dusseldorf. E nel 2011 ha curato una giornata del prestigioso Donau Festival, dove ha invitato Laurie Anderson, David Tibet e Lydia Lunch oltre ad aver realizzato un'installazione nella chiesa medievale di Minoritenkirche.

L'anno in corso ha già visto la ristampa (per Folktale Records, vinile in edizione limitata) del disco del 2003 "Red Headed Stranger", personale reinterpretazione dell'omonimo album del grande Willie Nelson, e prevede a breve l'uscita di "Quieter", un lavoro in bilico tra forma canzone e soundscapes ambientali, contenente alcuni brani non entrati in "Boy" e altri di più recente creazione.
Nell'imminente tour europeo, intitolato "Carla Bozulich’s Bloody Claws: solo LOW END spinal re-location and song", Carla (in inconsueta veste solista, fatte salve possibili incursioni di possibili specia guest), si destreggerà sia alla chitarra che al basso e alternerà pezzi inediti, incursioni nel repertorio di Evangelista e in quello solista, qualche tuffo nel passato dei Geraldine Fibbers, melodie, elettricità, rumore, drones e improvvisazione; il tutto tenuto insieme da una voce che mette i brividi e non ha eguali nel panorama musicale odierno.


LIVE:
Carla Bozulich’s Bloody Claws:
Solo LOW END spinal re-location and song.
Possible special guest

23/9/16 Torino @ Superbudda
28/9/16 Udine @ Visionario
01/10/16 Trieste @ Tetris
2/10/16 Cadoneghe (Pd) @ Villa Da Ponte
6/10/16 Terni @ Mishima
7/10/16 Firenze @ Arci Progresso
8/10/16 Napoli @ Riot Studio
9/10/16 Avellino @ Villa di Marzo
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ultimo aggiornamento: 18/01/2017 18:55:18


"Roberto Paci Dalò’s concert at the Experimental Intermedia (NYC) was a surprise and a pleasure for me. His attention to details is exactly what we need right now. The concert was a wonderful example in the nuances intonation and in the representation of the clarinet as a solo instrument and in the joining of music to words”
Robert Ashley

Compositore e interprete, regista e filmmaker, artista visivo nato a Rimini. Ha studiato musica e arti visive (indirizzo architettonico) a Fiesole e Ravenna. Nel 1993 Premio Berliner Künstlerprogramm des DAAD (residenza a Berlino dal 1993 al 1995). Ha insegnato Drammaturgia dei media e Nuovi media all'Università di Siena all'interno del corso di laurea in Scienze della comunicazione.

Ha scritto e diretto dal 1985 oltre trenta spettacoli teatrali e di teatro-musica presentati in Europa, Americhe, Medio Oriente, Asia, Russia, Israele, Africa. Direttore artistico della compagnia Giardini Pensili - fondata nel 1985 - i cui progetti sono basati sulla collaborazione tra artisti, tecnici, teorici. Al centro del lavoro l’investigazione sul linguaggio, sui sistemi della (tele)comunicazione applicati ai processi artistici, sulle nuove tecnologie, sulla relazione tra memoria e modernità. 

Pioniere nell’utilizzo dell'Internet e dell’integrazione tra tecnologie analogiche e digitali, ha realizzato e presentato opere – commissionate da enti radiotelevisivi, musei, festival - in particolare tra Italia, Austria e Germania con lunghe residenze a Berlino e negli USA. Per definire il proprio lavoro ha coniato le definizioni: drammaturgia dei media e teatro dell’ascolto. Frequentemente realizza le proprie opere in più media approfondendo aspetti percettivi diversi dello stesso materiale in relazione al linguaggio e tecnologie utilizzati di volta in volta. È così che opere sceniche e musicali diventano sovente pezzi radiofonici o installazioni interattive suono/video e progetti on-line.

Tra le collaborazioni: Philip Jeck, Predrag Matvejevic', David Moss, Gerfried Stocker, Gabriele Frasca, Giorgio Agamben, Terry Riley, Yehuda Amichai, Maurizio Cattelan, Caterina Sagna, Stalker, Scanner.
LIVE:
21/9/16 Udine @ Visi(on)air  (in "1915. The Armenian Files)
19/10/16 Roma @ Macro (in "1915. The Armenian Files)

09/10/15 Schio (Vi) @ Centro Stabile di Cultura (in "1915. The Armenian Files")

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ultimo aggiornamento: 21/02/2017 10:40:12


Father Murphy suona come il senso di colpa cattolico. Una spirale discendente che mira verso il fondo, e poi ancora più in giù. I loro live sono riti infuocati, liturgie trasognanti e inesorabili che non possono lasciare indifferenti.
Dopo aver suonato in tutta Europa e fatto tour in Nord America con Deerhoof, Dirty Beaches e Xiu Xiu.... dopo le lodi sperticate ricevute, fra gli altri, dall'arcidruido Julian Cope... dopo l'lp “Anyway your children will deny it” (fra i 50 migliori album del 2012 secondo il magazine inglese Rock-a-Rolla) e il concept album sul tema del fallimento, "Pain is on our side now" (uscito a gennaio 2014 per Boring Machines e l'americana Aagoo Records e mixato come il precedente da Greg Saunier dei Deerhoof)... dopo l'ennesimo tour americano, con palco condiviso stavolta con gli Swans di Michael Gira..... a marzo 2015 esce "Croce", per l'americana The Flenser (etichetta che ha in catalogo anche Boduf Songs): ennesima esplorazione del Reverendo Murphy e Chiara Lee nei meandri più bui dell'esperienza umana, un viaggio spaziotemporale avvolto in una coltre di drones e rumore ed in cui, di tanto in tanto, fanno capolino squarci di luce e melodia...
"Croce" sarà presentato in tour italiano nella seconda metà di febbraio 2015; e poi da marzo nel resto d'Europa.

Father Murphy negli anni è diventata la più misteriosa ed enigmatica entità musicale italiana, parte di quella scena che definita come “psichedelia occulta italiana”.

video teaser di "Croce"

anteprima traccia n.1 del nuov disco, "Croce", su The Quietus

Sentire Ascoltare annuncia così il disco

Il nuovo album è anticipato dall'uscita, sull'inglese Blue Tapes, di una cassetta con un lungo pezzo dei Father Murphy dal titolo Calvary
https://soundcloud.com/blue-tapes/blue-fifteen-father-murphy-calvary
http://bluetapes.co.uk/

The Quietus ha inserito i Father Murphy tra i migliori gruppi europei in fatto di psichedelia! In prestigiosa compagnia di Circle, Demdike Stare, Grumbling Fur, Fire! Fire Orchestra, Nurse With Wound e altri....  http://thequietus.com/articles/15766-european-psychedelic-music-survey-list


presentazione lunga:

Father Murphy è una band che, con tre album e una pletora di uscite a tiratura limitata (cassette, 7'', 10''...), è diventata una delle più enigmatiche e misteriose proposte musicali nate in questi ultimi anni in Italia. La loro musica ha via via perso i riferimenti iniziali, per definirsi sempre più in una proposta unica e personale che, pur partendo dal rock di matrice anglosassone, riesce a ricavare uno spazio proprio e radicarsi, per sonorità e immaginario visivo, nel filone tutto italiano di musica sacra e profana medievale, passando per Monteverdi e Pergolesi, fino ad arrivare a band misconosciute anni '60 ma di culto, Jacula, le colonne sonore dei primi film di Dario Argento, e le direzioni di Ennio Morricone

Father Murphy sin dall'inizio si presenta anche come protagonista di una Leggenda personale, un'epopea dalle fosche tinte, che inizia così: "In una calda calda estate, un tale reverendo Murphy che viveva a Brooklyn, New York, ebbe due figli: Freddie, che decise di rimanere a Brooklyn, e la piccola Chiara Lee, che invece si trasferì in Cina. Caduti entrambi in un lungo sonno, si ritrovarono anni e anni dopo in quel di Venezia, dove il vicario Vittorio Demarin li battezzò."

La band è stata caratterizzata, nei primi anni di vita, da repentini cambi di stile, associabili più al seguire una sorta di piano predeterminato, quasi una predestinazione, che al mero esercizio stilistico. E quindi, ecco la psichedelia acustica e irridente figlia del Barrett solista, quanto la follia ludica dei primi Os Mutantes, mixati dall'ironia del buon John Lydon. Questo capitolo della loro Leggenda la band si riferisce a dischi come “Six Musicians gettin unknown” e “I saw seven horns rising up from the Sea when a rooster sang for the third time”.
Dopo un'intensa attività live, in Italia quanto in Europa, i vari passaggi radiofonici, le prime recensioni e interviste, fino ad essere chiamati a suonare dal vivo in diretta per il canale RAI Futura all'interno della trasmissione Larsen, il cammino del gruppo si compie quindi non tanto nell'ortodossia musicale, ma in una pura e ritrovata furia eretica, dove eresia è però usata nel suo significato primario, ovvero scelta, capacità di scelta.

Eccoci quindi arrivare quel "...and He Told us to turn to the Sun", concept album  appunto sull'Eresia (uscito in Europa il primo dicembre 2008, e negli Usa/UK/Giappone via nell'agosto successivo), presentato dal vivo in Italia, Germania, Olanda, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Austria, Francia, Svizzera, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, che è valso alla band anche le attenzioni di Julian Cope, Michael Gira, John Dieterich dei Deerhoof (che li han voluti al Sonic City Festival in Belgio, festival da loro curato), Carla Bozulich/Evangelista, con cui la band ha condiviso varie volte il palco… e, tra le altre, l'interesse di riviste come The Wire, NME, Financial Times, Uncut e, in Italia, Internazionale, Mucchio Selvaggio, Blow Up, D di Donna…

Nel settembre 2010 è quindi uscito un nuovo capitolo di questa Leggenda, quattro nuove tracce (tra cui una cover del canadese Leonard Cohen) indirizzate ad un misticismo scuro, devoto al concetto di preghiera/lamento intesa come suono reiterato, continuo, comunque contraddistinto da una forte quanto necessaria dose di autoironia. Un nuovo EP  dal titolo “No room for the weak”, che ottiene ancora ottimi consensi dalla stampa italiana e estera (su tutti, recensione e intervista sull'inglese Rock a Rolla, con riconferme su Internazionale, Blow Up, D di Donna).
Per presentare la nuova uscita Father Murphy hanno sostenuto una tournée di 137 concerti in un solo anno, arrivando ad essere la prima band italiana ad essere invitata al Pop Montreal Festival, ottobre 2010; la band riesce per la prima volta a suonare anche in Scandinavia e in Polonia, fino ad essere voluta all'interno dello S.K.I.F. festival di San Pietroburgo, grazie al patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura della città costiera russa,  nel maggio 2011.
All'interno quindi dell'ennesima tournée europea, dove è affiancata dagli americani Sic Alps, la band quindi propone una performance sonora e video, ricreando una sorta di rito affidato, più che ad immagini, ad un gioco di ombre.  A settembre, quindi, i Murphy sono tra i protagonisti di una residenza artistica presso il Teatro Moderno di Agliana (PT), che si conclude il 17 settembre, al Bolognini di Pistoia, con uno spettacolo per 8 voci/strumenti e direttore/regista, accompagnato da un cut up in real time di immagini prese dal film “Il Gabinetto del Dottor Caligari”.

Durante l'estate inoltre, dopo una performance nel Padiglione danese, all'interno della Biennale d'Arte di Venezia, invitati dall'artista scandinavo FOS, la band rientra in studio per completare la realizzazione del nuovo album (nuovo capitolo della Leggenda personale che indaga su gioe e ombre dell'eremitaggio) il cui missaggio e masterizzazione sono  affidati a Greg Saunier (batterista della Plastic Ono Band e Deerhoof). Il disco, dal titolo “Anyway your children will deny it” esce a marzo 2012, che, oltre ad essere ottimamente ricevuto dalla critica inglese, europea e italiana, vede la band partire per un tour di cinque mesi, di 115 date, tra cui sette settimane di spalla a Xiu Xiu e Dirty Beaches in USA e Canada, i concerti di supporto a Tune Yards e molti altri. Dopo essere stata invitata ad alcuni festival estivi quindi in Italia, Germania, Danimarca e Polonia, la band ripartirà per l'ultima parte di tour a fine ottobre, per toccare nuovamente l'Europa Occidentale, fino all'Irlanda, per quindi tornare nuovamente anche nel sud del Bel Paese.
Sempre a novembre uscirà un disco di remix di pezzi dell'ultimo album, a cura di Black Dice, Tune Yards, Sic Alps, E.M.A. e molti altri. 

A gennaio 2014 i Father Murphy presentano un nuovo ep, dedicato al tema del fallimento. Così ne parla Vittore Baroni, in anteprima: "L'altro link ricevuto stamani dalla Boring Machines... è per un doppio vinile 10" dei Father Murphy, "Pain is On Our Side Now" in uscita il 17 gennaio 2014 (ovvero per il mio compleanno!). Si tratterà di un vero feticcio per gli amanti del vinile, in quanto i due 10" (formato intermedio fra singolo e album lp) sono incisi su un solo lato con due tracce ciascuno e sono da ascoltare (volendo) simultaneamente su due giradischi. I brani sono assolutamente spiazzanti anche per chi è abituato ai folli cambi di marcia e stile del duo (li ho conosciuti agli inizi della loro carriera, in un concerto all'Hybrida di Tarcento parecchi anni fa, e poi li ho sempre tenuti d'o-re-cchio, senza mai pentirmene), tra dronanti memorie krautrock, orchestrazioni maestose o spettralmente chiesastiche, cori deliranti e misteriose declamazioni su rombanti grovigli avant-noise. Insomma una miscela del tutto inclassificabile e fuori dal coro, come se ne trova sempre più di rado. Partecipano vari ospiti internazionali (Ezra Buchla, Gianni Giublena Rosacroce, Daniel Schleifer, Michael Jeffries). WeyRder than Residents! Harry Partch reincarnato in una band doom metal!! ESP Record per gli anni Tremila!!!"

E a febbraio 2015 tocca al nuovo LP, "Croce", sull'americana The Flenser (label, tra gli altri, di Boduf Songs)

RASSEGNA STAMPA E COMMENTI VARI...

Gli apprezzamenti di Julian Cope 

John Dieterich dei Deerhoof a proposito di ",.and He Told us to turn to the Sun": "Truly masterfully put together, amazing songs with tons of space and utterly original arrangements. […] Just an incredible album.".

Sentire e Ascoltare su "Anyway..."

Ondarock su "Anyway..."

Sentire e Ascoltare su Italia Occulta e festival Thalassa al Dal Verme

XL su dieci dischi italiani da conoscere assolutamente

"Ci facciamo prendere per mano nella buia basilica ed incrociamo il nostro destino, sulla tambureggiante intro che e' una detonazione interiore. Musica tribale di ieri, oggi e domani." BLOW UP
"Non passa un filo di luce attraverso i quattro brani di questo album breve." RUMORE
"..l'oscurita' la fa da padrona. In maniera pero' elegantissima e convincente. L'ennesimo grande passo." SENTIREASCOLTARE
"..l'isolazionismo psichico dei Father Murphy e' un vivido teatro di forti clima che si avverte da subito, un assuefazione a disarmonie diversamente sacre, conflitti sonori, melodie oblique e perfette per la catarsi" KOMAKINO
"Quando diventano corali e saturi, i Father Murphy spaccano. Ma nel saper dosare questa forza con parsimonia, in un dialogo con il silenzio che ne potenzia l efficacia e che ne macchia di nero i contorni, sta uno dei maggiori pregi della band." STORIA DELLA MUSICA

LIVE:
Father Murphy
31/03/16 Prato @ Nub/Spazio K
01/04/16 Roma @ Dal Verme / Ongapalooza
02/04/16 Salerno @ Mumble Rumble
03/04/16 Ferrara @ Arci Bolognesi
14/04/16 Torino @ Spazio 211 
15/04/16 Parma @ Vesperum, Galleria San Ludovico
28/05/16 San Martino Spino (Mo) @ Musica nelle Valli
29/05/16 Rovereto (Tn) @ Loao's
11/06/16 Milano

18/11 Faenza (Ra) @ Clandestino
19/11 Mestre (Ve) @ Spazio Aereo
09/07/15 Bologna @ Medieval KNights
17/07/15 Villacidro (Ca) @ Abarra Festival
18/07/15 Recanati (Mc) @ Circolo Dong

Tour di presentazione di "Croce" (The Flenser, 2015)
12/02/15 Roma @ Dal Verme 
13/02/15 Prato @ Controsenso
14/02/15 Napoli @ Cellar Theory
15/02/15 Avellino @ Godot Art Bistrot
17/02/15 La Spezia @ B-Tomic
18/02/15 Torino @ Magazzino sul Po
24/02/15 Milano @ Macao
25/02/15 Rovereto @ Bar Loco's
27/02/15 Ravenna @ Bronson
28/02/15 Verona @ Chiesa S. Maria in Chiavica

26/12/14 Reggio Emilia @ Dinamo
27/12/14 Foligno (Pg) @ Supersonic (Black Sheep)

Tour presentazione EP "PAIN IS ON OUR SIDE NOW"
22/03/14 Ravenna @ Transmissions Festival
16/01/14 Jesi (An) @ Tnt
17/01/14 Fasano (Br) @ Circolo Eliogabalo
18/01/14 Trani (Ba) @ Korova
19/01/14 Avellino @ Chiedi Asilo
20/01/14 Roma @ Dal Verme
21/01/14 Latina @ Circolo Hemingway
22/01/14 San Benedetto del Tronto (Ap) @ Viniles
23/01/14 Gabicce Mare (Pu) @ Diamond
24/01/14 Bologna @ Freak Out (w/ Geoff Farina)
25/01/14 Parma @ Arci Zerbini
30/01/14 Genova @ Altrove
31/01/14 Milano @ Leoncavallo (w/ Control Unit)
01/02/14 Torino @ Velvet

24/08/13 Rimini @ Tafuzzy Days
11/03/13, Cuneo @ Alle Basse, Polipi e Psichedelia 2
03/04/13 Sansepolcro @ private show
04/04/13 Roma @ Dal Verme Thalassa Festival
06/04/13 Rimini @ Neon
08/12/12 Bergamo @ Edoné
12/12/12 Roma @ Dal Verme
15/12/12 Messina @ Retronouveau*
16/12/12 Ragusa @ Circolo Lebowsk*i
17/12/12 Catania @ Teatro Coppola*
18/12/12 Taranto@ La Corte dei Miracoli*
19/12/12 Alessano (Ta) @ Li Santi*
20/12/12 Molfetta (Ba) @ Macerie*
22/12/12 Ravenna @ Bronson
* in collaboraz. con Always Never Again

04/04/12 Pistoia
05/04/12 Roma @ Traffic
06/04/12 Itri @ Brigadisco
07/'4/12 Napoli @ Mamamu 
08/04/12 Salerno @ House show
09/04/12 Copertino (Le) @ Sotterranei
13/04/12 Bergamo @ Neverland in Polaresco

06/01/11 Genova @ La Claque
26/02/11 San Benedetto del Tronto (AP) @ Pao
27/02/11 Jesi (An) @ Tnt
02/03/11 Napoli @ Cellar Theory tbc
03/03/11 Caserta @ Jarmusch
04/03/11 Cosenza @ Lagrange - "Always Never Again"
05/03/11 Catania @ Zò (+ Lydia Lunch "Big Sexy Noise)
06/03/11 Reggio Calabria @ Unpop
07/03/11 Catanzaro
09/03/11 Napoli @ Trail Music Lab
10/03/11 Perugia @ Loop
31/07/11 Arbus (Ca) @ Here I Stay Festival
06/08/11 Ragusa @ Chiesa 

ultimo aggiornamento: 06/10/2016 13:37:30
[Canada / Leaf]

"Asperities" è uscito il 30 ottobre 2015 ed è il quarto album solista di Julia Kent, il secondo sulla prestigiosa label inglese Leaf Records. E' un album sul tema del conflitto: interiore, personale, globale, su temi universali quali il senso di colpa, la paura, la minaccia della violenza. Pur avendo una forte componente cinematica, non c'è nulla nelle sue tracce che evochi un happy ending hollywoodiano: è musica attraversata da tensione e oscurità. Registrato e mixato dalla Kent nel suo studio di New York, e centrato su loop e strati di violoncello, su elettronica e suoni trovati,  trasmette un senso di isolamento che è tanto più forte in un mondo sempre più interconnesso e iperconnesso quale il nostro.

Il video di Invitation to the voyage 
E l'anteprima, su Pomatters, del video di Flag Of No Country
Cover story su Indie-Eye

BIO
Julia Kent è nata a Vancouver, in Canada, e vive a New York. Compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, e “impegnata e spiccatamente personale". 
Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l'attività solista arrivando a realizzare ben quattro album e un ep. Delay (Important2007) era ispirato dalla riflessione sul disorientamento legato al senso del viaggio, Green and Grey (Tin Angels, 2011)  evocava musicalmente il rapporto tra processi organici e tecnologia, mentre  Character (il primo per la prestigiosa label inglese Leaf, uscito a marzo 2013) era un'esplorazione all'interno del sé, un viaggio nella propria geografia interiore.
La musica della Kent è stata utilizzata nelle colonne sonore di diversi film (un suo brano figura in "This must be the place" di Paolo Sorrentino) e come accompagnamento di performance teatrali e di danza; ha suonato in Europa e Nord America, esibendosi durante festival come il Primavera Sound a Barcellona, il Donau Festival in Austria e l'Unsound Festival a New York. 
LIVE:
Sonorizzazione di "C'era una volta", con Paolo Spaccamonti e Stefano Pilia

08/09/17 Massa Carrara

22/01/16 Torino @ Cinema Massimo
23/01/16 Perugia @ PostModernissimo
24/01/16 Viterbo @ Bancovolta
17/07/16 Torino @ Palazzo Reale

Julia Kent solo
14/04/17 Bassano del Grappa (Vi) @ Piazza di Brenta
19/04/17 Terracina (Lt) @ "Tracce"
20/04/17 Civitanova Marche (Mc) @ Galleria Cento Fiorini
25/05/17 Pistoia,  BRUMA Vol.II ,Chiesa di San Michele in Cioncio
26/05/17 San Gemini (Tr), Tempio San Giovanni Battista, Degustazioni Musicali
27/05/17 Napoli, Chiesa di S. Maria della Misericordia
30/05/17 Roma @ Angelo Mai (w/ Roseluxx)
03/06/17 Este (Pd) @ Festival delle Basse
24/06/17 Milano @ Terraforma

26/01/16 Milano @ Sacrestia
30/01/16 Reggio Emiilia @ Red Noise
11/03/16 Udine @ Visionario
12/03/16 Cagli (PU) @ Teatro (w/ Paolo Spaccamonti)
15/04/16 Ascoli Piceno @ APP
02/07/16 Montecchio (RE)
07/07/16 San Gimignano (SI) @ Orizzonti Verticali
23/09/16 Parma @ Cubo / Verdi Off

29/09/15 Catania @ Efestiade
09/10/15 Foligno (Pg) @ Spazio Zut / World Umbria Fest (con Alessandro "Asso" Stefana)
14/11/15 Roma @ Circuiterie / Nuovo Cinema Palazzo
19/07/15 Topolò @ Stazione Topolò
28/07/15 San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali
31/07/15 Carpi (Mo), con Alessandro Asso Stefana
07/02/15 Cerea (Vr) @ Teatro Aperto di Asparetto (con Alessandro 'Asso' Stefana)
20/02/15 Schio (Vi) @ Chiesa S.Francesco (con Alessandro 'Asso' Stefana)
21/02/15 Rimini @ Primo Piano (con Alessandro 'Asso' Stefana)

20/06/14 Cesena @ Itinerario Festival 
21/06/14 Isola Maggiore (Lago Trasimeno) @ Music for Sunset - CANCELLATO
22/06/14 Sant'Andrea di Suasa (PU) @ Ville e Castella
29/07/14 Terracina (Lt) @ Tracce
0/07/14 Avellino @ Oltre il Giardino
02/08/14 Offagna (An) @ New Evo
06/09/14 Riccione @ Premio Ilaria Alpi

14/11/13 Ferrara @ Zuni, "Collateral" (con Teho Teardo)
15/11/13 Schio (Vi) @ Chiesa S. Francesco
16/11/13 Monza @ Teatrino di Corte della Villa Reale ("Lampi")
21/03/13 Catania @ Palazzo Biscari
19/04/13 Vittoria (Rg) @ Teatro Comunale 
20/04/13 Schio (Vi) @ CSC
21/04/13 Verona @ Chiesa di Santa Maria in Chiavica
25/04/13 Venezia @ Torre di Porta Nuova (Arsenale)
27/04/13 Pistoia @ Teatro Il Moderno
07/02/13 La Spezia @ B-Tomic
17/02/13 Soragna (Pr) @ Nuovo Teatro di Soragna, ore 18

17/11/12 Parma @ Teatro Due
18/11/12 Marostica (Vi) @ Panic Jazz Club
08/08/12 Catania @ Teatro Greco Romano "Efestiade 2012"
16/09/11 Roma @ Init (w/ Lloyd Turner)
17/09/11 Napoli @ Riot Studio (w/ Parallel 41)
13/10/11 Pisa @ Caracol
ultimo aggiornamento: 13/11/2017 13:00:30
[Can / Kranky]


Dopo un’attesa di due anni, Tim Hecker torna ad esibirsi in Italia. L’artista canadese, fra i protagonisti più influenti e di maggior successo della sperimentazione atmosferica degli ultimi quindici anni, presenterà in autunno Love Streams, suo ultimo album che ha segnato il suo approdo presso il catalogo della prestigiosa etichetta 4AD. Un lavoro in cui l’artista evolve le stratificate orchestrazioni elettroniche sperimentate sul precedente Virgins rielaborandole in chiave melancolica. Costituiti da strati di tastiere, cori e fiati registrati in studio e trasfigurati attraverso l’uso di complessi software, gli undici brani del disco traspongono l’ispirazione per i lavori corali del Cinquecento (in particolare quelli di Josquin des Perez) in un linguaggio post-contemporaneo, fatto di risonanze digitali e fantasie sintetiche.

Tim Hecker è autore di una ricerca peculiare e innovativa. La musica, definita talvolta “ambient strutturata” esplora l’intersezione tra rumore, dissonanze e melodie. Con la quadrilogia composta da Harmony In Ultraviolet (2006), An Imaginary Country (2009) e, soprattutto, gli acclamati Ravedeath, 1972 (2011) e Virgins (2013) si è imposto come uno degli esponenti di punta della musica elettronica contemporanea, sviluppando un nuovo modo d’intendere il ruolo del suono in termini di impatto fisico e percettivo. L’ultimo Love Streams (2016) ha segnato una svolta nel suo sound, maggiormente improntato sulla melodia, il vocal loop e i suoni organici.

Negli anni seguenti è arrivato a collaborare con artisti del calibro di Ben Frost e Oneohtrix Point Never, con cui ha lavorato in tandem per l’album Instrumental Tourist (2012). Prima di approdare a Mute ha inciso, fra le altre, per etichette come Room40, Mille Plateaux, FatCat e, soprattutto, Kranky. Collabora stabilmente anche per compagnie di danza contemporanea e come autore di installazioni nell’ambito della sound art. Le sue performance dal vivo toccano i festival più importanti al mondo, come Sonar, Mutek, Primavera Sound, Victoriaville, Vancouver New Music Festival e Transmediale. 


Il video di Black Refraction

“Con ‘Virgins’ Tim Hecker entra di diritto tra i più grandi di sempre. Come se ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo. ”
(OndaRock)

“Tim Hecker non cerca di descrivere la purezza del sentimento religioso, ma al contrario le sue contraddizioni, quelle che legano la lucentezza del sacro all’oscurantismo diffuso nelle società contemporanee, con le sue guerre al terrore, le sue purificazioni ed i suoi effetti collaterali”
(Distorsioni)

“‘Hecker’s abstractions have never been more expressive than they are on ‘Virgins’, and his containers have never been more fraught. His main compositional principle might have come from the late philosopher Marshall Berman: All that is solid melts into air.”
(Spin)

“Hecker’s music has always been eerie, but never this forceful. Some sections of ‘Virgins’ feel like soundtracks for horror-movie climaxes when the camera fixes on a sickening image and refuses to turn away, fascinated and trapped at the same time.”
(Pitchfork)

 su RAVEDEATH, uscito su Kranky a marzo 2011: 

 "Dalla densa ma vividissima coltre che avvolge il lavoro in un bozzolo di inquietudine ed eccitazione, affiorano simulacri di rumore e sample crepitanti, ma anche sorprendenti frammenti di serenità pianistica e profonde immersioniambientali, che coniugano in una sintesi magistrale anime sovente lasciate separate da artisti operanti in ambito affine (si pensi alle texture romantiche e alle amplificazioni droniche di Eluvium)... Tim Hecker ha forse qui edificato il suo capolavoro. Un'opera densa e multiforme, che abbraccia stili diversi e tocca precordi difficilmente avvicinabili. L'autore canadese coglie pienamente nel segno, plasmando la materia ambientale con un tocco ruvido e nel contempo pregno di romanticismo. È musica per chiudersi e riaprirsi, per liberare la mente e il cuore alla contemplazione dell'infinito " ondarock, disco del mese di marzo (8/10)
LIVE:
in collaborazione con Basemental

23/05/17 Milano @ "Electropark", Teatro Franco Parenti
24/05/17 Rovereto (Tn) @ Auditorium Melotti

23/09/16 Roma @ Quirinetta
03/11/16 Torino @ Club to Club

19/09/14 Padova @ Bastione Alicorno
21/09/14 Foligno (Pg) @ Spazio Zut!


30/11/12 Roma @ Chiesa Evangelica Metodista - C(h)orde
16/03/12 Ravenna @ Transmissions Festival
11/02/12 Parma @ Auditorium del Carmine (pipe organ performance)
05/12/11 Torino @ Blah Blah
06/12/11 Milano @ Spazio 'O
08/12/11 Pisa @ Overflow Caracol


INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 09/08/2017 12:55:22
[Gre-Aus / Bella Union Records]


"Black Peak" è il secondo disco di questo duo stellare, composto dal liutista cretese George Xylouris (figlio del leggendario cantante e suonatore di lira Psarandonis) e dall'australiano Jim White, pirotecnico batterista dei Dirty Thtree (anche con Cat Power, Bill Callahan/Smog, Pj Harvey, Bonnie Prince Billy).
Prodotto da Guy Picciotto (Fugazi) e uscito a ottobre sulla benemerita Bella Union, "Black Peak" è un disco di avant folk nomade e caleidoscopico, frustato dal vento, intriso della forza degli elementi e innervato da una tradizione in costante movimento. Benché l'album sia già notevole, è dal vivo che il duo dà il meglio di sé, lanciandosi in avventurose e coinvolgenti session dove talento e ispirazioni  si mettono al servizio della pancia e del cuore. Provare per credere

Darwish Two (scelto da Nick Cave per una compilation su Mojo)

Mojo ****
LIVE:
14/07/27 Cotignola (Ra) @ Arena delle balle di paglia
16/07/17 Reggio Emilia @ Musei Civici / Sound Museum 2 (a cura di Red noise)
23/08/17 Calitri (Av), Sponz Fest 2017 (concerto all'alba)
03/09/17 Sterpo di Bertiolo: (Ud) @ Villa Colloredo Venier, Musica in Villa
06/09/17 San Sperata (Ca), Arte x arTE, incontro/intervista con i musicisti
07/09/17 Cagliari EXMA
09/09/17 Palau (Or) @ "Isole Che Parlano"Festival
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 22/09/2017 10:49:59
[Usa / Matador, El Segell]


Lee Ranaldo 
Chitarrista e cantante di Long Island (NY), componente storico dei Sonic Youth, solista, produttore, scrittore, poeta e editore, Lee Ranaldo è stato incluso (con il sodale Thurston Moore) nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi dalla prestigiosa rivista Rolling Stone, Lee presenterà in chiave acustica e solo sul palco - si fa per dire: gli faranno compagnia sei  chitarre - i brani dei suoi ultimi dischi: Last Night on Earth e Between the Times and the Tides, usciti entrambi su Matador, e Acoustic Dust, pubblicato dalla El Segell, etichetta costola del Primavera Sound. Non mancheranno le sorprese: arricchiranno il suo set cover imprevedibili e qualche anticipazione dal suo prossimo lavoro in studio. Un'occasione irripetibile per ascoltare una leggenda del rock underground alle prese con un repertorio più pop(ular), nel pieno solco del migliore songwriting anglosassone.

Qualche video:
"Off The Wall" dalla data romana del 29/10/14
"Bushes and Briars" (Sandy Denny), live at Café Oto,Londra
LIVE:
Lee Ranaldo & Leah Singer presenting "Sight Unseen"
16/07/16 Bauaudu (Or) @ DU Festival

Lee Ranaldo solo acoustic
21/07/16 Vasto (Ch) @ Siren Festival


05/02/16 San Gemini (Tr) @ Degustazioni Musicali Umbria / Tempio San Giovanni Battista
06/02/16 Napoli @ Hart
11/03/15 Padova @ Sala dei Giganti / Pulse
12/03/15 San Costanzo (Pu) @ Teatro della Concordia
13/03/15 Firenze @ Sala Vanni
14/03/15 Roma @ Unplugged in Monti (posti limitati)
28/10/14 Milano @ Biko
29/10/14 Roma @ Chiesa Evangelica Metodista / Unplugged in Monti
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 08/03/2017 11:05:35
[Ita / Tremoloa]


OoopopoiooO
due theremin, due voci, un violino, elettronica e tanto altro...

Video:

Dopo due anni di intensa attività e più di settanta date in Italia, Europa e Americhe, esce finalmente  (a fine aprile, sulla Tremoloa di Alessandro "Asso" Stefana) il primo lavoro discografico del duo OoopopoiooO, progetto di Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, musicisti tra i più interessanti nel panorama italiano odierno.  
Vasi, punto di riferimento del mondo della sperimentazione e presente sulla scena internazionale da più di 25 anni, è noto al grande pubblico soprattutto per le collaborazioni con Vinicio Capossela e Mike Patton.
Sturba è invece una novità assoluta nel panorama musicale italiano, almeno per i non addetti ai lavori.  Attiva attualmente in progetti originali, come "Vale & the Varlet", e nell'ensemble "Grande Abarasse Orchestra" di John de Leo.

Il loro lavoro vede come protagonista il theremin (strumento del quale sono entrambi virtuosi e massimi esponenti), e si pone a cavallo tra pop e sperimentazione sonora, incrociando spesso universi artistici "lontani". Si intreccia, ad esempio, con quello di scrittori come Ermanno Cavazzoni e Stefano Benni, ma anche con quello di artisti visivi come Luigi Minguzzi, Cosimo Miorelli, Alberto Stevanato e Solenn Le Marchand; con il mondo dei film muti (vincono il festival Rimusicazioni) e con quello di giovani autori di talento (le filastrocche "Animali da concerto"). 
Anche per questo OoopopoiooO è un progetto trasversale, non inquadrabile in alcun genere; il loro bizzarro nome, con le O grandi ai lati, è comparso sui cartelloni dei festival più disparati: Young Jazz per Umbria Jazz, Electromagnetica Theremin Fest, Flussi, Dancity, Hai Paura del Buio?…

Negli undici brani dell'album omonimo si compie un viaggio dedicato ai suoni e alle visioni, in cui è facile perdersi in atmosfere oniriche o lasciarsi cullare dal suono impalpabile dei theremin, ma anche farsi trasportare dal ritmo e dalla leggerezza delle canzoni.
I due theremin, violino e basso, le due voci, l'elettronica, i giocattoli e le piccole percussioni di ogni tipo distribuiti su due set quasi speculari, l'ampio uso dei loop e di musica elettronica "suonata", portano la massa sonora di questo insolito duo ai livelli di una piccola orchestra, capace di ospitare tutti i loro mondi paralleli in una sorta di multiverso fluttuante e cool. E come un sistema di pianeti essi interagiscono e gravitano intorno ad altri musicisti, con cui sperimentare affinità e differenze. Hanno così preso parte alle registrazioni Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro, Filippo Monico, Antonio Borghini, Dimitri Sillato, Edoardo Marraffa, Zeno De Rossi

Nel repertorio live, oltre a brani originali, si possono ascoltare riletture di brani di Aphex Twin, Philip Glass, Nucleus, Ravel, Inti Illimani…

Vincenzo Vasi: theremin, basso elettrico, voce, elettronica, giocattoli, ukulele...
Valeria Sturba: theremin, violino, voce, giocattoli, elettronica....
LIVE:
27/03/15 Udine @ La Scimmia Nuda Social Club
17/04/15 Morbegno (So) @ Palazzo Malacridà
24/04/15 Vittorio Veneto (Tv) @  Sala del maggior consiglio del Museo Del Cenedese
26/04/15 Trebaseleghe (Tv) @ Goto Storto
03/05/15 Mestre (Ve) @ Spazio Aereo
13/05/15 Perugia @ PostModernissimo (sonorizzazione de "Le Perle")
14/05/15 Roma @ Klamm
15/05/15 Castiglione del Lago (Pg) @ 909 Café
21/05/15 Torino @ Officine Ferroviarie
22/05/15 Quargnenta (Al) @ Valdapozzo
23/05/15 La Spezia @ B-Tomic
06/06/15 Urbana (Pd) @ Festival delle Basse
04/07/15 Verona @ Balera Veronetta
29/07/15 Bologna @ Giardini Margherita
30/07/15 Ascoli
06/08/15 Offagna (An) @ New Evo Festival
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ultimo aggiornamento: 06/09/2015 23:13:58
[New Zealand / FIre Records]



“Part Sun Ra otherworldiness, part Sublime Frequencies and part ESG … Orchestra of Spheres blew us away. I’ve seen them several times since that first gig and the magic only intensifies each time.”
Dan Snaith, Caribou

"un'anima psichedelica che si fonde con strati funk, labili dinamiche 'danzerecce', venature melodiche, ruvidità intrinseche e ritmi irregolari e che in alcuni brani sfiorano un elevato livello di sperimentazione e anche minimalismo" Ondarock

"groove alieno, poliritmie africane, voodoo marcio, funk bianco deformato e dall’attitudine spacey, elettroniche d’accatto, percussività incessante ed eclettica, gamelan indonesiani, tradizionali del Borneo e tutto ciò che vi può venire in mente – frullato insieme – dai 23 Skidoo ai Rapture lo ritroverete miscelato in varie dosi... con in più una capacità teatrale non indifferente." Sentire Ascoltare

Orchestra of Spheres returned to Europe in 2016 with a new album 'Brothers And Sisters Of The Black Lagoon' (Fire Records), following in the wake of the genre defying future classics 'Nonagonic Now'(2010) and 'Vibration Animal Sex Brain Music' (2013). Described variously as 'a surreal road-trip through a hyper primal, fuzzed-out, synth laden, garden of Eden', the New Zealand 4-piece are a hot, dynamic unit who present a live show that defies both categorization and expectation. Using home made instruments and adorned with dazzling costumes, Orchestra Of Spheres' dazzling otherness and sheer party energy will enliven any place anywhere if given the chance!
LIVE:
12/07/17 Udine @ VISI(on)AIR
13/07/17 Offagna (An) @ New Evo Festival
15/07/17 Palazzolo sul Senio (Fi) @ Fresco Festival
17/07/17 Terracina (Lt) @ Tracce
ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:50:18
[(Usa / Dead Oceans)]


Roomsound 15th anniversary reissue & tour
15 anni fa usciva "Roomsound", il primo disco dei Califone. Quello che si dice un album seminale, in grado di tracciare una linea e anticipare tendenze, lontano dai riflettori ma ben presente nella testa e nel cuore di addetti ai lavori, musicisti e appassionati. Band come Wilco, Iron & Wine e Modest Mouse, per citare nomi con i quali i Califone vantano amicizie e collaborazioni assai strette, hanno ampiamente attinto alla miniera di suoni che la band di Tim Rutili sciorinava nei dieci brani di quell'esordio fulminante ma soprattutto all'idea che lo sottendeva: innestare nel corpo sonoro dell'american music, fatto di folk, country e blues, elementi di disturbo, "scarti" e deviazioni, provocando un disorientamento produttivo e rigenerante; della serie, rendere strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano. Di questa cifra estetica i Califone erano e sono indiscussi maestri e gli innumerevoli tentativi di imitazione tali sono rimasti. Slide polverose e schegge elettriche, elettronica in bassa fedeltà e tastiere analogiche, suoni trovati e percussioni autocostruite, ripiegamenti acustici alternati a impennate rabbiose, vocalità dolente ma anche corale e trascinante sono il marchio di fabbrica di quel disco (e dei suoi successori, altrettanto belli).
Attenta com'è ai percorsi e alle sorti del songwriting di qualità, la Dead Oceans (casa, tra i tanti, di The Tallest Man on Earth, Phosphorescent, Riley Walker, Bill Fay) non si è lasciata sfuggire l'occasione del quindicennale e lo scorso autunno  ha ristampato "Roomsound" in una versione deluxe; parallelamente la band si è ritrovata per un pugno di date nordamericane a celebrare anniversario e reissue, suonando il disco dall'inizio alla fine. Al fianco del sempre presente Rutili si sono così rivisti i membri storici Ben Massarella e Brian Deck (già con lui nei mitologici Red Red Meat) e i giovani Wally Boudway & Ross Andrews dei Wooden Indian Burial Ground. Un supergruppo, insomma. Lo stesso che calcherà i palchi italiani da fine maggio a metà giugno per un tour che si preannuncia indimenticabile.
LIVE:
Califone plays Roomsound 
15th anniversary reissue & tour

30/5/17 Padova, Summer Student Festival
31/5/17 Firenze, Sala Vanni, Glorytellers
1/6/17 Recanati (An), Teatro Persiani, Klang
2/6/17 Genova, Altrove Teatro della Maddalena
3/6/17 Vadena (Bz), Piazzetta del Castello 
4/6/17 Santarcangelo di Romagna (Rn), Supercnema, Strade Blu Festival / Dogville
6/6/17 Terracina (Lt), Tracce
7/6/17 Napoli, Cellar Theory
8/6 17 San Gemini (Tr), Tempio di San Giovanni, Degustazioni Musicali
10/6/17 Roma @ Monk
11/6/17 Guastalla (RE), Handmade Festival

INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:51:08
[Can / Constellation]


Sarah Neufeld is an exploratory violinist and composer from Montreal, Canada. Best known as a member of Arcade Fire and contemporary ensemble Bell Orchestre, she has recently been making waves via her open-minded collaboration with saxophonist Colin Stetson and two solo albums of spellbinding, widescreen music -  2013's Hero Brother (Constellation) and new breathtaking release The Ridge (Paper Bag Records).

She will be touring Europe this Autumn as a duo with percussionist Stefan Schneider.


"Primarily made up of longer, grandiose songs that follow the whimsical sound of Neufeld’s violin and calming voice, The Ridge balances a darker tone with a breathtaking feeling." - Stereogum 

"it is crafted with care and precision and will hopefully open the door for many to the world of instrumental, abstract orchestrated composition… strikingly gorgeous and textural " - Under The Radar 

"Neufeld’s focused, restless recordings invite the listener to share in the intensity of her ritual as a performer, creating a necessary and refreshing air of intimacy." - Pitchfork 

"a gorgeous album from start to finish, and it's impressive how captivating it is for something that's often so minimal." - Brooklyn Vegan
LIVE:
23/11/16 Mestre (Ve) @ Spazio Aereo
24/11/16 Perugia @ Auditorium Santa Cecilia
25/11/16 Ravenna @ Almagià, Transmissions Festival
26/11/16 Mantova @ Arci Tom, Mantova Jazz Festival
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 20/02/2017 18:09:59
[(Uk / Sunday Best, Domino)]


Dopo il più che promettente EP "The Prelude", arri va il primo album sulla lunga distanza per Lookman Adekunle Salami, in arte L.A. Salami, da Londra.
A renderlo disponibile Sunday Best e Domino. 
Chiamatelo Urban Folk o Blues Postmoderno, comunque sia rimane uno schiaffone in faccia ed un meteorite che cade nello stagno. be aware!

video di "The City Nowadays

"Films used to be...Great. Now they’re easy to make, easy to sell, easy to get bored of - everything’ s 4 stars or more - Everything’s the best film of the year - Fast food films - Fast food music - Fast food politics - Fast food ideologies - What’s the worth of working to live at the cost of your soul? So much so that you don’t want to live at all?" L. A Salami

Debut album from L.A. Salami AKA Papa Stokely AKA The New Wave Slave… ‘Dancing With Bad Grammar’ is set for release on August 26th.
Having only picked up the guitar a few years ago after being given one for his 21st birthday L.A. Salami recorded the album in one week at Urchin Studios in Hackney, London (“I wanted to get it live; I’m not interested in the tracking thing”).
Working with engineer Dan Cox and producer Matt Ingram, who he was introduced to by old friend and touring partner Lianne Le Havas, L.A. has produced an album of 11 eclectic and exquisite tracks.
The first taste taken from the album is the single ‘The City Nowadays’; an energetic tumble of ideas and influences, mixing beat poetry, chain-gang blues, hip-hop and pithy one-liners. As L.A. explains, “I call my music postmodern blues. I’ve always loved the blues, and I think of this album as my version of blues songs. ‘The City Nowadays’ is like that.” See the video here.
Alongside the single are the more folk tinged tracks ‘Day To Day’, on which he plays harmonica like he was born to it, ‘Why Don’t You Help Me’ and ‘I Can’t Slow Her Down’ – both beautiful folk songs in the Nick Drake tradition which this brand new guitarist plays with astonishing skill.
 “I want to portray modern life using the past as a vehicle,” concludes L.A. “I love Sixties and Seventies music, that’s where my heart is. But I don’t want it to sound of the past, I want it to speak of now.’
LIVE:
08/09/17 Mantova, Festival della Letteratura
09/09/17 Roma @ Angelo Mai

08/07/17 Marina di Ravenna @ Hana-Bi
09/07/17 Galzignano sul Venda (Pd) @ Just Like Heaven
04/11/16 Parma @ Barezzi Festival
15/09/16 Avellino @ Godot Art Bistrot
16/09/16 Orvieto @ Valvola
17/09/16 Ravenna @ Moog Bar
18/09/16 Padova @ Anfiteatro del Venda
19/09/16 Roma @ Unplugged in Monti
20/09/16 Terni @ Mishima
ultimo aggiornamento: 31/10/2017 13:32:31


"North Dakota Impressions" è il nono disco in studio di Tom Brosseau, folksinger del North Dakota ora residente a Los Angeles, nonché l'ultimo capitolo di una trilogia - inaugurata da "Grass Punks" (2013) e proseguita con "A Perfect Abandon" (2015) - nella quale Tom porta l'ascoltatore a spasso tra i ricordi e le immagini della sua terra natia.
E' stato prodotto da Sean Watkins, già a lavoro con Brosseau per "Grass Punks", a Silverlake e Higland Park (Los Angeles)

Questo è il video, bello e surreale, di "You Can't Stop" girato da Ben GUzman e Angela Wood
E questo è il video di "On a gravel road", sempre tratto da "North Dakota Impressions". Diretto da Amber Padgett
Altri video di Brosseau: http://www.tombrosseau.com/vids

Bio
Originario del North Dakota ma ormai di base a Los Angeles, Brosseau è un personaggio deliziosamente fuori dal tempo, ironico e baciato dal talento, dedito a un prezioso lavoro di recupero e diffusione delle più autentiche radici musicali americane: bluegrass, country, folk, gospel
Tom Brosseau è stato in tour in Giappone, Canada, Islanda, Australia, Europa e si è esibito in bar, cortili, halls, metropolitane, teatri, case per anziani. Ha diviso il palco con John Doe, Juliana Hatfield, PJ Harvey e Rambling Jack Elliott e vanta amici e collaboratori come l'attrice Natalie Portman (che ha scelto “Plaid-lined Jacked”, tratta da Grand Forks, per la campagna promozionale dell'organizzazione no profit FINCA) e l'attore John Reilly (col quale nel 2011 ha inciso un 7" su vinile, John & Tom, prodotto da Jack White per la Third Man Records, e nella cui band di american folk music revival, la John Reilly & Friends, milita dal 2010, in compagnia di Dan Bern e Willie Watson). 
Brosseau figura anche nel film "Wonder Valley", diretto da Andrew Van Baal e sceneggiato da Patrick Strange (editore di Constance ed ex editore di Filter Magazine); uscito nel 2012, è la storia di un uomo che per sfuggire alla ex fidanzata se ne va a vivere nel deserto.
"A Perfect Abandon", il suo album,precedente è stato prodotto e registrato (con un solo microfono!) a Bristol da John Parish (PJ Harvey)e Ali Chant. E' suonato con una batteria minimale, un contrabbasso e una chitarra Stratocaster. 

DIcono di Brosseau:
"He is totally earthbound and at the same time sorta out there in the ether." Tom Moon, National Public Radio: All Things Considered

"ninnenanne country che non hanno bisogno di effetti speciali per guidarci in luoghi salutari per l'anima",
LostHighways

"No artist possesses the same peculiar qualities as Brosseau.
The power of his performing persona is so strong that he can pervade the whole room with his subjective existence, making time-warped acolytes out of his audience" BBC.com

"Un piccolo concentrato di grazia e soavità , dispensato da un vero gentleman della canzone folk. Essenziale",
Francesco Amoroso, Rockerilla

"Brosseau uses language with a straightforward grace that recalls the writing of John Steinbeck"  Sophie Harris, Time Out London

"Grass Punks è un gioiello di scrittura, anzi, meglio di scrittura, con sentirei di chitarra da ascoltare un milione di volte, la voce sicura in cima, testi personali e sinceri" Marco Sideri, Blow Up

"His blues-folks songs seem simple and plain, but there's a real depth to the lyrics, and they're sung in a voice so confident in its smooth, Ricky Nelson-esque purity that it barely needs accompaniment" Sylvie Simmons 4 stars, MOJO

"Like the pleasure of film noir... Brosseau's music is refined folk on a crackling gramophone and comfort-wrapped in cigarette smoke"
NME

LIVE:
4/11/16 Firenze @ Circolo Arci Progresso
5/11/16 Torino @ Folk Club
6/11/16 Bologna @ Nero Factory, "An Easy Night With"
7/11/16 Mantova @ Arci Tom
8/11/16 Roma @ Unplugged in Monti
9/11/16 Napoli @ Teatro Instabile, "Retronuevo V"
10/11/16 Perugia @ Auditorium Santa Cecilia
ultimo aggiornamento: 04/02/2017 17:55:56
[Mexico / The Leaf Label]


Nato a Tijuana, Mexico, nel 1970, Fernando Corona in arte Murcof è uno dei nomi di punta della scena elettronica mondiale. Ha all’attivo quattro LP con i quali si è gradualmente spostato dall’orizzonte più strettamente digitale verso sentieri più innovativi e sorprendenti in cui recepisce gli influssi del minimalismo, della classica contemporanea europea e della kosmische musik tedesca e perviene a un suono monumentale, monolitico e visionario, ormai immediatamente riconoscibile come il suo suono. Martes (2002), Utopia (2004), Remembranza (2005) e Cosmos (2007) sono i tasselli di un progetto che vede il titolo di ogni disco recare le iniziali del suo nome e del quale si attende ormai spasmodicamente la prossima tappa, il già annunciato Oceano. 
Del valore e dell’originalità dell’arte di Murcof sono prova anche le tante collaborazioni e i prestigiosi eventi a cui è stato invitato, facendo lievitare negli anni la sua reputazione internazionale: i concerti presso il Peter Harrison Planetarium di Greenwich, le due esibizioni con l'ensemble Mousique Nouvelles di Jean-Paul Dessy nelle cattedrali di Bourges e Bruxelles, il Montreaux Jazz Festival (in collaborazione con Talvin Singh e il trombettista Erik Truffaz, col quale ha anche pubblicato su Blue Note “Mexico”), il Geode IMAX a Parigi, la colonna sonora live per Metropolis di Fritz Lang alla Cinematheque di Parigi, il Sonar Festival di Barcellona con il pianista Francesco Tristano. Da ricordare anche le sue presenza al Bios, al Mutek. le numerose apparizioni all’Auditorium di Roma, quella del luglio 2010 al Ravenna Festival insieme al collettivo AntiVj e quella di settembre 2011 al festival MiTo. Murcof ha anche composto la colonna sonora di alcuni film (tra cui “Nicotina” e “La Sangre Iluminada”) e recentemente ha sperimentato proficue collaborazioni col mondo della danza e dell’arte visiva; a tal proposito degni di menzione i progetti audiovisivi con il citato collettivo AntiVj e l’artista bolognese Saul Saguatti


The Versailles Sessions

Nell'estate del 2007, Fernando Corona ha completato un lavoro su commissione per Les Grandes Eaux Nocturnes, un festival annuale di suoni, luci ed acqua nello splendido scenario di Versailles. Una suite musicale è stata composta per accompagnare l'allestimento della grandefontana nel Jardin du Roi nella serata di inaugurazione. Le Versailles Sessions sono il documento sonoro di questo evento everranno pubblicate a novembre da Leaf.
Le sei composizioni preparate per il progetto derivano interamente dall'utilizzo di registrazioni di strumenti barocchi del 17° secolo(inclusi clavicembalo, viola da gamba, flauto e violino) e di un mezzo soprano. GetSound, che ha commissionato il progetto, ha infatti arruolato artisti specializzati in musica barocca a Parigi.
"Abbiamo registrato pezzi di Lully, Couperin e altri", dice Corona riguardo le sessions. "Sono stati suonati in modo tradizionale, ma abbiamo anche dato spazio alla sperimentazione; è stata davvero un'esperienza istruttiva e i musicisti sono stati grandi, molto aperti e desiderosi di divertirsi."
Un tale processo di registrazione può sembrare un forte cambiamento per un artista noto soprattutto per essere attivo in ambito elettronico; in realtà si tratta di un'ulteriore evoluzione delle tecniche che Corona ha perfezionato negli anni. "L'opera è stata portata avanti più o meno come nel mio precedente lavoro: anche qui si è trattato infatti di processare del materiale acustico precedentemente registrato. L'unica differenza è la fonte effettiva del materiale, così specifica e relativa al barocco del 17° secolo."
LIVE:
05/11/16 Bari @ Cinema Teatro Royal, TIme Zones Festival, Life Observing Life  performing "Etna: A Portrait"
7/12(16 Padova @ Ex Cinema Life Observing Life  performing "Etna: A Portrait"

27/08/16 Piacenza @ Concorto Festival, Life Observing Life performing "Etna: A Portrait"
19/05/16 Rovereto (Tn) @ Auditorium Melotti (performing Metropolis soundtrack, italian premiere)
26/12/15 Modica (Rg) @ Chvrches Life Observing Life performing "Etna: A Portrait"

15/07/15 Catania @ Castello Ursino nel progetto speciale "Etna: A Portrait" (con visuals di Manu Ros)
28/08/15 Torino @ TOdays Festival, Museo Ettore Fico, feat. Ozmotic

03/01/14 Roma @ Lanificio, "Dance Out"
01/06/13 Modena @ Teatro Storchi, Node Festival (with Simon Geilfus of AntiVj)
20/04/13 Firenze @ Museo Marino Marini - "international Feel"
12/10/12 Valeggio sul Mincio (Vr) @ Teatro Smeraldo
25/07/12 Napoli @ Maschio Angioino - Retronuevo V ("Estate a Napoli") feat. Giovanni Giugliano (Teatro San Carlo)
21/04/12 Salerno @ Linea d'Ombra Festival "Versailles Sessions" (con visuals di Saul Saguatti)
10/09/11 Milano @ Mito "Versailles Sessions" (+ visuals di Saul Saguatti)
11/09/11 Bassano del Grappa (Vi) @ Castello degli Ezzelini - Stile Libero Festival: "Versailles Sessions" (con Saul Saguatti)
30/09/11 Torino @ Teatro Carignano - "Torino Spiritualità"  ("Alla fine di un nuovo giorno", con Michele di Mauro, in coll. con Circolo dei Lettori)
19/11/11 Carpi (Mo) @ CTRL C festival, Teatro Comunale (w/ Peter Broderick, A Classic Education)


25/06/11 Malga Costa, Val di Sella (Tn) @ Artesella ("Alla fine di un nuovo giorno", con Michele di Mauro)
17/03/11 Venezia @ Teatro Fondamenta Nuove (+ visuals di Saul Saguatti www.basmati.it)
18/03/11 Ravenna @ Teatro Rasi - Transmissions (+ visuals di Saul Saguatti)
16/01/10 Roma @ Brancaleone
11/04/10 Roma @ Auditorium - Meet in Town
15/04/10 Roma @ Teatro Palladium
19/06/10 Montella (Av) @ Convento di S. Francesco a Folloni "Sentieri Barocchi" (performing The Versailles Sessions)
27/06/10 Mantova @ Palazzo Te "Eterotopie"
30/06/10 Ravenna @ Rocca Brancaleone "Ravenna Festival" (with AntiVj)
20/11/10 Bari @ Teatro Kuursal, con "PAINT" di Saul Saguatti)
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 20/02/2017 19:53:56
[(Ger-Usa / Not Two Records, Trost Records)]


La figura di Brötzmann ha sempre sollevato un certo interesse anche al di fuori della scena impro / free jazz a cui formalmente appartiene. Vuoi per l’aura ormai leggendaria che circonda quel Machine Gun del ’68, con la sua inaspettata carica di violenza sonora capace di generare entusiasmi anche nei cultori della musica “estrema” in senso lato, vuoi per un prolifico eclettismo che l’ha portato a sperimentare forme musicali diverse e un gran numero di collaborazioni con personaggi di difficile catalogazione. Come Heather Leigh, per esempio, musicista americana trapiantata in Scozia con all’attivo numerose uscite che negli ultimi anni sta vivendo un’impennata di popolarità col suo atipico approccio al suo strumento d’adozione, la pedal steel guitar, e che ha accompagnato proprio Brötzmann in tour.

Ears Are Filled With Wonder, registrato live a Cracovia nel Novembre del 2015 e pubblicato l’anno seguente dalla Not Two Records, è costituito da un singolo pezzo di ventotto minuti di fluente e deciso confronto tra la pedal steel guitar della Leigh e i fiati del venerando jazzista. Un’unica sessione senza pause che si apre con il grido prolungato, acre, rauco del tárogáto (uno strumento a fiato della tradizione ungherese), che modula una sorta di aspra e travagliata invettiva, resa ancora più vivida per contrasto dall’ingresso delle parti dell’americana, che nella loro risonante fissità fanno da texture di base agli svolazzi bruschi e ai picchi dello strumento a fiato. Più volte nel fluire del pezzo viene usata questa disposizione, con i fiati a dare dinamismo e drammaticità e lo strumento a corda a dare quasi un senso spaziale all’intero frangente, salvo poi lanciarsi in momenti più dialogici con il sax espandendo o riformulando la tessitura melodica. L’empatia tra i due pare dotare il lavoro di un respiro proprio, alternando picchi di concitazione straziata, sulla falsariga della prima fase, a trame rarefatte e fraseggi di sassofono o di clarinetto più meditativi, quasi venati in alcune sezioni di un blues umbratile. Il risultato è una conversazione che stupisce per un’immediatezza non comune in ambito free, e che soprattutto pulsa di un lirismo tanto vivido quanto emozionante. (da The New Noise)
LIVE:
19/05/17 Torino @ Ex Cimitero San Pietro in Vincoli, "Jazz Is Deas"
21/05/17 Cadoneghe (Pd) @ Villa Da Ponte 
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ultimo aggiornamento: 15/09/2017 15:47:13


Originaria della West Virginia ma reseidente da tempo a Glasgow (dove è stata coproprietaria col giornalista David Keenan del negozio-etichetta Volcanic Tongue), Heather Leigh da una ventina d'anni suona le chitarre slide e pedal steel più forti che possiate immaginare, con una tecnica di cui gli esperti dicono meraviglie. Ha alle spalle una pletora di CD-R e cassette, collaborazioni d’eccellenza in ambiti rock-avant-improv (tra cui quella recentissima con Peter Brötzmann), due LP nel 2007 e 2010 a nome Heather Leigh Murray (“Devil If You Can Hear Me” e “Jailhouse Rock”, entrambi su Not Not Fun), e uno a fine 2014 a nome Heather Leigh (“Nightingale”, Golden Lab Records); ma è solo sul finire del 2015 che la Leigh è arrivata a registrare il primo vero album in studio: “I Abused Animal”, pubblicato da Stephen O’Malley sulla sua Ideologic Organ e Peter Rehberg di Editions Mego. Un piccolo grande capolavoro dove Heather si scrolla di dosso le polveri e nebulose ferocemente noise e il mood indistintamente lo-fi che caratterizzavano quasi tutti i dischi precedenti per farsi ‘cantautrice’ a tutto tondo, tanto eccentrica quanto originale.  
LIVE:
Heather Leigh solo
27/11/16 Ravenna @ Transmissions Festival
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 03/05/2017 17:54:08
[Usa / Dead Oceans]


Nuovo punto di riferimento nell'ambito di certo folk (rock) con venature jazzy e psichedeliche, Ryley Walker è certamente uno dei nuovi nomi "da copertina" del cantautorato americano, posizione conquistata con il bell'esordio dell'anno scorso, con la forza imponente dei suoi riff acustici, delle sue eloquenti interpretazioni, che hanno fatto richiamare John Martyn, Roy Harper, Nick Drake, Van Morrison,
Ad agosto 2016 è uscito il suo secondo lavoro, "Golden Sings That Have Been Sung", che ne conferma il talento e la vena compositiva.

Così Eddy Cilia:
"Sulla copertina di “Primrose Green” (ero alle prese con ben altro e in dicembre non compilai playlist; ma, lo avessi fatto, sarebbe stato forse il mio disco dell’anno) Ryley Walker dichiarava come più esplicitamente non sarebbe stato possibile la più importante delle influenze fondanti quel mezzo capolavoro: il Van Morrison di “Astral Weeks”. Non occorreva andare oltre la traccia inaugurale e omonima per cogliere la seconda, Tim Buckey, e dallo splendido prosieguo emergevano con nitore altri maestri illustri: Fred Neil, i Pentangle, Davy Graham, Nick Drake, John Martyn, in tralice il Miles Davis di “Sketches Of Spain”. Naturalmente John Fahey, la cui lezione informava più prepotentemente il precedente – formativo, bello ma non così magico - “All Kinds Of You”. Ecco, se una critica si poteva muovere al predecessore di “Golden Sings That Have Been Sung” era proprio quella di un’adesione eccessivamente manifesta al canone di certo folk-rock in odore di psichedelia, all’incrocio fra ’60 e ’70. Ma può essere un peccato in questi anni retromaniaci? Dovremmo buttare via allora pure i Fleet Foxes e Jonathan Wilson. Non ci sto.

Copertina che non so se promuovere con il suo retrò sfacciato o bocciare come kitsch, il nuovo disco dovrebbe mettere a tacere i detrattori. È più organico e, nel plasmare influssi che restano ma vengono retrocessi in secondo piano, più personale. Pure meno mercuriale, però, ed è per questo che credo che, sebbene per certo rappresenterà una tappa cruciale nell’evoluzione di Walker, la pietra miliare resti quell’altro. Ciò detto, gemme come il weird jazz acustico di The Halfwit In Me o una Sullen Mind scheggia cosmica di “Forever Changes”, o ancora una Age Old Tale infiltrata di gamelan, semplicemente abbagliano." (link articolo)

Primrose Green (dal disco d'esordio)
The Roundabout (da Golden Sings...)
LIVE:
28/11/16 Milano @ Santeria Social Club
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 20/02/2017 18:09:22
[(Usa / Matador)]

"Il nuovo disco di Steve Gunn, uomo-chitarra per eccellenza dell'America contemporanea, è il suo più potente, di gran lunga. I riff circolari che contraddistinguono la sua musica hanno qui qualcosa di superomistico, di naturalmente poderoso, imponente, lontano dall'understatement sciatto del suo ex-compare Kurt Vile. Anche quando il registro si fa più suggestivo e psichedelico ("Nature Driver", quella che più ricorda i Violators), il lavoro chitarristico si estende agli altri strumenti, facendo dell'affresco ampio, Malick-iano il vero canone estetico di "Eyes On The Lines". Panorami mozzafiato ("Heavy Sails" si apre come un improvviso rettilineo), scorci di vita formicolante (il country nevrastenico di "Full Moon Tide") costruiscono l'alternativa musicale al grande romanzo americano, a cui Gunn dà corpo anche col suo vocione da rock-Fm.
La finezza di guitarwriter (forse potrebbe lavorare di più sulle linee vocali) e, soprattutto, il suo talento chitarristico non sono in discussione, e il vero piacere del disco è proprio tuffarsi nelle splendide dinamiche dei brani, nei trionfi Petty-iani, come in "Ancient Jules", o quando la scrittura di Gunn trova vera scorrevolezza, come in "The Drop".
Vero erede di Jonathan Wilson ("The Ark"), Steve ha dalla sua, oltre che l'evidente padronanza dello strumento, un impeto che è davvero molto raro, che si esprime qui in particolare nella sciamanica, vagamente Harper-iana "Park Bench Smile".
"Eyes On The Line" è l'album consigliato per riscoprire il piacere dell'ascolto più puro, per perdersi nel suono prima di tutto - graziato da una grande sintesi, sinonimo qui di ispirazione e di attenzione per il proprio prodotto, e anche da decisi progressi nel songwriting tout court (gli Wilco di "Conditions Wild")." Ondarock, 7/10

video:
LIVE:
17/04/17 Galzignano (Pd) @ Anfiteatro del Venda
18/04/17 Roma @ Unplugged in Monti
ultimo aggiornamento: 23/05/2017 10:21:38
Interiors
[(Ita / Brutture Moderne]


Interiors
Plugged

“Interiors” è un viaggio che unisce elettronico e analogico e cavalca il ritmo senza mai abusarne, in cui Valerio Corzani (voce, basso semiacustico, basso tinozza, percussioni, laptop e Iphone) ed Erica Scherl (violino, tastiera, effetti e looper),mettono in moto un tracciato pieno di fibrillazioni e sorprese, spesso creando un forte connubio con suggestioni visive, come quelle deisuper8 sperimentali di Derek Jarman, o dei film del regista franco canadese YannArthus-Bertrand.

Groove ossessivi stemperati dal violino di Erica Scherl (già con Alboreo, Stenopeica, LesViolons d'Ingres), corde acide arrotondate dai bassi profondi di Valerio Corzani (MauMau, Mazapegul, Daunbailò, Gli Ex, Caracas), tastiere felpate e suoni spaziali, in un continuo scambio di ruoli, che non perde mai d’occhio il sostegno percussivo e la balance ritmica. 
Squarci dub, improvvisazioni di taglio jazz, collage timbrici che sfiorano il glitch, sfumature etniche, incorniciati dallo spokenpoetry di Corzani i cui testi sono accomunati dalladescrizione di paesaggi che possono sembrare "esterni" se non fosse per la dimensione onirica potente che li fa ridiventare "interni" ed interiori…come quadri di Dalì.    
Arredamenti sonori per ambienti che fluttuano e si trasformano. Un viaggio musicale che si presenta davvero onirico e “stupefacente”. Corrispondenze d’amorosi sensi, strategie dei sentimenti, ipotesi di corteggiamenti tra coppie di elementi mai scontate: il violino e il basso, il legno e il magnete, le frequenze e i chip, le immagini e i suoni, i cerchi ritmici e le fughe solistiche…
Materiali musicali che sono finiti in “Liquid”, l’album d’esordio degli Interiorsuscito nel 2014 per la MinusHabensRecords (che vede una collaborazione con il producer argentino Leonardo Martinelli akaTremor), e nel secondo album "Plugged" in uscita alla fine del 2016 per Brutture Moderne.

Gli Interiors - che dal vivo presentano il suggestivo colpo d’occhio di un duo pieno di ammenicoli e di strumenti deviati, autocostruiti (il fenomenale basso tinozza), modificati, trattati, oltre all’incantesimo suadente del suono di un violino - si sono già esibiti in prestigiosi festival e numerosi teatri (“Lugo Contemporanea”, “Adriatico Mediterraneo” di Ancona, “Leggere la città” di Pistoia, “mob” di Bologna, “Looped” di Pisa, Dromos Festival di Oristano, Calagonone Jazz, Bellaria Film Festival, Teatro San Leonardo di Bologna, Teatro Leopardi di San Ginesio, Chamoisic) e in una lunga teoria di club del nostro paese. 
Ai progetti in duo si affiancano le collaborazioni con la poliedrica cantante Serena Fortebraccio per "Terra Madre/Terra Matrigna", con il funambolico Boris Savoldelli per "Futurismi", con Claudio Milano in un progetto dedicato alla figura di Pasolini, e con Alessandro Martignoniaka Billy Bolla per il poetico spettacolo "Liquid", che ha debuttato nel 2016 aprendo la stagione "Teatro Musica" di Laboratori Permanenti a Sansepolcro (AR).
Nei loro numerosi concerti dal vivo, hanno avuto il piacere di arricchire i propri suoni con l'apporto generoso di molti amici e ospiti, fra i quali, Mauro Campobasso, Massi Amadori, Giorgio Li Calzi, Gionata Mirai, e hanno partecipato come ospiti a Harpness, il secondo lavoro discografico dell'arpista Raoul Moretti.
Nel Dicembre 2014 hanno fatto uscire un lungo brano natalizio (quasi 20 minuti): “Soundtrack for a Christmas Tree” ideato e concepito come vera e propria colonna sonora di un albero di Natale e abbinato in seguito a un video curato dal regista Fabio Fiandrini.
Interiors ha vinto con il video di “Blue Darkness” (firmato dal regista canadese Justin Bolduc-Turpin) il “Lake Doc International Festival. Il brano “Blue Darkness”è stato inserito anche nella colonna sonora per il cortometraggio "La camera di Pietro" della regista russa Alina Gurinova, ed è stato selezionato al SilkRoad Film Festival 2015 di Dublino.


Rassegna stampa
“Da un’idea di Valerio Corzani ed Erica Scherl nasce un nuovo modo di vivere la musica…Quello che ci appare davanti è un viaggio musicale che si presenta davvero onirico e “stupefacente”…” Wired)

“…per viaggiatori curiosi di orizzonti sospesi tra musica da camera, dub, sensazioni world e narrazione poetica…Il paesaggio è spesso desertico, con qualche effetto che spinge verso lo spazio”(Rumore)

“Un disco “suonato liquido” con le app dell’Iphone, ma ben riscaldato dai sapienti suoni analogici di Corzani ed Erica…Atmosfere cadenzate e dubbeggianti sostenute da bassi profondi e groove percussivi, sui quali si incastrano armonie arabe e spokenpoetry visionari” (Il Fatto Quotidiano)

“Suoni sperimentali, ricercati, ma che trattengono sempre una buona dose di fuoco e calore…Un soul futuristico e futuribile” (Musical Box-Radio2Rai)

“Musica multipolare e piena di atmosfere diverse, ora rarefatte ora trascinanti” (Stereonotte-Radio1Rai)


“Grazie a violino, basso, laptop e qualche applicazione per smartphone, i due musicisti creano splendidi ambienti sonori, che riescono allo stesso tempo a modellare lo spazio e ad adattarsi ad esso”
(Radio Città del Capo)

“Una riuscita miscela di spokenpoetry, ambient, suoni elettronici, loops, apps per Iphone”
(Musica Jazz) 

LIVE:
02/12/16 Prato @ Ex Chiesa di S. Giovanni
07/01/17 Cesena @ Rocca Malatestiana

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ultimo aggiornamento: 08/04/2017 23:57:06
[(Usa / Sacred Bones, Bella Union)]

Da oltre un decennio Marissa Nadler è una delle artiste più importanti e amate della scena gothic/Americana, con una statura artistica tale, tuttavia, da renderla una delle musiciste più trasversali per ispirazione e risultati. Strangers è il suo settimo disco e probabilmente il migliore. La sua musica è uno stato delle mente onirico, oscuro, persino apocalittico ma mai senza speranza. 
Con Strangers Marissa Nadler ha abbandonato alcuni dei limiti che si era autoimposta negli album precedenti, abbandonando le soluzioni più scarne e tuffandosi oltre un orizzonte onirico surreale, profondo, apocalittico persino. Le storie di questi “Sconosciuti” si basano sull'istinto, sulla rottura, l'illusione, la delicatezza che non vuole rassegnarsi a essere fragilità. Quella di Marissa è una voce unica ma collettiva.
LIVE:
20/12/16 Ravenna @ Bronson (opening act: Jess Williamson)
21/12/16 Milano @ Santeria Social Club (opening act: Jess Williamson)
INFO, SOUND:
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ultimo aggiornamento: 20/02/2017 18:09:05
[(Uk / 12K)]


Con "Orwell Court", quarto episodio di un percorso artistico in continua crescita, lo scozzese Gareth Dickson firma l'opera della consacrazione e si conferma una delle voci più autorevoli tra i songwriters di nuova generazione. Già collaboratore in studio e in tour di Juana Molina e più recentemente di Vashti Bunyan (special guest nel disco), Dickson ha sviluppato in questi anni uno stile personale e riconoscibile: un picking ricercato, elaborato eppure asciutto, avvolto in vaporosi riverberi elettroacustici, e un cantato sognante, confidenziale, a volte sussurrato, che penetra sotto pelle e trasporta l'ascoltatore in una sorta di trance. Su tutto aleggia un'aura magica, quasi una presenza fantasmatica; forse quella di Nick Drake, del quale verrebbe da dire che Gareth Dickson è oggi il più credibile e ispirato erede. 

"an artist of real originality.... haunting" The Wire magazine.

Il video di The Big Lie
LIVE:
23/03/17 Perugia @ ex Chiesa S. Anna e delle Derelitte
24/03/17 San Lorenzo in Campo (PU) @ Teatro Tiberini, "Klang"
25/03/17 Napoli @ Riot Studio
26/03/17 Lanciano (Ch)  @ La Caltapie
27/03/17 Avellino @ Godot Art Bistrot
29/03/17 San Gemini (Tr) @ Tempio San Giovanni, "Degustazioni Musicali"
30/03/17 Genova @ Teatro Altrove
31/03/17 Roma @ Chiesa Valdese "Unplugged in Monti Church Sessions" (w/ Sodastream)
01/04/17 Firenze @ Sala Vanni
02/04/17 Bassano del Grappa (Vi)

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ultimo aggiornamento: 23/05/2017 10:12:26
[(Ita / Brutture Moderne)]


A ben otto anni da “About Anything”, il precedente disco solista, e a tre da “Echoes On”, l’ultima, apprezzatissima, uscita dei Sepiatone (progetto a quattro mani con Hugo Race), torna a farsi sentire Marta Collica, cantautrice e musicista catanese da tempo residente a Berlino.

Marta racconta così la genesi dell’album: “Inverno è una raccolta di canzoni scritte nell'arco di alcuni anni, durante i quali sono stata impegnata con altre produzioni e progetti, e che probabilmente non avrei ancora registrato se alla fine di un concerto a Berlino (in duo con Cam Butler) il produttore anglotedesco Brio Taliaferro non mi avesse invitato a raggiungerlo in studio per fermare quel momento della performance in duo…. Le registrazioni in presa diretta, l'entusiasmo e la spontaneità di quegli eventi sono poi diventate le basi della produzione del disco, continuata dapprima a casa-studio con Cam, divertendoci a sperimentare con arrangiamenti e overdubs, in una seconda fase a Parigi, Catania e Melbourne, durante tour sia miei che suoi, raccogliendo i contributi di amici musicisti, e infine di nuovo a Berlino dove ci siamo rivisti per ultimare i mix e coordinare gli interventi degli altri collaboratori. Non si tratta di una modalità estranea alle mie abitudini di lavoro: nei miei dischi c'è spesso estemporaneità e un’attitudine lo-fi: lo studio casalingo è piuttosto minimale e mi piace lavorare negli spazi in cui vivo, con i tempi che vengono dettati da un ritmo naturale e dalle mie abitudini; le sere sono i momenti più calmi,  amo trovarmi col microfono o gli strumenti e catturare un momento forse imperfetto ma che in solitudine risuona più vero”.
Dunque una faccenda molto intima e privata, questo disco. Dodici tracce in cui l’immediatezza è cifra estetica e modus operandi prima ancora che propensione melodica. Le canzoni si ispirano a una stagione immaginata, nella quale la riflessione ha il sopravvento sull’azione e l’attesa rasenta l’immobilità. Il mood di fondo è notturno e pensoso (Clandestine), alcuni brani hanno la qualità sfuggente dei sogni (Will we know more) altri la fragilità di un segreto confidato ad un amico (Inverno, She travels fastest) o la dolcezza di un ricordo che riemerge dal passato (Stay In wonder). Ma non mancano episodi più briosi e vivaci, schegge pop grezze e istintive come pensieri appuntati su un taccuino (In this town, Dov’è che finisce). Marta canta (alternando italiano e inglese) e suona (tastiere, chitarre, percussioni) con la grazia disinvolta che contraddistingue le sue produzioni, supportata da una serie di musicisti abilissimi nell’entrare in punta di piedi nel suo universo personale e nell’aggiungervi sfumature, colori e punti di vista, contribuendo con slide, tremoli, drumming, archi, lamiere, fiati e voci al sound languido e ipnotico del lavoro. Tra i tanti collaboratori, menzione speciale per il già citato Cam Butler e per Déko, presenti in tutte le tracce, e da segnalare gli amici di lunga data Catherine Graindorge, Giovanni Ferrario, Giorgia Poli, Davide Mahony, Hugo Race.


Bio

Cantautrice e musicista siciliana formatasi nel primo line up dei Micevice di Giovanni Ferrario e nei Groovy Guru di Cesare Basile, Marta Collica prende parte a tours e collaborazioni internazionali da circa un decennio, spostandosi in vari luoghi in Europa a seguito di diversi progetti.

Dal 2005 fa parte della nuova band del compositore e produttore inglese John Parish (Pj Harvey, Eels, Giant Sand) con cui registra (voce e tastiere) il disco Once Upon a Little Time (Thrill Jockey 05, Usa) e diversi brani per colonne sonore (Dutch television drama ‘WALTZ’ 2006, dir. Norbert Ter Hall, "Screenplay" album, uscito per l'etichetta americana Thrill Jockey), esibendosi dal vivo in numerosi tour in Europa e Usa. Idea il progetto e band Songs with Other Strangers, collettivo di musicisti di diversa provenienza (insieme a Cesare Basile, John Parish, Hugo Race, Stef Kamil Carlens, Manuel Agnelli, Giorgia Poli, ospiti Steve Wynn, Jean Marc Butty e Rodrigo D'Erasmo) sino al 2007, per circa 7 anni partecipa ai tour europei degli australiani True Spirit come backing vocalist e keyboard player.

Coautrice di musiche e parole proprio insieme a Hugo Race, con cui collabora dalla prima produzione dei Micevice  “Experiments in the Duration of Love”, (registrata e prodotta a Melbourne da Race nel 98),  Marta e’ la voce dei Sepiatone, “che con indifferente intensità, evoca l’atmosfera seduttiva e lunare di un road movie in slow motion” (Rumore): la critica trova i riferimenti di rito in Beth Gibbons, Mazzy Star, Julie Cruise, Lisa Germano sottolineando la poeticita’ dei testi ed il mix imprevedibile di psichedelia e  rarefazione delle sue canzoni. Il duo Iitalo-australiano ha all'attivo tre dischi (In Sepiatone, Darksummer, e Echoes On con distribuzione e ottimi feedback di critica anche in Germania)

Le collaborazioni si intensificano a Berlino dove Marta risiede da anni: partecipa alle registrazioni del disco "Movie's Magic" dell'artista sperimentale Sebastian Meissner (aka Klimek) e viene invitata dalla curatrice e artista newyorkese Danielle De Picciotto, come unica rappresentante femminile, a comporre musica per la mostra contemporanea di arte surrealista pop "FEEDBACK", accanto a FM Einheit, Algis Kizys, Mick Harvey, Adrian Stout, Jacob Kirkegaard e Alexander Hacke. La mostra a Berlino, recensita dal NY Times, viene ospitata dalla fondazione Mousonturm a Francoforte. Negli ultimi 3 anni Marta ha anche preso parte a una serie di spettacoli e residency d'artista a Parigi basati sugli scritti dell'autore americano Raymond Carver, insieme alla band francese Atlas Crocodile, il cantautore parigino Gaspard La Nuit e il produttore inglese e assiduo collaboratore John Parish. Il collettivo, dal nome Playing Carver, ha prodotto il disco omonimo in distribuzione in Francia dall'anno scorso. Ultimo prodotto nell' ambito di collaborazioni speciali, in ordine di tempo, il disco Silent Town uscito lo scorso maggio in Italia per Viceversa Records, che la vede come cantautrice e cantante insieme al gruppo di world sperimentale Italo-Palestinese Dounia.

Marta ha gia' pubblicato due dischi da solista: "Pretty and Unsafe"(Desvelos, 2007) e “About Anything" (Solaris Empire DE - Desvelos IT, 2009) usciti in Italia e Germania. Tramite essi si dedica anche alla produzione delle sue canzoni e sperimenta sempre piu' intensamente con i suoni dell'ambiente circostante e nuovi strumenti, sia analogici che elettronici. Il suo stile musicale trascende gli influssi folk blues, il low fi e il songwriting per spostarsi in una dimensione onirica e sensoriale dove trova ancora piu' spazio la contaminazione e la suggestione cinematica.

Il terzo disco solista “Inverno” in uscita a marzo 2017 su Brutture Moderne la vedrà' collaborare in veste di co-produttore con il compositore e chitarrista australiano Cam Butler.



LIVE:
10/7/17 Mantova, Arcipelago Ocno

7/4/17 Firenze @ Arci Progresso
8/4/17 Pergola (PU) Villa Tereze
9/4/17 Terni @ Caffé Bugatti
12/4/17 Genova @ Teatro Bloiser

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ultimo aggiornamento: 09/08/2017 12:55:38
[Ita / Santeria, Escape from today]


Chitarrista di estrazione sperimentale, Spaccamonti non ha mai perso occasione per affiancare alla propria attività solista collaborazioni di prestigio, dai reading con il giornalista Maurizio Blatto alle sonorizzazioni di film muti commissionate dal Museo del Cinema come Rotaie e Drifters (in questo caso in duo con Ben Chasny / Six Organs Of Admittance) e documentari quali Vite da recupero e Una storia di trasporto e il film Neve Rosso Sangue, presentato al Torino Film Festival del 2015 . Numerosi sono poi i risultati su disco : l’lp Spaccamombu, fusione in studio con i romani Mombu, lo split LP con Stefano Pilia e nel 2014 la musicassetta Burnout con Daniele Brusaschetto. Oltre a incroci con Damo Suzuki (CAN), Fabrizio M. Palumbo (Larsen), Chicco Bertacchini (Starfuckers) e i video-artisti Masbedo (per l'opera 'Todestriebe', in mostra presso la Fondazione Merz di Torino) che non fanno che aggiungere a un curriculum in solitario già di assoluto livello, come testimonia l’accoglienza ai primi due album, Undici Pezzi Facili e Buone Notizie, oltre al terzo e più recente Rumors, uscito nella primavera del 2015 ed accolto entusiasticamente da pubblico e critica, che lo ha definito uno dei migliori dischi dell'anno. L'inizio del 2016 lo vede tornare sul palco con quelli che ormai sono due abituali collaboratori come il già citato Stefano Pilia e l'americana Julia Kent , per la sonorizzazione live di C'era una volta, classico del 1922 di Carl Theodor Dryer, sempre su commissione del Museo del Cinema di Torino .

Discografia

RUMORS - 2015 - LP, Cd,Digital - Santeria, Escape from Today, Audioglobe
Paolo Spaccamonti & Daniele Brusaschetto - BURNOUT - 2014 - TAPE - Brigadsco, Old Bicycle Records, Bosco Rec
Stefano Pilia / Paolo Spaccamonti – Split – 2013 LP black 180g. /clear vinyl LTD - Escape From Today, Brigadisco 
In the kennel vol. 2 : Spaccamombu - 2012 LP 180gr – Goat Man /Goodfellas 
Buone Notizie – 2012 LP - Escape from Today,Smartz , Audioglobe
Buone Notizie – 2011 CD – Bosco/Audioglobe 
Undici Pezzi Facili – 2009 CD – Bosco/Audioglobe
LIVE:
solo tour 2016 (booking: andrea@wakeupandream.net)

08.04 - Kino - Pieve di Cento (BO)
09.04 -  VESPERUM- Galleria San Ludovico - Parma 
13.04 - Dal Verme - Roma 
14.04 - Sound Music Club - Frattamaggiore (NA) 
15.04 - Godot Art Bistrot - Avellino 
16.04 - TBA
17.04 - Respirare Sinapsi - Oppido Lucano -Potenza  
18.04 - Secret concert
19.04 - Chupito - Perugia
06.05 - Largocarducci- Prato
20.05 - Tracce - Terracina 
21.05 - DONG - Recanati  
27.05 - Musica Nelle Valli - Mirandola 
28.05 - Red Noise - Reggio Emilia   
INFO, SOUND:
MORE PHOTOS:

ultimo aggiornamento: 14/06/2016 20:55:18
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